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Fuori regione
martedì 21 marzo 2017.
Rotta migratoria del Mediterraneo centrale: attività coordinate tra nove Paesi compresa la Svizzera

I Paesi direttamente toccati dalla rotta migratoria che collega l’Africa all’Europa attraverso il Mediterraneo centrale si propongono di meglio coordinare le proprie attività. Domenica 19 e lunedì 20 marzo, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha incontrato a Roma i suoi omologhi di otto Paesi europei e nordafricani per discutere un approccio comune alle sfide poste dalla rotta migratoria mediterranea centrale. La priorità è di salvare vite e combattere il traffico di esseri umani. La Svizzera ha insistito sulla necessità di rafforzare la protezione dei migranti, in particolare di quelli bloccati nell’Africa settentrionale.

Nel 2016, oltre 180 000 migranti sono sbarcati nell’Italia meridionale. Nello stesso periodo non meno di 4500 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo. I ministri riuniti su invito dell’Italia hanno rilevato che la migrazione sulla rotta mediterranea centrale è fonte di sofferenze individuali e genera costi finanziari e sociali considerevoli per i Paesi di origine, di transito e di destinazione.
Vite da salvare
In una dichiarazione congiunta i ministri si sono impegnati a combattere le cause della migrazione creando opportunità economiche nei Paesi di origine dei migranti. Intendono rafforzare gli scambi e il coordinamento tra i principali attori su entrambe le sponde del Mediterraneo. Una migrazione ben gestita può in effetti contribuire in misura significativa allo sviluppo durevole dei Paesi di origine, di transito e di destinazione. È l’approccio adottato dalla Svizzera nei partenariati migratori conclusi negli ultimi anni con svariati Paesi, tra i quali la Tunisia.
I Paesi attraversati dalla rotta mediterranea centrale s’impegnano a combattere il traffico di esseri umani smantellando il modello imprenditoriale dei passatori. Vogliono salvare vite riducendo il numero di pericolose traversate del deserto e del mare. Si propongono inoltre di migliorare le condizioni di vita dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati, come pure di intensificare la cooperazione nella gestione delle frontiere.
Simonetta Sommaruga chiede una migliore protezione
Il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, Simonetta Sommaruga, ha sottolineato l’importanza di proteggere i migranti, in particolare quelli bloccati nell’Africa settentrionale. A tale proposito la Svizzera aderisce a un progetto di assistenza ai migranti detenuti nei centri di reclusione in Libia. La Consigliera federale ha invocato agevolazioni per il rientro volontario e il reinserimento nei Paesi di origine dei migranti bloccati in Africa settentrionale. La Svizzera sostiene un progetto del genere in Libia, del quale hanno beneficiato 700 persone, e contribuisce a rinforzare la guardia costiera libica per i salvataggi in mare.
Alla conferenza sono intervenuti ministri di Austria, Francia, Germania, Italia, Libia, Malta, Slovenia, Svizzera e Tunisia. Vi ha preso parte anche il Commissario europeo per le migrazioni e gli affari interni, Dimitris Avramopoulos. I partecipanti hanno deciso di assicurare un seguito alla conferenza nel quadro di un gruppo di contatto.
A margine della Conferenza, la consigliera federale Sommaruga ha incontrato i suoi omologhi di Germania e Italia, Thomas de Maizière e Marco Minniti, per vagliare le possibilità d’intensificare ulteriormente la cooperazione migratoria. La Germania e la Svizzera hanno riasserito il loro sostegno all’Italia. Il Ministro italiano ha ringraziato i due Paesi per onorare gli impegni presi nel quadro del programma di reinsediamento, che consiste nel trattare nei vari Paesi europei le domande d’asilo depositate in Italia. A parte ciò, la Germania e la Svizzera hanno dislocato ulteriori specialisti negli "hotspot" chiamati a registrare i migranti che entrano in Italia. I tre ministri hanno infine convenuto di portare avanti i contatti trilaterali sul piano tecnico.

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