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In risposta al tema di Redazione del giovedì 3 luglio 2008:
In risposta al messaggio del lunedì 9 marzo 2009:

LA LENTA AGONIA DELLA STAMPA MOESANA

Chi ha letto sul San Bernardino,la cronaca assembleare della sua Associazione avrà immaginato di trovarsi di fronte ad una specie di riunione dell’ONU nel pieno delle sue funzioni.
Invece non è cosi.
I gatti presenti erano sette e solo in sei, per acclamazione, hanno votato la nomina del presidente del giorno.
Inoltre hanno accettato ben quattro resoconti 2005/2008 senza averli preventivamente sottoposti alle verifiche e all’accettazione alla Commissione di Revisione interna;
Il che è tutto dire.
Poi,e questa è la cosa più importante, hanno capovolto la situazione delle trattative con la Voce decidendo di stampare in futuro il giornale, quale inserto, nel settimanale poschiavino Il Grigioni Italiano.
A giustificazione della sballata decisone, riesumano la vecchia balla che il defunto Prof. Zendralli, a quanto pare, aveva auspicato una stretta collaborazione tra le tre testate Grigioni italofone.
La medesima scusa é già stata ripresa pochi anni fa, dal feudatario calanchino ex presidente della PGI, per sostenere la creazione della piattaforma elettronica globale, costata un mucchio di palanche e poi miseramente naufragata.
Noi a questo punto dobbiamo chiarire che non abbiamo niente contro l’amica Valle Poschiavo, contro i suoi simpatici e dinamici abitanti nè tantomeno contro il loro settimanale molto attuale e molto ben fatto.
Dobbiamo in ogni modo ammettere che con la quarta valle, poco o niente abbiamo in comune salvo il GR sulle targhe delle auto, e la pletora di poliziotti e insegnanti che si sono stabiliti in Mesolcina sostituendosi agli indigeni che, per comodità e interesse, hanno preferito impiegarsi presso le multinazionali di Bellinzona e unirsi ai frequenti cortei per gridare in coro e a squarciagola, “Giù le mani dalle Officine” Giù le mani dal mio papà”

Facciamo la cronistoria veloce di come sono andate le cose in merito al San Bernardino & Voce delle Valli.

Agli inizi degli anni 2000 la Posta decide di cambiare le tariffe per la distribuzione dei giornali.
Le testate con meno di 1000 abbonati erano chiaramente sfavorite e i costi dei piccoli settimanali sarebbero senza dubbio esplosi.
Sia il Sanbe che la Voce non raggiungendo la soglia degli abbonati minimi stabiliti sarebbero, di riflesso, stati chiamati a pagare ben 85 centesimi per copia recapitata.
A questo punto non c’era altra soluzione che fusionare le due testate per far raggiungere il limite minimo e beneficiare della tariffa di distribuzione ridotta.

Già in quegli anni il livore che aveva caratterizzato in passato i due settimanali si era drasticamente affievolito e parlare di progressisti e oregiatt, cattolici e anticlericali era rimasta una prerogativa di pochi matusalemmi e fondamentalisti.

L’ex redattore del Sanbe (Brontolo) decise allora di aprire le trattative con quelli della Voce per trovare assieme una soluzione dignitosa al problema, che salvasse i conti e principalmente un uscita di scena onorevole e dignitosa dei nostri giornali.
La proposta elaborata unitamente all’editore della Voce fu la seguente:
Creare un nuovo giornale “Il Moesano” che facesse chiaro riferimento alle testate di origine, assolutamente apolitico e aconfessionale e con una redazione unica che avrebbe pubblicato tutti gli articoli riguardanti la regione, eccezione fatta per scritti ingiuriosi, amorali o altro.
Per la Voce la proposta era validissima mentre l’assemblea degli Amici del San Bernardino la bocciò miseramente con 45 voti a 3.
Si continuò cosi su strade separate favoriti dal fatto che le PTT di anno in anno spostavano la data d’inizio del cambiamento tariffario.
L’anno scorso arrivò però la mazzata, dal 1 maggio 2009 i nuovi diritti postali sarebbero stati operativi e quindi si doveva discutere e trovare una nuova soluzione.
In seguito, per evidenti ragioni economiche e “a pata verta,” si ridiscusse il problema tra le editorie dei giornali interessati.
In dicembre il San Bernardino orientava i suoi soci sulla soluzione partorita dalle trattative e annunciava una prossima assemblea.
La soluzione trovata fu quella che noi definimmo “El giornal di gamb insù.”
Mantenimento delle due testate, gli articoli di una sarebbero stati stampati dal basso verso l’alto mentre il materiale dell’altra sarebbero stati inseriti esattamente al rovescio.
Una soluzione un po` barocca ma che avrebbe avuto il merito di contenere i costi e garantire un giornale cartaceo nella regione.
Anche se, non spetterebbe a noi dirlo, la soluzione futura della piccola e media editoria sarà quella di internet, e pur vero che attualmente una grossa fascia della nostra popolazione non fa ancora uso di questo moderno sistema di comunicazione e ritiene che Internet, causa il nome simile, sia un digestivo tipo Fernet.
E poi un giornale cartaceo è tutta un altra cosa, poter leggere una volta alla settimana, sdraiati su una comoda poltrona, le notiziole dei vicini di casa o le polemiche di pollaio è veramente piacevole.
La regione moesana non può e non deve privarsi di un simile spazio per un piacevole relax.
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Come abbiamo visto all’inizio i sette soci presenti all’assemblea del SanBe hanno però gettato alle ortiche anche questa proposta e quindi non ci resta che aspettare le imprevedibili mosse future.
Brontolo



 
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