• 11208 Almanacco del Grigioni Italiano 2018
  • 11205 Gerry Mottis - Terra bruciata
  • 11192 Mosconi sul sofà 4
  • 11083 Tracce del passato? No! Tracce del futuro?
  • 10954 SCOUT DEL MOESANO - Si ricomincia ...
Regionale
martedì 14 febbraio 2017.
LA DITTA VINI BOLDINI SA
di Cleto Nollo
LA DITTA VINI BOLDINI SA


PREFAZIONE

In Mesolcina la viticoltura è stata a lungo considerata un’attività abbastanza importante, ma “collaterale” rispetto ad altre produzioni agricole, ritenute di prima necessità. Secondo alcuni storiografi la produzione di uva era già presente da noi verso il 1200 ed era un’occupazione conveniente, perché permetteva, nei mesi invernali, quando c’era poco da fare, di dedicarsi alla potatura delle viti, alla sistemazione dei muretti e al travaso del vino. Da giovane, simili esperienze le avrà vissute certamente anche il nostro Eligio (Ligio per gli amici) che assieme al padre, appassionato viticoltore, avrà trascorso molto del suo tempo libero nella vigna.

Da noi questa occupazione ha raggiunto la sua massima estensione attorno al 1850. A quell’epoca i terrazzi della sponda destra della Mesolcina, da Lostallo a Lumino, erano per buona parte coperti da vigneti. Erano coltivazioni a filari o a pergolati che riempivano pendii più o meno scoscesi. L’uva che veniva raccolta era utilizzata, quasi interamente, per la produzione di un vinello “frizzante e acerbo, che mordeva lo stomaco e faceva stare allegri”

Fra i numerosi manoscritti del diario di Clemente a Marca (1792-1819) parecchi sono i riferimenti al vino a al suo commercio. Ciò significa che in quegli anni quest’attività era alquanto importante e redditizia. Sempre dal diario di Clemente a Marca si apprende che nel 1800 “il vino è talmente scarso nello stato di Milano, che uno di Varese venne sino a Roveredo a comprarne, avendone tolto dal console Domenico Barbieri n. 12 brente a lire 97 la brenta, cosa veramente mai udita, e che mai seguirà. Il vino anche qui è al sommo, valendo di già lire 80 la brenta.”

Tutto questo sta a dimostrare che già in passato l’interesse attorno alla produzione di vino era considerevole. Bisognerà però aspettare il 20° secolo per vedere la nascita in Mesolcina di aziende vitivinicole di una certa importanza. Dopo aver conosciuto un certo declino, la coltivazione della vite in Mesolcina si sta ora sviluppando bene e al momento la più rinomata e dinamica azienda vitivinicole è certamente la ditta VINI BOLDINI SA con sede a Monticello, frazione di San Vittore GR sul confine con Lumino TI. Politicamente grigionese e anche un po’ ticinese: il cippo che marca il confine tra i due cantoni è lì a vedere, eretto tra i filari delle vigne, a pochi passi dalla cantina e dall’abitazione (Ca Bianca) che in passato apparteneva alla nonna. Non a caso il confine fra i due cantoni passa proprio a Monticello; lì la valle si restringe e il passaggio era più facile da controllare. Un vecchia cartina del 1776 testimonia l’importanza di questo terreno di confine, sicuramente già di grande interesse anche per i Signori della Mesolcina, perché lì, in passato, c’era un esteso e ricco vigneto.


Cartina del 1776 con in alto a sinistra la Casa Bianca. (Casa Boldini)

BREVE STORIA

Il nostro Eligio, postino di professione e figlio di Livio, noto viticoltore di Monticello GR, nel 1983, da appassionato dilettante, inizia a vinificare e visto che i suoi prodotti suscitano interesse e consensi nel 1988 decide di realizzare il suo sogno e di compiere finalmente il salto decisivo: passa al professionismo. Acquista vari terreni, impianta nuovi vigneti a Monticello e interviene anche in Dro Bass, vero giardino vignato in mezzo al bosco situato a 400 msm, luogo ideale per questo tipo di coltivazione che racchiude anche un piccolo rustico dal quale si gode una vista suggestiva sulla Bassa Mesolcina e il Bellinzonese e dove fioriscono anche ulivi, aranci, limoni e fichi d’india. La cantina viene ampliata e dotata di tutte le moderne attrezzature necessarie per una vinificazione di prima qualità. Prende pure contatto con i coltivatori della zona dai quali acquista vari tipi di uve dando principalmente importanza al Merlot e prende in affitto diversi vigneti da Lumino a Lostallo.
Oltre al Merlot molto apprezzati sono anche i vari assemblaggi che comprendono queste varietà: Cabernet sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio e Pinot Nero.

Monticello GR: casa Boldini.



Grazie alla grande passione e alla perseveranza le competenze e i prodotti migliorano di pari passo. I vari studi, i corsi di viticoltura e vinificazione, la consulenza di esperti enologi, la condivisione di esperienze con gente del mestiere e naturalmente un’attenta attività sul campo portano presto al successo. Ecco poi esplodere un’altra passione: quella del distillatore. Nuovi e interessanti prodotti, delle vere primizie, vengono lanciati sul mercato e il nostro Ligio riceve l’appellativo di “Strion”: il mago di Monticello. Importante diventa quindi anche la produzione di grappe, liquori e distillati prodotti con albicocche, ciliegie, cotogne, erba iva, genziana, lamponi, pere, mele, limoni, mirtilli, fragole, noci, sorbo, corniolo, assenzio, ginepro …
La qualità dei prodotti è garantita da un alambicco dell’ultima generazione che viene installato nell’azienda e che grazie alla sua gestione centralizzata e computerizzata risponde ai più recenti ritrovati della tecnica.


La cantina, ma anche l’accogliente casa del Ligio situata in una posizione invidiabile e attorniata da vasti vigneti, diventano ben presto piacevoli punti di incontro dove l’ospite viene accolto dai coniugi Boldini calorosamente, con simpatia e allegria. Lì si possono incontrare persone di ogni estrazione sociale: i suoi amici viticoltori, i piccoli vinificatori dilettanti che accorrono per un aiuto o un consiglio, artisti, varie personalità della politica e dell’economia locale e nazionale, tutte persone che nel corso di questi anni hanno coltivato un rapporto di spontanea amicizia con la famiglia. Con tutti Eligio, costantemente aiutato dalla moglie Laila che condivide la stessa passione, discute dei suoi nuovi progetti o delle sue iniziative mentre presenta con orgoglio, tra una battuta spiritosa e un brindisi, i suoi eccellenti prodotti. Spesso, chi vuole fare un regalo ad un ospite offrendo qualcosa di tipico della Mesolcina pensa agli ottimi salumi o ai gustosi formaggi della valle, oppure va dal Ligio dove trova sempre qualcosa di speciale e originale così da riuscire, come si suol dire,“a sorprendere e fare bella figura”.

Monticello GR: Laila Boldini nella raccolta delle ulive.

Proficuo è stato certamente il suo incontro con il giornalista e gastronomo Grimod (al secolo Carlito Ferrari) che in questi anni ha saputo presentare con calore, passione e competenza i prodotti della Boldini SA, nonché firmare diverse controetichette dei vini. L’autorevolezza del personaggio ha certamente contribuito a dare visibilità alla ditta che nel corso degli anni ha saputo confrontarsi con rinomati marchi ottenendo importanti riconoscimenti e medaglie, anche a livello nazionale. Ora fanno bella mostra a Monticello assieme alle simpatiche foto-ricordo che ritraggono i coniugi Boldini accanto ad amici e personaggi famosi, visto che la ditta è spesso presente con un suo stand a varie manifestazioni (fiere, esposizioni, mercati, …) o invitata a feste aziendali, inaugurazioni o importanti eventi di vario genere.
Un altro incontro interessante è stato anche quello con il noto grafico Lulo Tognola che da anni cura le etichette. Il vino, come anche i distillati, viene etichettato in svariati modi ma non si può bluffare. L’etichetta deve avere un giusto equilibrio; deve riuscire a svelare solo in parte il contenuto e creare quella intrigante curiosità che invoglia poi a provare il prodotto. Per dirla con Grimod “le etichette sono lo specchio dell’anima… del vino”. In questi anni Lulo ha potuto sbizzarrirsi visto che la cantina produce una decina di diversi vini e una trentina tra grappe e liquori. Nel 1998, una di queste etichette è stata premiata nell’ambito del concorso “Tirabuscion” organizzato da FEDERVITI.


Studenti della Scuola Cantonale GR in visita alla cantina.

ALCUNE DELLE NUMEROSE SPECIALITÀ

VINI

MEMO

Medaglia d’argento nel 2015 questo vino, battezzato con l’acronimo MeMo (Merlot Monticello) veniva così presentato da Grimod nel 2003:
“Godo dapprima con la vista per il colore limpido carico di rubino, ammirando i paciosi archetti che si disegnano all’interno del calice. Sento poi i profumi composti che fanno emergere l’uva matura da vitigni robusti, e leggere speziature. Il gusto si rallegra per l’armonica morbidezza.”


FIADIRÈ: MERLOT DI CAMA

Eligio collabora attivamente anche con la Fondazione per la Rivitalizzazione del Grotti di Cama. Con le uve del suo vigneto situato all’entrata sud della zona Grotti decide di lanciare il Fiadiré, Merlot di Cama, e di devolvere una percentuale delle entrate alla Fondazione. Dante Peduzzi così lo presenta nel 2005 sulla controetichetta:
“Fiadiré è quello spiraglio nel terreno o nella roccia dal quale esce una corrente d’aria fresca proveniente dal sottosuolo la cui temperatura rimane costante tutto l’anno. Ricorda l’importanza che si dava alla funzione del grotto, usato come cella di conservazione del vino, delle carni e del formaggio. Il Merlot Fiadiré è un vino rosso, vivido nel suo colore rubino, corposo e vellutato, ben impostato nella sua vinificazione tradizionale. È volutamente proposto per berebene, per gustare piatti tipici e raffinati.”


Cama: vendemmia con gli scolari.

INTRIGANTE: “Vinum helveticum rubrum”

Ecco come presenta Grimod nel 2006, davanti ad un folto numero di invitati, il nuovo nato che ben presto diventerà uno dei preferiti in casa Boldini. (Medaglia d’oro nel 2015)

I ncapace di
N uocere
T rova
R ispondenza
I n chi
G ioisce
A ttratto, coinvolto, sedotto
N aturalmente,
T ant’è
E legante e squisito questo vino rosso elvetico che definirei intromettitore, ossia mediatore delle beatitudini terrene di tavola, di bicchiere e di alcova.

DroBass

Questo vino bianco dal nome del “cru”, ossia del podere in collina situato a ca. 400 m e presentato la prima volta nel 2001, deriva dai vitigni Pinot grigio, Pinot nero e Merlot. Questo vino giallo e intenso, dai bei riflessi ramati, pieno di vivacità e di freschezza inonda il palato di dominanze nette dei due Pinot con un sapore deciso, fresco e piacevole.


Dro Bass: vista verso Roveredo.

GRAPPE, LIQUORI, DISTILLATI

El STRION

A Monticello, il 24 febbraio del 2005, alle ore 11.17 sgorga la prima goccia legale di assenzio nella Svizzera dopo ben 95 anni di divieto. Eligio ottiene da parte della Regia federale degli alcool (Rfa) la concessione per effettuare una prova sotto la vigile sorveglianza dell’ispettore della Rfa per la Svizzera italiana, Sergio Peverelli.

Il prodotto non poteva essere messo subito in vendita ma, grazie a questa distillazione di prova (una pensata del Ligio) lui riesce ad anticipare tutti visto che l’autorizzazione federale a produrre assenzio sarebbe entrata in vigore alcuni giorni dopo, cioè a partire dal 1° marzo 2005. In Svizzera il divieto di fabbricare e vendere la “Fata verde” fu pronunciato con il decreto federale del 1908 che entrò in vigore il 1 ottobre 1910. Il consumo di questa bevanda era diffuso particolarmente nel Giura e lì , a livello privato, la produzione continuò nonostante il divieto.
Questo distillato non è solo una bevanda alcolica che si beve rispettando un rituale del tutto particolare. Una tendenza attuale è quella di utilizzarlo come ingrediente per preparare prelibatezze culinarie, specialmente per dessert, come le mousse o minestre come la famosa crema di zucca.

ELISIR DI CASTAGNE

Nel 2002, in collaborazione con il castanicoltore Edo Martinelli (recentemente scomparso) viene realizzato e messo in commercio l’”Elisir di castagne”. Questo nuovo liquore a base di castagne macerate nell’alcool riscuote subito un ottimo successo e la sua notorietà si estende ben presto in tutta la Svizzera.

IDROMIELE

L’idromele era considerata la bevanda degli Dei dai popoli Celti. Stiamo parlando di una bevanda composta di acqua e miele, il cosiddetto idromele che nel 2000, in occasione della festa per il 2580° anniversario della fondazione della città di Milano, sbarca sulle tavole italiane. La bibita ufficiale proviene dalla DITTA BOLDINI di Monticello che è l’unica alla quale le numerose associazioni celtiche dell’arco alpino, promotrici di questi eventi similari, fanno riferimento nei loro incontri ludico – gastronomici dopo un’attenta selezione. Tra realtà e fantasia, tra gli appassionati della cultura e delle tradizioni celtiche, a Milano Eligio ottiene un riconoscimento tutto speciale: essere riuscito, dopo ben 3000 anni, a riprodurre esattamente la mitica “bevanda degli dei”, quella che il popolo celtico offriva ai celesti nei banchetti rituali, nunziali e funebri. Complimenti!

SCHIC SCHOCK

Con un colpo di genio nel 2008 Eligio riesce nuovamente a stupire tutti. Dopo diverse prove ecco un nuovo prodotto a base di Kirsch e cacao che Lulo Tognola battezzerà “Schic Schoch”. Dopo i ben noti “Kirschstängeli”, bastoncini di cioccolato con Kirsch della rinomata ditta Lind & Sprüngli, ecco un personalissimo liquore al cioccolato di ottima qualità, piacevole e di notevole bontà.

SAMBROG

Un prodotto del tutto speciale è stato sicuramente il Brandy invecchiato nel lago di Sambrog, nella Val Cama. Dopo tre anni di permanenza sul fondo del lago situato a 2076 m venerdì 31 ottobre 2015 la botte di rovere è stata trasportata al piano in elicottero. L’esperimento, alquanto originale e unico a livello svizzero (molto probabilmente mondiale) nato anche per rilanciare la Val Cama è completamente riuscito. Infatti il prodotto è stato molto apprezzato e ora è ormai esaurito. Sollecitato dai suoi amici Eligio sta valutando la possibilità di ripetere quest’esperienza.


Laghetto di Sambrog, ottobre 2015: recupero della botte.

CORNÀ

L’ultimo liquore nato in casa Boldini è il “Cornà”. E`stato presentato ufficialmente a Cama il 27 agosto 2016 nell’ambito del collaudo dei lavori al ronco, ultimo tassello del progetto di rivitalizzazione dei Grotti. Ultimamente in questo ronco, dopo un attento esame delle diverse possibilità si è deciso di coltivare proprio questo arbusto e sono state piantate una quarantina di giovani piante. Il corniolo è conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà benefiche. Le bacche, ricche di vitamine, carotene, pectine, tannini, fruttosio, un’elevata concentrazione di vitamina C, sali minerali e acidi organici possono essere utilizzate per la produzione di marmellate, liquori e sciroppo. Prodotti assolutamente bio, perché la pianta non necessita di particolari cure e di trattamenti chimici. Questo nuovo liquore il “Cornà”, premiato con la medaglia d’oro da Disti Suisse, è destinato ad ottenere un grande successo. Nel corso delle festività di fine anno, presso la Cantina Boldini, è stato senza dubbio il prodotto più richiesto.

Grotti di Cama: piantagione del corniolo.

Alcuni distillati della Ditta Boldini.

PREMI SPECIALI

In più occasioni l’originalità e la competenza della Ditta vengono premiate; a volte, senza troppo clamore sbaragliando le più blasonate concorrenti.
Ecco i premi più recenti:
Al “Mondial du Merlot et Assemblage”, il più importante concorso svizzero per il Merlot che si tiene ogni anno a Sierre, nel 2015 l’INTRIGANTE dell’annata 2012 viene premiato con la medaglia d’oro.

Sierre 2015: consegna della medaglia d’oro.

Sempre nel 2015, al concorso DISTI SUISSE, il più importante e selettivo a livello elvetico, sostenuto dalla Regia Federale degli Alcol, la ditta Boldini si aggiudica nientemeno che 2 medaglie d’oro per i seguenti prodotti:

SAMBROG: il distillato sopraffino e speciale rimasto sommerso nelle acque del laghetto alpino di Sambrog nella Val Cama (a 2076 msm) per 3 anni in un barile di quercia.

CORNÀ: liquore che riscopre l’antico sapore e le proprietà salutari del corniolo, un tempo sfruttato con intelligenza dagli antenati ed ora riscoperto dal nostro distillatore.

Berna 2015 concorso Disti Suisse: Eligio Boldini con Eveline Widmer-Schlumpf.

CONCLUSIONE

Come spesso accade con le ditte a conduzione familiare il ricambio generazionale non è sempre garantito. Anche se la cantina BOLDINI è tutt’ora in continua espansione e fermento, in tutti i sensi, Eligio, impareggiabile ambasciatore mesolcinese, dovrà prossimamente pensare al futuro della sua azienda. Sarebbe veramente un peccato se tutte queste conoscenze andassero perse e non ci fosse una continuità. Visto il suo carattere e il suo estro siamo sicuri che si inventerà qualcosa e riuscirà, una volta ancora, a sorprenderci. Questo è quanto tutti i suoi amici ed estimatori si augurano di cuore.
Vi ricordiamo che i vari prodotti si possono degustare in parecchi ristoranti della valle e del Ticino o a Monticello con visita alla cantina dove, su prenotazione, si possono organizzare, principalmente nei mesi estivi, vari eventi di gruppo nella proprietà.

I coniugi Boldini con un gruppo di amici.

VINI BOLDINI SA
Via Orbello
CH 6533 Monticello GR

www.boldinivini.ch - Tel. 091 829 11 81
boldini.vini@bluewin.ch - Fax 091 829 11 82

top

Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
Sponsors