Parliamone
AGGREGAZIONI REGIONALI
Moderazione: Redazione

Aggiungere messaggio
VERDABBIO GRONO LEGGIA
1 luglio 2009

Rileviamo dal giornale di corte della Regione Mesolcina che i nove sindaci mesolcinesi si sono espressi positivamente sul concetto generale d’aggregazione dei comuni di valle.
Un primo passo che ci riempie di gioia, noi che ci siamo sempre battuti per le aggregazione locali tipo quelle nate ed egregiamente funzionanti nel vicino Ticino.
E` chiaro che se ciò avverrà e quando avverrà si parlerà al massimo di due territori ben definiti il Circolo di Roveredo e Circolo di Mesocco.

Era una soluzione già ventilata e auspicata molti anni fa da due competenti personalità cantonali in una riunione, molto interessante, tenutasi a Lostallo sotto il patrocinio del Partito Liberale.
In quell’ occasione si avanzava l’ipotesi di creare per la regione tre maxi comuni, uno per Circolo, che avrebbero raggiunto le dimensioni ottimali per garantire un efficienza massima a spese di funzionamento relativamente contenute.

Mancando ogni e qualsiasi stimolo il problema si arenò, come troppo spesso succede sotto il cielo Moesano.

In questo periodo tenne banco solo il problema della Calanca, una pagliacciata, melmosa e disgustosa che, è notizia di questi giorni, sembra ora trovare una soluzione concreta e noi, crediamo sinceramente, che ciò sia possibile grazie all’allontanamento dalle trattative, del Feudatario calanchino e della sua ORC.

La nuova perequazione finanziaria cantonale ha fatto risvegliare la questione e sicuramente grazie all’urlo del sindaco di Verdabbio, Spadini,si è giunti alla riunione di tutti i sindaci della regione.

A questo punto, forti di una lunghissima esperienza, fatta in gran parte da cocenti delusioni e spudorati voltafaccia; certi che il problema generale delle aggregazioni comunali slitterà, come minimo, per almeno 20-30 anni, osiamo dire e consigliare.
Il comune di Grono potrebbe,già ora,cogliere al volo l’urlo del comune di Verdabbio e di Leggia e proporre ai suoi cittadini un’aggregazione automatica con i due vicini comuni.

Sarebbe interessante e opportuno includere nel gruppo anche Cama. Ma come abbiamo già avuto occasione di scrivere, il comune di Cama è un enclave, diretta a tutti gli effetti da persone molto benestanti, che sicuramente curano meglio le loro finanze (imposte comunali ridotte) che lo sviluppo del paese e lo spirito comunitario intercomunale.
La costruzione del nuovo centro scolastico, è la dimostrazione palese di come i signori di Cama siano sordi al richiamo di altri enti fuori comune.
Le scuole consortili di Grono sarebbero già state realizzate 15 anni fa, a costi sicuramente inferiori a quelli del nuovo centro faraonico della Birreria.

Se Grono porta avanti la fusione Verdabbio/Leggia pensiamo che non trovi delle grosse opposizioni nell’ elettorato locale .... Anzi!!
Inoltre amplierebbe i suoi “numeri” e chissà se in futuro non si creeranno le basi per due distinte comunità di bassa valle: S.Vittore/Roré e Grono/Verdabbio/Leggia/Cama.
Lasciate che il nostro sogno continui e speriamo che Grono afferri al volo il messaggio e il momento storico.

Brontolo

AGGREGAZIONI REGIONALI
23 aprile 2009

GIUNGE AL MOMENTO GIUSTO.



La proposta di aggregazione di Grono, Verdabbio e Leggia, fatta del sindaco di Verdabbio alla Regione Mesolcina giunge proprio come il proverbiale cacio sui maccheroni.
In un periodo avaro di notizie ha avuto l’effetto del sasso lanciato nello stagno che crea delle onde circolari che hanno coinvolto i comuni interessati, i media locali, radio e tv del vicino cantone.

Noi riteniamo che al momento attuale con le leggi che abbiamo e la perequazione finanziaria alle porte è un primo passo fatto nella direzione giusta.

Lasciamo stare i castelli in aria proposti dalla presidenza della Regione Calanca in occasione della discussione alla RSI di venerdì mattina.
Lui ritorna alla carica, malgrado la batosta ricevuta nella consultazione popolare dell’anno scorso, per coinvolgere i due comuni calanchini di Castaneda e Santa Maria nel progetto di fusione con Grono, Verdabbio e Leggia.
Una faccenda ormai da dimenticare.
Non siamo stati capaci a mantenere un’ Organizzazione Unica per l’intero Distretto e pretendiamo ora di create una creatura deforme che non ci porterebbe da nessuna parte.
Per la Calanca c’è una soluzione unica, per risolvere il problema alla radice, quella di inserire nella legge cantonale la clausola della fusione coatta come esiste e funziona molto bene in Ticino.
Cosi i comuni calanchini la smetterebbero finalmente di giocare al tira e molla, manovrati da gente residente permanentemente fuori valle e che per troppo tempo hanno fatto il bello e il brutto nell’intera vallata. (Leggi sindaci in trasferta ....)

Diamogli tempo anche ai comuni dell’alta valle di fare un moderna riflessione e cerchiamo di convincerli che in un’ aggregazione comunale sono messi in conto gli attivi e i passivi da parte di ogni consorziato e quindi anche il polposo contributo delle concessioni idroelettriche di Soazza farebbe parte del bilancio comune.

Per logica il comune di Cama avrebbe tutte le caratteristiche per fare parte del comun grande proposto dal sindaco di Verdabbio.
C’è un però di troppo.
Per i prossimi venti anni questo comune sarà ancora amministrato da un gruppo ristretto di persone che per ragioni economiche ha sempre avuto una simpatia benevola verso il mantenimento del moltiplicatore d’imposta basso e guardato principalmente al finanziamento del comune con le risorse regalate dalle concessioni idroelettriche.
La creazione centro scolastico è stato un uovo “fora dela cavagna”

Per quanto riguarda San Vittore e Roveredo fondamentalmente la popolazione sarebbe favorevole ad una fusione, stessi problemi, quasi medesime condizioni.
Il discorso scivola sulle persone che compongono le comunità.
È risaputo che a Rorè vivono e operano i peggiori ayatollah e retrogradi del pianeta.
Se si dice bianco loro vogliono il nero e viceversa.
Se si propone un aggregazione, che sarebbe un toccasana per l’economia dei comuni del fondo valle, loro sono contrari per principio ad ogni apertura ed ad ogni modernismo.
A queste condizioni solo uno tsunami colossale potrebbe cambiare le cose.
Se leggiamo inoltre tra le righe dei discorsi pronunciati dai due sindaci non c’è certo da rallegrarsi e sperare che la faccenda fusioni si concretizzi a tambur battente.
Sono troppo lontani dai principi che univano le due comunità tra il 1600/1800 quando si parlava gloriosamente di “Comun grande”

Ma è destino comune a molti agglomerati, anche la grande Roma ha avuto i suoi sette colli separati e i suoi Neroni e i suoi giullari del Colosseo alla fine però è risorta ...un po’ broza in verità ... ma è risorta, anche se ci son voluti duemila anni.

Brontolo

FUSIONI VAL CALANCA
26 gennaio 2009

LA CALANCA SEMPRE FANALINO DI CODA

La Commissione preparatoria accoglie con favore la fusione dei comuni della Bregaglia

Nella sessione di febbraio 2009, il Gran Consiglio si occuperà dell’aggregazione dei Comuni di Bondo, Castasegna, Soglio, Stampa e Vicosoprano nel Comune di Bregaglia.
Il Governo propone al Gran Consiglio di rendere esecutiva la fusione con effetto al 1° gennaio 2010.

La Commissione preparatoria, presieduta dal granconsigliere Christian Hartmann (Champfèr), ha discusso in via preliminare l’affare a destinazione del Gran Consiglio, alla presenza del Consigliere di Stato Martin Schmid e di rappresentanti dei comuni interessati, della Regione e del Circolo.
Si assisterà così alla seconda fusione in un comune di valle del Cantone dei Grigioni.
Siccome queste fusioni sono molto gradite, nessuno ha messo in dubbio la realizzazione del progetto. La Commissione preparatoria ha perciò deciso all’unanimità di chiedere al Gran Consiglio l’approvazione della fusione dei comuni della Bregaglia.

FUSIONI VAL CALANCA
13 gennaio 2009

VALLI DISTANTI VALLI DIVERSE

di Marco Tognola

Perchè in Calanca non è possibile fare quello che in Bregaglia si è invece fatto?
La domanda sorge spontanea alla luce di quanto è avvenuto in materia di aggregazioni comunali.
Una domanda di per sé semplice, alla quale risulta però difficile dare una risposta secca.
Proviamoci, allora, in maniera un po’ più articolata.
E individuiamo tre ragioni: l’approccio, la gestione e l’informazione.
L’approccio, dapprima.
In Calanca si è partiti mettendo sul tavolo troppe carte da giocare, compresa quella "fantasiosa" di aggregare anche Verdabbio, lasciando intravedere poca chiarezza sull’obiettivo da raggiungere.
In Bregaglia si è sempre detto di voler puntare solo al Comune unico, non lasciando spazio ad alternative.
Obiettivo chiaro e strada ben indicata.
La gestione, poi.
In Calanca, anche se sotto il cappello dell’Organizzazione regionale, è stata costituita una Commissione aggregazioni formata per lo più da rappresentanti dei Municipi (se non municipali stessi).
Ciò ha inevitabilmente messo in prima fila i contrasti tra le diverse comunità di valle, a scapito del necessario approccio unitario.
In Bregaglia non si è certo trascurata la componente locale, privilegiando però nella scelta delle persone da coinvolgere non tanto il ruolo istituzionale, quanto invece la competenza specifica.
Ma, soprattutto, si è assegnato un ruolo importante ad una persona proveniente da fuori valle, quindi non condizionata dai pregiudizi.
L’informazione, infine.
In Calanca la gente ha avuto la sensazione di sentirsi un po’ emarginata.
In Bregaglia si è lavorato molto (e bene) per raccogliere stimoli e far sapere quel che stava succedendo.
Il risultato finale è lì da vedere e dimostra quanto distanti e diverse siano le due valli.

(Dalla Voce delle Valli)

FUSIONI VAL CALANCA
11 dicembre 2008

L’AGGREGAZIONE DEL NUOVO COMUNE DI BREGAGLIA DINANZI AL GRAN CONSIGLIO

Il Governo grigionese ha approvato la convenzione dei Comuni di Bondo, Castasegna, Soglio, Stampa e Vicosoprano per l’aggregazione nel Comune di Bregaglia.
Esso ha licen- ziato il relativo messaggio, con il quale chiede al Gran Consiglio di porre in vigore l’aggregazione con effetto al 1° gennaio 2010.
L’affare verrà discusso in Gran Consiglio nella sessione di febbraio 2009.
Dopo il successo della fusione dei sei comuni della Val Monastero nel nuovo Comune di Val Müstair, l’aggregazione dei cinque comuni della Bregaglia rappresenta la seconda fusione di Valle nei Grigioni.
Conformemente all’articolo 64 della Costituzione cantonale, il Cantone promuove l’aggregazione fra comuni per garantire l’assolvimento appropriato ed economico dei loro compiti.
A questo scopo, il Cantone può versare sussidi destinati alla promozione di aggregazioni.
Il nuovo Comune di Bregaglia riceverà dal Cantone un sussidio promozionale per un importo totale di 5’500’000 franchi.

MENTRE IN CALANCA:
AGREGAZIONI COMUNALI L’ORC BUTTA LA SPUGNA.....PECCATO!

La Presidenza dell’Organizzazione Regionale della Calanca informa che, nella riunione del 2 dicembre 2008, la Commissione aggregazioni ha dichiarato esaurito il proprio mandato e archiviato l’incarto relativo alla fusione degli otto comuni della valle Calanca.

La decisione del Municipio di Rossa (ribadita anche dopo l’incontro avvenuto il 15 novembre 2008 con il Consigliere di stato Martin Schmid) di non sottoporre a votazione popolare il progetto di fusione, ha reso privo d’oggetto il decreto governativo relativo al finanziamento della fusione (che prevedeva un contributo di oltre 6 mio di franchi) e il contratto di fusione posto in consultazione presso i Municipi.

E’ necessario ripartire da zero per valutare se una diversa aggregazione è possibile in valle Calanca. Visto che l’autonomia comunale riserva le piene competenze ai Municipi per l’organizzazione della votazione e alle Assemblee per la decisione finale, l’Organizzazione regionale è dell’opinione che un nuovo progetto aggregativo senza il comune di Rossa debba partire dai Municipi dei Comuni con una decisione di principio chiara così da creare una solida base di lavoro.

A chiunque vorrà intraprendere questo percorso, l’ORC riserva la piena collaborazione e il più ampio sostegno.

Persone di contatto:
Fabrizio Keller, Presidente ORC +41 91 820 30 00
Alessandro Massa, Segretario ORC +41 91 820 38 10

LA MORALE FINALE: ALTRE APERTURE, ALTRE TESTE, IN POCHI HANNO CAPITO CHE L’ERA DEI CAVERNICOLI È DA TEMPO FINITA.

FUSIONI VAL CALANCA
15 novembre 2008, di Redazione,

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Stimata redazione

L’articolo del Signor E.P. mi sorprende alquanto. Sono certissimo che non sia farina del suo sacco. Questa persona molto ammalata non è in grado di scrivere una lettera con cifre assai precise. Faccio notare che i sette milioni spesi dal Comune sono stati all’80 - 90% finanziati, sussidiati o in altro modo dagli Enti Pubblici, Fondazioni, Cantone, Confederazione, Catene, Donazioni ecc. Non buttiamo pepe negli occhi. L’attivo di quasi 5 milioni è solo sulla carta. Le uscite sono state riattivate come patrimonio.

Cordiali saluti

Lettera firmata.

FUSIONI VAL CALANCA
10 novembre 2008, di Redazione,

ALLELUIA ..... UN CORNO.

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articoletto relativo le aggregazioni calanchine al quale avevamo dato un titolo ben augurale: “Alleluia, Alleluia”
Sembrava infatti che la carovana dei comuni, oliata dai sei milioni e mezzo offerti dal cantone, si era ricompattata e cominciava a camminare verso la destinazione giusta.
Invece ahimè tutta la pratica si è bloccata causa la decisione dell’autorità del comune di Rossa di uscire dal gruppo e mantenere la sua assoluta autonomia.
Noi non riusciamo a capire come mai 129 cittadini (buona parte dei quali residenti fuori valle) riesca a bloccare un processo di fusione, che porterebbe solamente vantaggi al funzionamento amministrativo e all’economia di valle.
Pensiamo che buona parte della colpa vada ricercata in quei 77266 franchi di spese per il personale che il comune versa ai suoi dipendenti a margine di un incasso d’imposte di Fr. 177736
È chiaro che la creazione di un comune unico, per alcuni privilegiati, rappresenta la perdita della gallina dalle uova d’oro e quindi giocano il tutto per tutto affinché ciò non accada.
È strano come non si riesca a far comprendere che il “Comun grande” avrà pure bisogno di personale qualificato e certamente la scelta sarà fatta tra gli addetti già operanti in zona.
Inoltre è incomprensibile che la fetta della “torta cantonale” rappresenterebbe una generosa offerta per il comune “ribelle” infatti percentualmente beneficerebbe di circa 950mila franchi.

Nel vicino cantone Ticino la cosa non creerebbe troppo panico, perché il Gran Consiglio imporrebbe al comune un’ aggregazione coatta e tutto finirebbe li.
Nei Grigioni, malgrado la Legge sui comuni lo permetta, ci si guarda bene di uscire dall’impasse in questo modo pratico, intelligente e assolutamente democratico.
Vorrebbe dire, tirarsi addosso le ire di tutti di fumatori di pipa col “quercett” delle valli e vallette cantonali abitate,come si sa, da buoni e fedeli elettori.

Speriamo che si trovi una soluzione alla faccenda e che finalmente il progetto “Comune unico di Calanca” decolli.
Questo ricreerebbe delle basi solide per la ricostituzione di un Organizzazione regionale del Moesano perché, diciamo chiaramente, procedere con due enti regionali separati è una cosa che far ridere i polli.

Brontolo


Pubblichiamo con piacere lo scritto ricevuto a seguito del nostro articolo: ALLELUIA.... UN CORNO.
Abbiamo giustamente mantenuto l’anonimato dell’articolista anche perché era suo desiderio che lo scritto non venisse pubblicato.
Noi abbiamo però ritenuto che questo semplice scritto rappresenti esattamente cosa bolle in pentola, in merito alle aggregazioni, nel comune di Rossa e di riflesso chiediamo venia al mittente per non aver rispettato alla lettera le sue condizioni:


Egregio Signor Direttore,
vorrei aggiungere all’articolo parso nella Cronaca Regionale a proposito delle aggregazioni e del Comune di Rossa, reticente, che finora la popolazione non è stata consultata per o contro la fusione.
Vi è stata una riunione con i patrizi durante la quale è stato presentato il progetto del contratto.
Non sono stati consultati quei cittadini che ovviamente sono per l’apertura della valle onde evitarne la fine.
Al manubrio sono solo persone che abitano fuori dalla valle e non sono quotidianamente con la gente.
In materia comunale non siamo 129 ma bensì un’ottantina (i patrizi sono circa una quindicina neanche il 20%).
Questa mail per sua informazione.
La prego di non pubblicarla e ciò per dimostrare che noi estranei viviamo qui a Rossa sotto il manto didattoriale di alcune persone che hanno parola.
Ma anche noi e altri Svizzeri tedeschi paghiamo le imposte e abbiamo anche noi il diritto di essere ascoltati.

Mi scusi il disturbo

La saluto cordialmente

Lettera Firmata


Abbiamo ripreso dal San Bernardino uno scritto firmato E.P. in merito alla fusione del comune di Rossa.
L’abbiamo ripreso e lo sottoponiamo ai nostri lettori solo per dimostrare L’ESATTO CONTRARIO dello spirito che deve stare alla base delle future aggregazioni calanchine.
Chi scrive queste "panzane" o vive ancora nell’ottocento o ha semplicemente fuso il cervello.
Ragionare in questo modo nel 2008 è una scelta che disonora quei rimanenti 799 abitanti che compongono la base seria e vitale dell’intera popolazione di valle.

Noi ci auguriamo vivamente che le cose non vadino come la pensa E.P. sarebbe come alzare il livello delle diga di Buseno e creare un lunghissimo lago artificiale sino in Valbella.


Brontolo

ECCO LA LETTERA APERTA DI E.P.......

In primo luogo mi meraviglio che gli articoli sulla fusione dei comuni di Calanca non vengono pubblicati sui settimanali della Valle.
Ho letto l’articolo sulla fusione dei comuni della Valle sulla Regione Ticino il 22 ottobre 2008.
Posso dire che sono alquanto contento della decisione municipale di Rossa, che si rifiuta decisamente a qualsiasi votazione per detta fusione, essendo Rossa da ben 25 anni già fusionata (Rossa - Augio - Santa Domenica).

L’amministrazione va bene, come pure le finanze, sebbene siano stati eseguiti costosi lavori, che voglio elencare per rinfrescare la memoria:

’ 1. Raggruppamento terreni
2. Catasto
3. Strada paese di Augio
4. Riattazione acquedotti e sorgenti per le tre frazioni
5. Depurazione acque Rossa, Augio, Santa Domenica-Ronco
6. Ripari valangari
7. Rifugio(protezione civile) al Tarc
8. Ripristino luce pubblica
9. Lavori eseguiti a seguito dell’alluvione 2006

Dunque, per eseguire queste opere elencate sono stati spesi, a carico del comune, circa sette milioni di franchi.
Il rendiconto 2007, con entrate di Fr. 573’227.25, uscite Fr 549’990.61, presenta un avanzo d’esercizio di Fr 23’236,64
Bilancio di dettaglio 2007: attivo Fr 4’980’960.80.

Bisogna tener presente che nel bilancio non figura l’area boschiva, per cui, se dovesse aumentare il prezzo del legname, questo porterebbe una bella entrata per il comune.
Perciò, Signori, il comune di Rossa ha preso una valida decisione: dopo ben 25 anni di fusione vuole rimanere indipendente.

E’ comunque possibile fusionare i rimanenti sette comuni.


E.P.

FUSIONI VAL CALANCA
25 agosto 2008

IL CANTONE È COME UN PUZZLE
MANCA PERÒ SEMPRE LA CALANCA

La Commissione preparatoria del Gran Consiglio si pronuncia a favore dell’aggregazione di Davos e Wiesen

Nella sessione di agosto 2008, il Governo sottoporrà al Gran Consiglio diversi messaggi relativi ad aggregazioni di comuni, tra i quali la fusione del Comune di Davos e del Comune di Wiesen.
La decisione definitiva relativa alla fusione dei Comuni spetta al Gran Consiglio.
La Commissione preparatoria da esso istituita, presieduta da Jann Hartmann, ha discusso il relativo messaggio governativo alla presenza del Consigliere di Stato Martin Schmid e dei rappresentanti delle autorità dei Comuni coinvolti.

Le conclusioni tratte dal Municipio di Wiesen in base alle esperienze fatte negli ultimi anni,ossia che l’autonomia del piccolo comune viene sempre più messa in discussione, hanno indotto Wiesen a vagliare le possibilità di una collaborazione più intensa con il vicino Comune di Davos. Dall’attività di un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di entrambi i Comuni è scaturito un accordo di fusione, approvato infine a larga maggioranza da entrambi i Comuni.

A seguito dell’aggregazione, Wiesen diventerà la sesta frazione del Comune di Davos e acquisirà il medesimo status delle frazioni già esistenti di Davos Dorf, Platz, Frauenkirch,Glaris e Monstein.
Con una superficie di 284 chilometri quadrati, il nuovo Comune diventerà il più esteso della Svizzera.

Dopo un’approfondita discussione, la Commissione preparatoria ha approvato all’unanimità le proposte del Governo e ha deciso di raccomandare al Gran Consiglio di porre in vigore le aggregazioni per il 1° gennaio 2009.


CHE BELLO SAREBBE SE SI PARLASSE COSI DELLA VALLE CALANCA

La Commissione preparatoria del Gran Consiglio accoglie con favore la fusione di valle della Val Monastero

Nella sessione di agosto il Governo sottoporrà al Gran Consiglio il messaggio relativo all’aggregazione dei Comuni di Fuldera, Lü, Müstair, Sta. Maria V.M., Tschierv e Valchava nel Comune di Val Monastero.

La decisione definitiva relativa alla fusione spetta al Gran Consiglio.

La Commissione istituita dal Gran Consiglio per la trattazione preliminare di questo affare, presieduta dalla Granconsigliera Margrit Darms-Landolt, ha discusso il messaggio governativo in occasione di una seduta a Sta. Maria V.M., alla presenza dei rappresentanti delle autorità dei comuni interessati e del Consigliere di Stato Martin Schmid.

Il progetto Avegnir Val Müstair è stato avviato l’11 agosto 2006 sotto la direzione della Corporaziun regiunala Val Müstair.
I gruppi di progetto impiegati in seguito hanno elaborato basi e possibili soluzioni per un’aggregazione di comuni.
La popolazione, le autorità e i collaboratori dei diversi comuni sono stati regolarmente informati sullo stato dei lavori di progetto e invitati a partecipare attivamente al processo di riforma. Nell’aprile 2008, quindi meno di due anni dall’avvio del progetto, i sei comuni (il Comune di Lü, solo in una seconda votazione dopo un primo rifiuto della convenzione sull’aggregazione ) hanno approvato a larga maggioranza la convenzione sull’ aggregazione.

La Commissione accoglie con favore l’aggregazione dei sei comuni in un unico Comune di valle e, dopo un’approfondita discussione del progetto, ha quindi deciso all’unanimità di approvare la proposta del Governo e di chiedere al Gran Consiglio di porre in vigore l’aggregazione dei comuni per il 1° gennaio 2009.


9 luglio 2008

LA DEMOCRAZIA DEL RICATTO

Perché - mi chiedo - ogni cambiamento istituzionale che incide in modo determinante sul tessuto civico e storico del nostro territorio, deve essere una questione solo e sempre di soldi? Non esiste più un altro modo per dialogare con la popolazione, per discutere vantaggi e svantaggi del cuore e della mente, per mettere a confronto aspetti affettivi e di utilità materiale? A quanto pare no. Se i comuni della Calanca - guai se ne manca uno - a breve termine non si uniranno in un unico comune non riceveranno dal cantone i fantastici sei milioni. È questo il tanto decantato - dal governo cantonale - “lasciar crescere dal basso”, per basso intendendo la popolazione e per crescere la convinzione in essa che solo unendosi ci sarà futuro? Intendiamoci: non discuto il bene o il male delle aggregazioni comunali, discuto il metodo con il quale vengono portate avanti. Infatti mettendo sul tavolo qualche milione si inginocchiano volontà e storia e per finire anche la dignità di tutta una popolazione che si vede costretta a decidere non per intelletto o per morale ma unicamente per sopravvivenza. Un vero e proprio ricatto che fa pressione sulla paura esistenziale e che con la democrazia di fatto non ha nulla a che vedere. Stessa cosa - e qui non sono d’ accordo neppure dal profilo contenutistico - con i Circoli ai quali l’ Esecutivo cantonale, senza troppo farsi accorgere, sta cercando di levare mattone su mattone. Ed anche qui il soldo c’ entra. Sembra che certi incassi dei Circoli facciano gola al cantone. Potrebbe comunque anche non essere solo una questione di soldi immediati: sull’ altare della presunta efficienza, come ben sappiamo, si sacrificano di questi tempi parecchie vittime. Ed anche qui per raggiungere lo scopo si compie una strana traslazione fra livelli giuridici e politici gettando storia e civica nella nebbia di un passato tutto da dimenticare. Si cerca di far credere, per esempio, che le Regioni sostituiscono i Circoli. Sottacendo che si tratta di istituzioni di carattere completamente diverso. Il Circolo è sempre ancora e resta nel nostro cantone - secondo Costituzione e non solo - un’ entità giudiziaria, come entità giudiziarie sono il Tribunale distrettuale e i Tribunali cantonali. Entità politiche invece sono i Comuni, le Regioni e il Cantone. Con linearità di obiettivi e competenze diversificate secondo Costituzione, leggi e statuti. Certo tutto si può cambiare. Ma non lo si può fare - come si sta tentando di fare con le diverse riforme - tagliando qua e là a vanvera e senza riferimento e rispetto per un passato che qualcuno ha prima di noi con attenzione ed anche con amore, sapientemente congeniato. E tanto meno lo si può fare con il ricatto.

Nicoletta Noi-Togni

FUSIONI VAL CALANCA
2 luglio 2008



Il Governo cantonale assicura un sussidio promozionale di:

6’050’000 (Seimilioniecinquantamila) Franchi

dal fondo di conguaglio finanziario alla prevista fusione dei Comuni di Arvigo, Braggio, Buseno, Castaneda, Cauco, Rossa, Sta. Maria e Selma.
Tale sussidio viene concesso a condizione che la fusione venga definitivamente decisa dai Comuni e dal Gran Consiglio entro la fine del 2009.

AHI, AHI... QUEL SASSOLINO NELLA SCARPA.

Finalmente il Governo si è levato il sassolino “Calanca” dalla scarpa.
Considerato il favoloso contributo messo a disposizione, pari a 7500 franchi, per residenti veraci e calanchini permanentemente fuori valle è da pensare che più di un sassolino, nella scarpa dell’ Esecutivo cantonale, si trovasse un vero e proprio macigno.

Saranno forse i superbi risultati delle aggregazioni di Val Monastero e della Bregaglia che hanno dato il via, a questo voltafaccia di Coira che finalmente prende di petto il problema Calanca.

Da anni questa valle soffre del complesso del fanalino di coda per quanto riguarda le auspicate e necessarie fusioni.
Ci hanno provato in tutte le minestre, anche con l’aggiunta di Verdabbio, ma mai sono riusciti a fare un piatto appetibile e digeribile.
Un motivo deve pur esserci, visto e considerato che ad ogni calanchino, che ama sinceramente la sua valle, si esprime da tempo, in termini favorevoli alla fusione degli otto comuni.

Noi pensiamo che il difetto sta nel manico e cioè nella presidenza dell’Organizzazione Regionale Calanca.
Infatti se si sfogliano i risultati elettorali Regionali si nota chiaramente che la Valle era spaccata in due i pro “Feudatario” e i contrari.
Inoltre i comuni contrari rappresentavano la maggioranza.
C’è il pericolo, che in occasione della prossima votazione consultiva le cose vadano esattamente come sono andate le elezioni per i vertici del ORC.
Certo, di fronte a sei milioni e rotti, la scelta può venir abilmente pilotata ma gli irriducibili possano mandare ancora una volta tutto all’aria.
Il che sarebbe molto ma molto grave.

La soluzione che noi proponiamo è quella di cambiare il campanaro colui che grida dal campanile al lupo al lupo e al quale ormai nessuno più ci crede.
Basterebbe la convocazione di un’assemblea ORC con un’ unica trattanda all’ordine del giorno: Dimissioni del presidente.
Le cose andrebbero sicuramente e tranquillamente a posto.

Allora si che, a fine 2009, la Calanca darebbe un tangibile segno a tutto il cantone che non è una valle che sta in piedi solo a “sciuscidi” ma abitata da galantuomini fatta eccezione per pochi e ben individuati “Barlafuss.”

Brontolo.

[ 01 ]  ARGOMENTI DIVERSI
[ 02 ]  AGGREGAZIONI REGIONALI
[ 03 ]  ASILO & PIRELLONE