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mercoledì 5 aprile 2017.
Rafforzare i controlli alle frontiere esterne di Schengen

 In futuro in occasione dei controlli alle frontiere esterne di Schengen verranno sistematicamente consultate le banche dati europee e nazionali. Nella seduta del 5 aprile 2017 il Consiglio federale ha approvato la modifica del relativo regolamento UE, che entrerà in vigore il 7 aprile 2017.

Il 15 marzo 2017 l’UE ha deciso di procedere a consultazioni sistematiche delle pertinenti banche dati in occasione dei controlli alle frontiere esterne di Schengen. In questo modo intende rispondere all’aumento del rischio terroristico in Europa e costituire uno scudo efficace contro possibili minacce per la sicurezza interna e l’ordine pubblico.
Con il regolamento (UE) 2017/458 che modifica il regolamento (UE) 2016/399 (codice frontiere Schengen), a partire dal 7 aprile 2017 i dati e i documenti di viaggio di tutti i viaggiatori verranno verificati, sia all’entrata sia all’uscita, nel sistema d’informazione Schengen (SIS), nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati e smarriti (SLTD) e nelle banche dati nazionali. Questo modo di procedere viene applicato anche ai cittadini UE/AELS e ai loro familiari.
Fino ad ora, i controlli minuziosi e le verifiche sistematiche dei loro dati nelle banche dati pertinenti erano previsti soltanto per i cittadini di Stati terzi all’entrata nello spazio Schengen. Le persone che in virtù del diritto comunitario godono della libera circolazione venivano sottoposte soltanto a controlli minimi e non anche a verifiche sistematiche nelle pertinenti banche dati.
La modifica non ha alcun effetto sui controlli alle frontiere svizzere
Associandosi alla normativa di Schengen il Consiglio federale ha approvato il menzionato sviluppo dell’acquis di Schengen, decidendo di attuare le necessarie modifiche formali dell’ordinanza concernente l’entrata e il rilascio del visto (OEV) nonché dell’ordinanza sul sistema centrale d’informazione visti e sul sistema nazionale d’informazione visti (OVIS).
La nuova normativa vale per tutte le frontiere esterne Schengen, quindi anche per gli aeroporti svizzeri, che dispongono già da tempo dell’infrastruttura tecnica per svolgere le consultazioni sistematiche nelle banche dati pertinenti. Anche i funzionari incaricati del controllo alle frontiere sono appositamente istruiti. La nuova normativa non comporta pertanto alcun ritardo per i controlli di frontiera in Svizzera.

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