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mercoledì 30 settembre 2009.
Vecchie famiglie di Santa Maria in Valle Calanca

Santa Maria in Val Calanca per alcuni secoli fu il fulcro della Val Calanca, principalmente per il fatto che in questo villaggio c’era la chiesa matrice di tutta la Valle e in pratica fu l’unica parrocchia della Valle fino al 1548. Poi nel 1548 Santa Domenica fu eretta in parrocchia, anche per il fatto che venire per le funzioni divine dall’interno della Calanca fino a Santa Maria era un bel tragitto ! Negli antichi documenti Santa Maria è spesso menzionata come Villa (ancora nel Seicento: Santa Maria qui dicitur Villa).
I vecchi registri parrocchiali anagrafici di Santa Maria furono cominciati nell’agosto del 1598 e fino ad una decina di anni fa erano presenti presso l’Ufficio comunale dello Stato civile, poi sono inspiegabilmente spariti e nessuno sa dove siano finiti (notasi che non si tratta di volumi piccoli come i libretti della Cooperativa, ma di libri grossi come messali). Sei anni fa, avendo bisogno di fare delle verifiche, per via della mia collaborazione al Dizionario storico della Svizzera, chiesi di consultarli all’allora sindaco Pacciarelli, a sua moglie che fu per alcuni anni responsabile dello Stato civile, alla cancelleria comunale, al parroco di Santa Maria ed infine al nuovo Ufficio di Stato civile del Moesano, entrato in funzione il 1° maggio 2003, ma nessuno sapeva dove fossero questi registri. Fortunatamente l’Archivio di Stato del Canton Grigioni, anni prima aveva fatto microfilmare detti registri, per cui ancora oggi si possono consultare a Coira detti microfilm.
Importanti per la ricostruzione demografica sono gli Stati delle anime (Status Animarum) e a Santa Maria ci sono quelli del 1627, del 1643 , del 1672 e altri in seguito. Lo Status Animarum del 1627 venne steso dal sacerdote Sebastiano Precastelli, patrizio di Santa Maria che fu Canonico del Capitolo di San Vittore dal 1594 al 1626 e poi anche parroco di Santa Maria negli anni 1626-1627.
In base a questo documento del 1627 gli abitanti a Santa Maria erano 300 (di cui 168 nel centro di Santa Maria, 53 a Dasga, 23 a Ravagno, 27 a Caurina, 29 a Briagno) mentre a Castaneda erano 84. Nel 1640 si insediò a Santa Maria la Missione dei frati cappuccini e in quell’anno ne arrivarono due, cioè Padre Giuseppe da Amatrice e P. Filippo da Spello. E uno dei due nel 1643 stese uno Status Animarum che ci dà per Santa Maria 360 abitanti (dei quali 30 a Dasga, 33 in Nadro, 43 a Caurina e 33 a Briagno), mentre per Castaneda gli abitanti registrati sono 158. Nello stesso Stato delle anime del 1643 è pure stato registrato Braggio (allora sottomesso alla parrocchia di Santa Maria) con 175 abitanti. Per un confronto, nel 1733 Santa Maria e Castaneda contavano 530 abitanti, mentre Braggio ne annoverava 175. E oggi, alla fine del 2007 Santa Maria contava 107 abitanti, Castaneda 225 e Braggio 56.
Può interessare conoscere quali erano i cognomi presenti nella prima metà del Seicento a Santa Maria, Castaneda e Braggio. Nelle iscrizioni fatte dai parroci nei registri spesso ci sono notevoli varianti nei cognomi:
per esempio Pacchio o del Pacchio per PAGGI, Zuglieri, Giuglieri per GIOIERO, Pregalda per PREGALDINI, Scier, del Scierro, Cero, Schierotti per CERROTI, eccetera. Io riporto il cognome meglio conosciuto e affermato. Questo quindi l’elenco dei cognomi nel 1627.
Notasi che alcuni abitanti evidentemente provenivano da altri villaggi della Val Calanca; per maggior chiarezza si consulti il mio libro Famiglie originarie del Moesano o ivi immigrate, edito nel 2001.

Abitanti a Santa Maria in Calanca nel 1627 [dopo il cognome la prima cifra indica il numero dei fuochi, la seconda quella delle persone]:
a) nel centro di Santa Maria
BITTANA (1 -6) - BULLINO (1 - 5) - BULLONE (1 - 6) - CATLINOLA (1 - 2) - CIAPUSCIO (1 - 4) - GALLINA (2 - 5) - GENZINI ( 3 - 10) - DELLA DIGLIA (1 - 3) - DORMENTA (1 - 3) - LARCOITA (1 - 4) - MAFFERO (1 - 6) - MARANGONI (1 - 3) - MARTINOIA (1 - 3) - MOLINA (1 - 8), cioè la famiglia del Capitano Gaspare figlio del Podestà Orazio - del MONICO (1 - 4) - del MOTELLO (1 - 3) - NOVELLA (1 - 5) - PAGGI (1 - 10) - PATESTA (1 - 2) - PERCAZI (2 - 6) - PRECASTELLI (3 -11) - RIGHINI (1 - 8) - RODOLFI (1 - 2) - RIGOSSINI (1 - 5) - SIMONI (3 - 16) - TOGNI (del TOGNO, TOGNINI) (3 - 13) - TONOLO (1 - 5) - VICARI (1 - 5), più due fuochi (2 - 4) con cognome illeggibile.
b) nella frazione di Briagno
BERTA (1 - 4) - DOMENGHINA (1 - 2) - DORMENTA (2 - 9) - del FUSCO (1 - 1) - GUALTERI (1 - 1) - LARCOITA (1 - 9) - VANOLI (1 - 3).
c) nella frazione di Caurina
BERTA (1 - 5) - de GIORGI (1 - 3) - MARANGONI (2 - 5) - SARTORI (1 - 3) - SCIERRI (CERROTI) (1 - 6), cioè la famiglia del Ministrale Giovanni - un cognome illeggibile (1 - 5).
(d) nella frazione di Dasga
BISSACA (1 - 1) - BITTANA (1 - 5) - BULLO (1 - 5) - CANTADRO (1 - 1) - FOINI (2 - 3) - GENZINI (2 - 9) - REMONDINI (1 - 5) - SARTORI (3 - 15).
(e)nella frazione di Ravagno
del BROGIO (1 - 1) - CANTADRO (2 - 10) - PREGALDA (PREGALDINI) (2 - 12).

Abitanti a Castaneda nel 1627

ALBERTINI (1 - 4) - ANDRIOTTA (1 - 4) - BOLOGNINI (1 - 4) - BORLA (2 - 8) - CONTINI (2 - 10) - GIACOMAZZIO (2 - 9) - GIOIERO (1 - 8) cioè la famiglia del fu Podestà Giovanni Antonio morto avvelenato nel 1624 - MARTINONI (1 - 9) - PAINI (1 - 5) - SCOLARI (1 - 2) - SIGRINI (2 - 7) - ZAMPINI (1 - 2) - ZUCCHINI (2 - 12).

In base allo Status Animarum, la situazione nel 1643 era la seguente, con gli abitanti:
a) nel centro di Santa Maria
BANDURLA (1 - 3) - BERTA (1 - 1) - BITTANA (2 - 10) - BOLOGNINI (1 - 4) - BULLONE (2 - 18) - BULLINI (1 - 8) - CATLINOLA (2 - 10) - CERROTI (SCIER) (1 - 8) - CONTINI (1 - 6) - FOINI (1 - 5) - GABRIELI (1 - 6) - GALLINA (2 - 7) - GENZINI (3 - 13) - LARCOITA (2 - 8) - MARANGONI (1 - 5) - MODESTI (1 - 6) - del MONACO (1 - 2) - MOTELLI (1 - 1) - PAGGI (2 - 9) - PRECASTELLI (4 - 11) - PREGALDA (PREGALDINI) (1 - 1) - RIGHINI (1 - 5) - SIMONI (4 - 14) - TAPPO ( 1 - 8) - TESTORI (2 - 20), tra cui la famiglia del Ministrale Giovanni - TIBALDI (1 - 9) - del TOGNO (1 - 5) - TONOLO ( 1 - 2) - VICARI (1 - 8) - del ZAGO (1 - 1) - un cognome illeggibile (1 - 7).
b) nella frazione di Briagno
DOMENGHINA (1 - 4) - LARCOITA (3 - 21) - PEDRONI (1 - 1) - RIGHETTI (1 - 6) - VANOLA ( 1 - 1).
c) nella frazione di Caurina
BERTA (1 - 4) - CERROTI (SCIER) (2 - 6) - DELLA DIGLIA (1 - 4) - MAININI (2 - 14) - PACCIARELLI (1 - 6) - TRAVERSA (2 - 9).
(d)nella frazione di Dasga
CANTADRO (1 - 3) - FOINI (1 - 2) - MOSTRINI (2 - 11) - PREGALDA (PREGALDINI (1 - 1) - RIGHINI (1 - 2) - ROMANDINI (1 - 3) - del SARTO (SARTORI) (2 - 7) - del ZAGO (1 - 1).
(e)nella frazione di Nadro
CALZINI (1 - 4) - CARLETTI (4 - 22) - LAMBROTTA (2 - 7).

Questa la situazione a Castaneda nel 1643:

ANDRIOTTA (2 - 4) - BOLZONI (1 - 5) - BORLA (1 - 5) - CARLETTI (1 - 5) - CONI (CUNI) (2 - 12) - dell’ACQUA (2 - 3) - EGLIONI (OGLIONI) (1 - 6) - GANZERA (1 - 1) - GASPARE (1 - 6) - GIOIERO (4 - 17) - GIOVANELLI (6 - 30) - MARCHIONI (1 - 2) - MARTINONI (1 - 5) - NISOLA (1 - 5) - OLIVA (1 - 1) - PAINI (1 - 4) - del QUET (1 - 1) - RIGHETTONI (1 - 7) - RIGHINI (1 - 7) - RODOLFI (1 - 7) - SCALFINI (1 - 5) - SIGRINI (1 - 6) - SCHIUSARA (1 - 1) - TRISTANI (1 - 3) - ZAMPINI (1 - 3) - ZUCCHINI (1 - 4) - un cognome illeggibile (1 - 3).

Mentre a Braggio abitavano le seguenti famiglie nel 1643:
BERTA (3 - 22) - BITTANA ( 1 - 9) - MAFFERO (1 - 9) - MAMBRINI (2 - 9) - MIRINDANA (1 - 9) - MOLINA (1 - 4) - MUTTONI (3 - 13) - PACCIARELLI (2 - 10) - PACCHIOLI (2 - 7) - PAGGI (6 - 22) - PREGALDINI (2 - 6) - PRIORI (2 - 5) - del QUATT (3 - 12) - RIGHETTI (3 - 10) - ROMANDINI (1 - 1) - TIBALDI (1 - 5) - del TOGNO (1 - 8) - VICARI (2 - 14).

Lo Status Animarum del 1672 ci dà per Santa Maria 402 abitanti (dei quali 46 a Sàles, 25 a Dasga, 48 a Caurìna, 14 a Ravagno e 54 a Briagno), mentre Castaneda ne aveva 160.
mentre, come già detto prima, alla fine del 2007 Santa Maria contava 107 abitanti e Castaneda 225.

Nella seconda metà del Seicento ci fu un aumento demografico, ma poi alla fine del Settecento/inizio Ottocento cominciò inesorabile lo spopolamento della Calanca, nel quale però si riscontra l’andamento inverso per Castaneda che ha visto un aumento della sua popolazione.
Alcune di queste famiglie esistono ancora con discendenti da noi e nel resto della Svizzera. Parecchie altre sono ormai da tempo estinte da noi, ma alcune esistono ancora con discendenti all’estero, specialmente in Francia, Belgio Olanda e Germania, ovviamente con nazionalità da tempo non più svizzera.
Esaminando i registri anagrafici parrocchiali (cosa che faccio ormai fin dal 1958) si scoprono tanti dettagli della vita e storia dei nostri antenati, difficilmente rintracciabili nei testi di storia nostra, quasi tutti fatti sulla sintesi di pubblicazione di altri ma solo in lodevolissimi casi isolati (Emilio Motta, Emilio Tagliabue, Savina Tagliabue, Arnoldo Marcelliano Zendralli, Adriano Bertossa, Rinaldo Boldini e qualche altro) fatti da una propria ricerca nei manoscritti di archivio. Per esempio dai libri dei defunti si può avere un’idea di quella che fu la nostra enorme emigrazione, solo rilevando coloro dei nostri che morirono in terra straniera, magari all’età di 12 o 14 anni (poiché appena era possibile si doveva emigrare come garzone di solito di un vetraio, di uno spazzacamino, di un negoziante, ecc.), ma anche costatare chi immigrava da noi. Già nel Seicento, per esempio, a Santa Maria c’erano degli immigrati dalla Val Verzasca, dal Bellinzonese, dall’Italia e poi anche cominciarono a giungere quelli da oltre San Bernardino. Ovviamente la mortalità infantile era molto alta e per gli adulti si scoprono spesso, quando indicati, i motivi del decesso dovuto a malattie oggi facilmente curabili.
Per capire meglio la storia è anche necessario conoscere coloro che questa storia hanno forgiato con il loro agire e per questa ragione la ricerca genealogica è una cosa importantissima per meglio capire quello che fummo e tutti i vari collegamenti derivati dalle parentele e da molti matrimoni combinati dai genitori per necessità esistenziale e non certo per amore. Ma i nostri avi erano adattati a questo costume e quasi sempre nell’ambito familiare combinato, si riusciva a raggiungere quella grande unione e amore che teneva unita la famiglia.

Cesare Santi

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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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