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Lettere dei lettori
sabato 29 aprile 2017.
Fiere del benessere: ma che c’entrano le sette?

Nonostante l’Interrogazione 65.16 da me presentata il 23 aprile 2016 sia stata da poco evasa, mi si permetterà di riprenderne l’incipit: negli ultimi tempi sembrano infatti continuare a proliferare guaritori “fatti in casa” con corsi e conferenze che spesso di razionale o scientifico hanno ben poco e in cui possono anche essere diffuse sonore falsità.
Premesso che non si tratta di bandire a priori forme di cura alternativa a quelle tradizionali, né di impedire eventuali scelte “spirituali” a chi vi crede, ma unicamente di prendere sul serio i casi di ciarlataneria che in momenti di crisi sociale ed economica spesso aumentano per sfruttare condizioni di fragilità personale, vi sono guaritori che nel loro rapporto col pubblico travisano coscientemente e in modo irresponsabile quelle che sono conoscenze scientificamente comprovate con opinioni personali, truffando di fatto persone nel bisogno.
E’ notizia recente, poi, che un’organizzazione notoriamente collaterale a una setta religiosa fra le più inquietanti, abbia avuto accesso libero a una nota fiera del benessere.
Chiedo conseguentemente al lodevole Consiglio di Stato se non ritiene opportuno che perlomeno le fiere del benessere siano supervisionate dal medico cantonale o da un organo di controllo equivalente per quanto concerne i contenuti della loro “offerta”.
Massimiliano Ay, Partito Comunista

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Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

(Anonimo)

 
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