• 15941 "A" cercasi!
Pubblicità pagina principale
domenica 21 novembre 2021.
http://www.ilmoesano.ch/article7502
NEL TEPORE DELLA STALLA
di Teresio Bianchessi

NEL TEPORE DELLA STALLA




Tempi addietro l’arrivo dell’inverno accorciava tremendamente le giornate; si cenava al primo buio ed era poi faticoso convincere tutti a coricarsi con le galline.
Stare svegli però, restare in cucina, comportava tenere acceso sia la luce che il fuoco ed erano lussi che pochi potevano permettersi.
Ci si rifugiava allora nelle stalle dove, al chiarore soffuso di una sola lampadina, le famiglie potevano ingannare quell’ora raccontando fatiche e gioie del giorno, avvolte nell’animalesco, soave tepore che profumava di fieno, ninnati dal paziente ruminare delle vacche.
La stalla trasmetteva serenità, quietava le ansie del giorno, le mamme a volte recitavano il rosario a Sant’Antonio Abate protettore di tutti gli animali della cascina mentre i padri scambiavano opinioni sui tempi della semina e i bambini sonnecchiavano o facevano dispetti ai vitellini; a ravvivar la comitiva era, a volte, l’ingresso inaspettato di un baldo giovane arrivato sin lì perché sicuro di trovare la Rosina.
Questi raduni iniziavano proprio a Santa Caterina, 25 novembre, quando anche il proverbio consigliava di tenere gli animali riparati nella stalla.
Il rientro alle proprie abitazioni con i bambini assonnati, avvolti nel tabarro del babbo, avveniva spesso in notti magiche, limpide, fredde, stellate e il gelo del breve tragitto, dalla stalla al letto, faceva apprezzare ancor più a tutti il tepore lasciato sotto le lenzuola dalle braci dello scaldino.

top

“Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo.”

KHALIL GIBRAN

 
Sponsors