Parliamone
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In risposta al tema di Redazione del giovedì 3 luglio 2008:
In risposta al messaggio del venerdì 4 settembre 2009:

LA STAMPA MOESANA SI È FUSA.

Ho appreso dell’avvenuta fusione decisa il 21 agosto dall’Associazione amici del San Bernardino, editrice del settimanale Il San Bernardino, fondato nel 1893, con l’altro ebdomadario vallerano La Voce delle Valli.
La cosa non mi meraviglia affatto; infatti da più di un anno sospettavo che in gran segreto (ma non troppo) si tramasse questo connubio e le mie previsioni si sono esattamente confermate.
In una regione, il Moesano, dove da molto tempo si continua a blaterare su fusioni comunali e anche regionali (tra Calanca e Mesolcina), che sono solo parole al vento sulle labbra di parecchi politici, ma che, così come stanno le cose, non si realizzeranno tanto presto, a qualcuno potrebbe far piacere che almeno con due pubblicazioni regionali si è riusciti a fondersi.

Si è giustificata l’operazione con necessità finanziarie, in particolare con l’aumento delle tariffe postali per i giornali.
Faccio notare che io ho collaborato regolarmente per più di venti anni, dal 7 gennaio 1982 a La Voce delle Valli e dal 1983 fino al termine del 2008 a Il San Bernardino, a titolo assolutamente gratuito e con tutte le spese annesse a mio carico, con centinaia di miei articoli storici riguardanti Mesolcina e Calanca.
Negli ultimi anni le due pubblicazioni si sono ridotte molto male, sia per i contenuti, sia per la conseguenza di questo che ha causato uno stillicidio di abbonati.
Così i responsabili hanno pensato di fare l’unione che dovrebbe permettere, secondo loro, di raddoppiare il numero degli abbonati, ma non certo la pubblicità e gli abbonamenti.
E qui comincia a cascare l’asino per la prima volta.
Dagli elenchi degli abbonati alle due pubblicazioni in mio possesso, risulta che una parte notevole degli abbonati lo è già a tutti e due i settimanali: quindi raddoppio escluso, anzi perdita di canoni di abbonamento, visto che con un solo pagamento di CHF 66.— si potranno leggere i due precedenti ebdomadari.
Le ditte che faranno gli inserti pubblicitari e i privati con gli annunci mortuari, lo faranno una sola volta, risparmiando loro, ma dimezzando gli incassi.
Inoltre fare un giornale con due redazioni separate ed autonome potrà produrre notevoli divergenze, onde evitare contraddizioni di opinioni, sempre palesi anche negli ultimi anni.
Se poi si conosce un po’ la storia che ha contrassegnato le due pubblicazioni per molti anni, non solo per differenze di ordine politico, bensì anche per idee morali ed etiche, mi sembra chiaro che molti vecchi abbonati non rinnoveranno l’abbonamento.
Il San Bernardino può contare sul lodevolissimo lavoro svolto dal redattore Padre Marco, gratis et amore Dei, mentre per La Voce delle Valli, l’editore Rezzonico di Locarno, tutti gli anni doveva coprire la falla del rimborso spese al redattore Marco Tognola di almeno 20’000 CHF, così come mi è stato comunicato, ma forse non è così, anche il Tognola lavora a titolo assolutamente gratuito.
Ho letto il commento di Brontolo sul giornale on-line ilMoesano, che condivido pienamente.
E come sempre capita in questi casi, anche persone che non hanno mai fatto niente per Il San Bernardino - laiche e religiose - hanno voluto mettere il becco nella faccenda, appoggiando l’idea della fusione (alla quale magari qualche giorno prima erano assolutamente contrari) dimostrando così, come scriveva Montaigne nel Seicento che “Il n’y a que les imbecilles qui ne changent jamais d’opinion” e che io traduco nei nostri dialetti con “Anch in Mesolcina de quèrc per tutt i pignàtt ghe n’è un bel po’”.

Come ho avuto ripetutamente modo di dire e scrivere Il San Bernardino poteva tranquillamente stare in piedi da solo, nonostante il raddoppio delle tariffe postali.
Primo era necessario trovare qualcuno per occuparsi gratuitamente dell’amministrazione e nei cui compiti doveva figurare anche quello di occuparsi della raccolta della pubblicità.
Attualmente ciò viene fatto dalla Publicitas che fattura un minimo del 30% su ogni inserzione: il che vuol dire che su 20’000 CHF di inserti pubblicitari e annunci a pagamento in un anno, almeno 6’000 CHF vanno nelle casse della Publicitas.
La quale non se la scalda mica per incrementare la raccolta pubblicitaria per due insignificanti giornaletti di provincia.
Oltre a questo era necessario migliorare i contenuti ed inoltre cercare opportunamente di incrementare il numero degli abbonati; se si aspetta tranquillamente come si è fatto finora che “Gli gnocchi ci caschino addosso” è chiaro che possiamo solo “Cifolà l’Aìda”.
E questo lo dico con l’esperienza di 38 anni in campo editoriale e pubblicistico e non certo per lavamento di bocca.
Quanto “allo studio da parte di entrambe le testate per l’aggregazione ad un unico settimanale grigionitaliano”, sono del parere che si tratti di un’impresa non fattibile.
Il settimanale Il Grigione Italiano, edito dalla Tipografia Menghini di Poschiavo e al quale sono abbonato, conta oggi dalle 14 alle 16 pagine tutte dedicate al Poschiavino e alla Bregaglia ed è fatto molto bene.
Aggiungervi anche la Mesolcina non mi sembra possibile per la semplice ragione che ai Moesani non interessa minimamente la cronaca di Poschiavo e Bregaglia e viceversa ai Poschiavini e ai Bregagliotti non importa assolutamente conoscere quel che capita in Mesolcina e Calanca.
Intanto si comincerà, con l’avvento della fusione, da bravi Grigionitaliani, a togliere la stampa de Il San Bernardino all’ottima Tipografia Menghini di Poschiavo per assegnarla alla tipografia Poncioni di Losone.
A me dispiace costatare come si stanno evolvendo le cose, anche perché a La Voce delle Valli sono abbonato fin dagli inizi e prima la mia famiglia era abbonata a La Voce della Rezia e a Il San Bernardino vi sono abbonato fin dal 1983.
Non so evidentemente come andrà a finire la faccenda, ma convengo con il redattore del giornale on-line il Moesano che il nuovo ebdomadario che nascerà dal connubio stabilito non durerà molto e alla fine ci ritroveremo senza niente e potremo almeno erigere un monumento a coloro che detta fusione hanno voluto insistentemente.

Cesare Santi


EL GIORNAL DI GAMB IN SU

Hanno fatto certamente rigirare molti amici nelle fosse e dimostrato l’assoluta mancanza d’intelligenza e di garbo, convocando nella storica sede del Partito Progressista, ora del depurato Partito Liberale, l’assemblea degli Amici del San Bernardino.
Unico oggetto all’ ordine del giorno era la fusione del settimanale con l’altro organo di stampa, La Voce delle valli.
Tra tira e molla diversi, tra volta faccia o meglio volta musi, tra conferme e smentite, tra mezze verità e bugie intere si è finalmente deciso.
Una decisione contorta, barocca, illogica ed assurda, comunque simile a quella di base presentata dieci anni fa dal Brontolo che cadde miseramente con 3 voti favorevoli e 42 contrari.
Era chiaro, già allora, che per poter sopravvivere le due testate avrebbero dovuto fusionarsi ma in modo chiaro e trasparente si sarebbe creata una nuova testata che conglobava il San Bernardino e la Voce in un operazione pulita sotto tutti i profili, sia da quello gestionale che da quello redazionale.
Invece no, nell’ultima assemblea gli Amici hanno partorito una decisione illogica come illogica e tortuosa è la mente dell’ attuale presidente dell’ Associazione stessa.
Un unico giornale, per beneficiare delle tariffe postali favorevoli, sarà stampato presso la tipografia Poncioni a Losone e sarà composto da due o più pagine.
A intermittenza la Voce sarà stampata dall’ Alto verso il basso e il San Bernardino dal Basso verso l’alto.
Ci saranno due redazioni separate e il coordinamento e funzionamento delle stesse è ancora da collaudare e porterà certamente delle grosse sorprese e contrasti.
La gestione del nuovo “Giornale di gamb in su” sarà uniformata presso l’amministrazione dell’editore Rezzonico.
Almeno finalmente riusciremo a visionare regolarmente i conti annuali , perché l’attuale amministrazione è sempre stata molto stitica nel presentare con regolarità i conti di gestione e li ha sempre sottoposti piuttosto alla rinfusa.
L’abbonamento annuale al giornale sarà di Fr. 66.00 ma il sottoscrittore con questa cifra potrà leggere due giornali pagandone in effetti solo uno.
Per i cappoccia, questa operazione kamikaze favorirà l’aumento degli abbonati al giornale, per noi invece rappresenterà una diminuzione perché diversi sono già affezionati lettori delle due testate e quindi rinunceranno volontieri ad un abbonamento in più.
Non vogliamo fare l’uccello di malaugurio ma dubitiamo che il “Giornale di gamb in su” riesca a superare la fine dicembre 2010.
Siamo certi che della faccenda continueremo a discuterne ancora per molto tempo.
Fintanto, cioè, l’attuale presidente degli Amici del San Bernardino non getti finalmente e definitivamente la spugna rispettando le scadenze statutarie di nomina e lasci il posto a qualcuno che sappia portare avanti il problema meglio di lui.

Brontolo.


 
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