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Politica
domenica 5 febbraio 2017.
Volete sgravi fiscali fino all’80% dell’utile per le SA?
di Raoul Ghisletta

Con la terza riforma fiscale per le imprese il Parlamento federale continua l’assurda politica dei regali fiscali alle società, che determina di conseguenza l’aumento delle tasse a carico della popolazione: i cosiddetti “sacrifici” per risanare le casse pubbliche federali, cantonali e comunali. L’ultimo esempio di sacrificio è la tassa per gli utenti introdotta dalla legge cantonale sui Servizi di assistenza e cura a domicilio, ma ovviamente rientrano anche tutti gli aumenti di premi e di franchigie da pagare alle casse malati. Inoltre, se passerà la riforma III, il consigliere di Stato Vitta ha annunciato di voler introdurre per i Comuni ticinesi la facoltà di prelevare imposte maggiori per i cittadini rispetto a quelle previste per le società: infatti il moltiplicatore comunale potrà essere di 10 punti superiore per le persone fisiche rispetto a quello per le personale giuridiche!
La defiscalizzazione autolesionista per le società viene caldeggiata da tutto il centro-destra, tanto di stampo liberista, quanto di stampo populista. Infatti anche quella che si vende elettoralmente come destra sociale, per la penna del consigliere nazionale Lorenzo Quadri, ci propina la scempiaggine dell’inevitabilità della riforma fiscale III delle imprese. Si vede che Quadri non ha mai letto i documenti o che ha votato la modifica di legge senza capire, fidandosi degli udc blocheriani, sicuramente molto più svegli di lui quando si tratta di fare gli interessi del grande capitale e degli azionisti milionari.
La riforma III dell’imposizione delle imprese è una riforma totalmente asservita ai capricci dei ricchi azionisti. Quadri non si è nemmeno accorto che la legge votata dal parlamento federale si distanzia notevolmente dagli intenti originari e giustificabili del messaggio del Consiglio federale, che voleva principalmente eliminare le disparità di trattamento fiscali nell’ambito della tassazione delle società, come ogni paese civile peraltro dovrebbe fare da tempo.
E non si creda alla retorica della riforma necessaria a sostenere l’economia che crea posti di lavoro: non siamo di fronte ad una riforma fiscale per le piccole o medie imprese, che hanno bisogno di ossigeno, ma ad una sproporzionata serie di regali fiscali per i grossi azionisti, nazionali ed esteri, che incamerano gli utili palesi ed occulti di grandi società! Una manna senza fine utile ai consulenti fiscali lautamente pagati per ottimizzare le imposte dei super ricchi e delle loro società! Ecco alcuni esempi delle trovate fiscali votate dai parlamentari federali in questa legge, che va in votazione il prossimo 12 febbraio: patent box; deduzione degli interessi sul capitale proprio superiore alla media; riduzione della base di calcolo per il capitale proprio correlato a partecipazioni, brevetti e diritti equiparabili e prestiti interni al gruppo; possibilità di dichiarare le riserve occulte e il goodwill al momento dell’insediamento della società, in modo che vengano ammortizzate negli anni successivi con conseguente riduzione della base per il calcolo dell’imposta sull’utile.
Se una società può utilizzare tutti i regali fiscali previsti dalla riforma III per ridurre la base imponibile, alla fine verrà imposta solo sul 20% del suo utile effettivo. Se, come ipotizzato in Ticino, l’aliquota complessiva dovesse essere portata a 16,2%, una società che ha un utile di 1 milione potrebbe venire imposta solo su 200’000 Fr. Quindi pagherebbe: Fr 200’000 x 16,2% = 32’400 Fr. Questo equivarrebbe ad un’aliquota effettiva del 3,24% (32’400 Fr / 1’000’000 Fr). Cari consiglieri di Stato e rappresentanti a Berna plr-ppd-udc-lega, che sostenete a spada tratta questa vergognosa riforma III, non pensate che questo è molto, ma molto meno di quanto ogni cittadino paga di imposte in un anno… senza contare i pagamenti per le casse malati.

Raoul Ghisletta, granconsigliere PS e sindacalista VPOD

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