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lunedì 17 settembre 2018.
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CHI HA UN MESTIERE IN “MAN”, TROVA SEMPRE “PAN”
di Teresio Bianchessi
CHI HA UN MESTIERE IN “MAN”, TROVA SEMPRE “PAN”


Guardando l’immagine verrebbe da dire che è bene avere sempre un ombrello a portata di mano per ripararci, come fanno d’abitudine gli inglesi, dalle intemperie, ma di questi tempi potrebbe essere altrettanto utile possederne uno che ci metta al riparo dal rischio, pesantissimo, che ci piova in testa un inaspettato licenziamento.
Perdere il proprio posto di lavoro è la peggior cosa che possa capitare a un giovane, ma ancor più a un padre che deve portare avanti il carico famigliare.
E’ bene allora avere in mano, oltre al parapioggia, un “mestiere” che bene padroneggiamo, conosciamo, esercitiamo.
L’affermazione solenne dei nostri anziani: “Ha in mano un mestiere” equivaleva a un’investitura, a una benedizione per chi lo possedeva, poiché la propria specializzazione lavorativa, si trattasse di fabbro, di mugnaio, di panettiere, di falegname o altro, equivaleva a una sorta di polizza assicurativa sulla vita.
Oggi come allora nessuno nasce “imparato” e per arrivare a quel tranquillizzante stato sociale occorre sacrificio, dedizione, costanza, capacità. Oggi forse più che allora, per restare competitivi nel proprio settore, occorre mettersi sempre in discussione, aggiornarsi continuamente, seguire le tendenze, trovare stimoli nuovi e per riuscirci serve grande volontà e intelligenza.
A chi dimostrerà questa solidità non mancherà mai, come suggerisce il proverbio, lavoro e pane.

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Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

(Anonimo)

 
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