• 11083 Tracce del passato? No! Tracce del futuro?
  • 10954 SCOUT DEL MOESANO - Si ricomincia ...
Cultura
domenica 2 aprile 2017.
LONDRA MILANO ROMA Intrecci recenti di vita
di Teresio Bianchessi
LONDRA MILANO ROMA
Intrecci recenti di vita

di
Teresio Bianchessi
www.teresiobianchessi.it
blog: teresiobianchessi.wordpress.com


Londra 22 marzo 2017, un uomo a bordo di una Hyundai I40 grigia piomba sul marciapiede sinistro del ponte di Westminster e falcia le persone che lo stanno attraversando, finisce la corsa contro il cancello del palazzo di Westminster, scende, prosegue a piedi verso il Parlamento e qui accoltella a morte una guardia disarmata prima di essere freddato da due poliziotti in borghese.
Il conto finale di questo folle gesto terroristico fa cinque morti.

La notizia rimbalza subito nelle news e partono martellanti dirette, sempre avide di terrore e sangue.
E’ sera, sto ascoltando il TG quando squilla il telefono:
“Pronto nonno, ciao, sono Riccardo, venite te e la nonna all’incontro dei cresimandi col Papa, vero? - Il pullman sabato parte alle 12,30 davanti alla chiesa”.
“Sicuro che veniamo - rispondo – certo ci saremo”.
Sicuro, certo?
I fatti di Londra frenano l’euforia; l’ennesimo attentato scatena dubbi, paure, e vien da chiedersi se il terrorismo non abbia nel mirino, anche la visita del Pontefice a Milano, anzi, per sabato 25 potrebbe colpire pure a Roma che attende 27 Capi di Stato per i festeggiamenti dei trattati di Roma che sancirono la nascita dell’Europa Unita.
La voglia di partecipare, la volontà di non tirarsi indietro, combatte, nei tre giorni che mancano all’evento, con ragionamenti di prudenza e di opportunismo che, alla luce di quanto accaduto, consiglierebbero la diretta televisiva.
Sabato 25 marzo, Londra indaga, diffonde l’identità dell’attentatore, s’interroga sul suo futuro e, dopo la Brexit, da assente, forse guarda con nostalgia alle celebrazioni romane.
Intanto Papa Francesco, alle prime ore dell’alba, è già a Milano e il suo ingresso non è in pompa magna, viceversa, come un umile parroco inizia la sua storica giornata alle Case Bianche di via Salomone-via Zama, “banlieue” milanese, periferia dimenticata dalle istituzioni; sbrigativo con le autorità, è disponibile, affettuoso con la gente, entra nelle case dei poveri, dei non credenti.
A metà mattina eccolo in Duomo e anche qui il Cardinale, i Vescovi ausiliari, gli Arcipreti devono pazientare perché Francesco sosta prima in preghiera e per oltre mezz’ora, nello “scurolo” di San Carlo.
Ore 11, squilla il telefono, è Riccardo:
“Nonno il pullman è il numero 1 non sbagliare”.
Sto guardando la televisione che trasmette in diretta sia da Milano sia da Roma.
Folla, folla festosa lungo i percorsi e i luoghi dove passa e sosta Francesco, le immagini ricordano epici eventi e brani dei Promessi Sposi:
“… Al chiarore che pure andava a poco a poco crescendo, si distingueva, nella strada in fondo alla valle, gente che passava, altra che usciva dalle case, e s’avviava, tutti dalla stessa parte, … tutti col vestito delle feste, e con un’alacrità straordinaria …
… Poco dopo, il bravo venne a riferire che, il giorno avanti, il cardinale Federigo Borromeo, arcivescovo di Milano, era arrivato… Il signore, rimasto solo, continuò a guardar nella valle, ancor più pensieroso… Per un uomo!
Tutti premurosi, tutti allegri, per vedere un uomo…”.
Oggi l’uomo è Francesco che pranzerà con i detenuti, celebrerà messa nel Parco di Monza davanti a settecento mila persone e nel tardo pomeriggio, come un nonno, giocherà con i bimbi cresimandi allo stadio Meazza.

Prima di uscire da casa, sì certo, sì sicuro, si va, mi sintonizzo sulle celebrazioni romane: sono in 27 schierati per le foto di rito, si alternano in discorsi retorici, pomposi, pieni di propositi che tutti sanno che saranno disattesi; Primi ministri attraversano le sale del Palazzo dei Conservatori in Campidoglio, sembrano ostaggi del loro Palazzo, poi cerimonie di rito, grigie conferenze stampe.
A Milano, l’invito accorato è di entrare nei processi umani, le parole del Papa sono poche e chiare: discernimento, minorità, gratuità, servizio.
Dovrebbero essere anche della politica.
Per portare i pellegrini all’incontro con Francesco non sono bastati tutti i pullman disponibili in Lombardia, quelli che hanno accompagnato il nostro gruppo sono arrivati dal Piemonte, altri dall’Emilia.
Sarà pur più grande l’Europa della sola Lombardia!
Allora vien da chiedersi: perché fuori dai palazzi romani ci sono solo poliziotti in assetto anti sommossa e scarsi gruppi di contestatori?
Ancora, perché dai 27 paesi dell’Europa Unita non sono arrivati, con treni, pullman, voli speciali, milioni di cittadini a sancire con un abbraccio fratellanza e condivisione?

Allo stadio Meazza eravamo in ottantamila, abbiamo passato un pomeriggio memorabile, eravamo sorpresi e felici, mia moglie ed io, quando il Pontefice ha invitato i bimbi presenti ad ascoltare i nonni: “…La cosa importante è questa: i nonni hanno la saggezza della vita … un consiglio: ascoltate i nonni…è importante in questo tempo parlare con i nonni, avete capito?...”.
D’istinto i nostri occhi cercano Riccardo che ci regala un affettuoso e spontaneo sorriso.
Sono le 19 quando Francesco lascia lo stadio, fa buio, le previsioni del tempo non sbagliano più e una fastidiosa pioggerella scende sulla fiumana disordinata e felice che torna alle proprie case.
L’imponente servizio d’ordine fatica a contenere questa marea e, con le torce e comandi imperiosi, richiama gli indisciplinati che invadono il viale dove sfreccia, intenso e pericoloso, il traffico cittadino del sabato sera.
Tutti però, su e giù dal marciapiede, camminano sollevati, felici … come lo erano i passanti falciati pochi giorni prima sul ponte di Westminster.

top

Il segreto di un candidato politico è di sembrare stupido come chi lo ascolta, così che gli ascoltatori si sentano intelligenti come lui.

 
Sponsors