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martedì 1 novembre 2016.
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Bestiario minimo con escursioni nell’erbario
di Giorgio Tognola

Da Wikipedia: Un bestiario, o bestiarium, è un testo che descrive gli animali o le bestie. Nel Medioevo si trattava di una particolare categoria di libri che raccoglievano brevi descrizioni di animali (reali e immaginari), accompagnate da spiegazioni moralizzanti e riferimenti tratti dalla Bibbia. Altre raccolte, simili per l’impostazione ma di diverso argomento, sono gli erbari, che descrivevano le virtù delle piante.

A voi, pazienti lettori, non ho nessuna intenzione di offrirvi spiegazioni moralizzanti e non mi riferirò alla Bibbia. Sono storielle che ricordano i miei contatti con animali e con piante.
Se saranno di vostro gradimento, ve ne offrirò una al mese.

Effimere presenze

Basta con le bestie, dal grillo agli elefanti, dalle cinciallegre alle aquile, la smetto pure di descrivervi piante, fiori e frutti che lasciano ancora ricordi visivi, tattili, olfattivi, gustativi e qualche rimpianto.
Chiudo con orme forse più durature. Me l’hanno suggerito le piode, i sassi del selciato, che stanno accanto alla cascina, sì la solita, quella di Val Luna. Chi, passo dopo passo, in un paio d’ore, la raggiungeva, anche chi trovava un po’ di tranquillità dopo aver accudito a vacche e capre, prendeva mazzuolo e scalpello, scelta una superficie vergine incideva le sue iniziali e una data, quella del momento: T 1817, G B 1830, C T 1934, T A 1944, C T 1978, V T C 2014 e altre, tante altre ancora. Quelle dell’Ottocento mi sono sconosciute, alcune del Novecento le riconosco ancora, così come quelle del Duemila. Poi il pensiero corre lontano a ritroso nel tempo e mi porta alle coppelle, alle linee, alle croci incontrate sui massi dei versanti delle nostre montagne. Segni misteriosi gli uni, segni che suggeriscono un uomo, forse una donna, ma poi? Una generazione dopo, chi li ricorda ancora? Effimera è la nostra presenza, anche i sassi si consumeranno.

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