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Ricordiamoli - i nostri cari
martedì 18 aprile 2017.
Una vita per la famiglia, per le Istituzioni e per fare il Bene
di Nicoletta Noi-Togni

A soli 55 anni di età ci ha lasciato l’amico e compagno di attività nelle Istituzioni, Francesco Bertossa, detto familiarmente Cuccio, cresciuto a Roveredo nella famiglia di Annamaria e Corrado Bertossa.
Con lui i fratelli Gabriele, Gianni, Paolo e Michele. A loro, alla moglie Paola ed alle figlie Michela ed Elena e a tutto il vasto parentado, vadano le più sentite condoglianze. Francesco è stato attivo in molti ambiti a livello professionale, sociale e istituzionale. Dal lavoro prima di cuoco, poi di formatore educatore, all’impegno sociale per la Caritas e contro la guerra a quello nell’ambito della cura psichiatrica. Francesco è stato presente nelle Associazioni e nelle Istituzioni, dalla Società ginnastica di Roveredo, per la quale ha esercitato per diversi anni la presidenza, alla Vice Presidenza del Circolo di Roveredo.
Francesco se ne è andato - dopo aver lottato in modo esemplare contro la malattia – ed è stato accompagnato all’ultima dimora venerdì scorso.
Una grande folla commossa e ammutolita ha seguito il feretro.
Qualcuno ha bisbigliato: “la gente capisce quando si fa il Bene”. Si, Francesco il Bene l’ha fatto, profuso a piene mani.
Hanno accompagnato Francesco le belle parole di Fra Martino Dotta, quelle toccanti del fratello Paolo ed il seguente testo.
Caro Cuccio,
Non posso veramente lasciarti andar via senza parlare un momento di te, dei tuoi valori, di quanto hai fatto per gli altri e per noi. Soprattutto non posso lasciarti andar via senza ringraziarti per essere stato un grande amico. Quello che c’era sempre quando avevo o avevamo bisogno, nei successi e negli ’insuccessi. Tanto amico che non ho avuto il coraggio di avvicinarmi troppo, e mi scuso con te, perché era meno doloroso e più confortevole sperare che tu saresti stato presto di nuovo bene. L’uomo è fatto d’argilla, io non faccio eccezione, ed il coraggio mi è mancato.
Tu invece hai avuto molto coraggio, hai lottato per la vita e per i tuoi, per la tua amata moglie Paola che tanto ti ha dato, per le tue figlie delle quali eri giustamente molto orgoglioso, per la tua carissima mamma Annamaria, per i tuoi fratelli, per tutta la tua grande famiglia. E per i tuoi ideali, quelli che si esprimevano già nella tua professione di educatore, che esercitavi per i Servizi psichiatrici cantonali dal 2004, nelle strutture ARBES e Foyer del Moesano. Alla cura psichiatrica hai dedicato molto se è vero che solo qualche settimana fa ti impegnavi ancora in prima persona per un servizio psichiatrico ambulatoriale nella nostra regione. Questo nell’ambito della Commissione Sanitaria della Regione Moesa, rispettivamente Mesolcina, che ti vedeva suo membro dal suo inizio nel 2011. Ti sei però anche attivamente occupato di istruzione e di giovani poiché sei stato per diversi anni membro del Consiglio scolastico della Scuola Secondaria e di avviamento professionale di Roveredo e Presidente del Centro Giovanile del Moesano, nonché cofondatore della nostra Associazione “Bambini senza mondo”. Non dimentichiamo però anche le due legislature di Cuccio quale Vicepresidente del Circolo di Roveredo, una carica conferitagli da un brillante voto popolare alla quale Cuccio teneva molto perché, come diceva lui, credeva nella giustizia di prossimità, quella che parlava ancora in dialetto e sa il Cielo quanto Cuccio avesse ragione.
La vita di Cuccio non è stata lunga ma ricca di Bene per gli altri. Si spegne in una settimana santa, in giorni di passione che ricordano la sofferenza dell’uomo e del mondo, l’ingiustizia e le disuguaglianze.
Forse non per caso in questa settimana. Perché proprio al combattere ingiustizia e sofferenza Cuccio ha dedicato tempo, lavoro e passione. In uno sforzo che lui certo vorrebbe veder continuare da chi resta. Cuccio ci ha tracciato una strada, non lascia solo un ricordo ma un’orma, un’impronta; a noi seguirla come possiamo, nel rispetto della persona che Lui è stato. Nel rispetto di ciò che Lui ha amato e di ciò in cui Lui ha creduto. Grazie caro amico, grazie caro Cuccio.
Nicoletta

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Ascolta la tua donna quando ti guarda, non quando ti parla.

Gibran

 
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