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Regionale
giovedì 1 giugno 2017.
Divieto di foto a Bergün, Comune fa marcia indietro

(ats) Il divieto di fare fotografie emanato martedì a Bergün (GR) verrà abrogato nella prossima assemblea comunale: lo scrive lo stesso Comune in una nota odierna. L’idea pubblicitaria non ha mancato di suscitare reazioni critiche, soprattutto sui social media.

"Bergün è ora conosciuto in tutto il mondo", si legge nel comunicato. Il sindaco Peter Nicolay fa anche sapere che nel paesino di montagna grigionese è da subito nuovamente permesso scattare fotografie.

Il Comune non avrebbe mai immaginato che l’azione pubblicitaria avrebbe suscitato un’eco tanto forte a livello mediatico, prosegue la nota, favorendo la ricerca e la diffusione di foto di Bergün su Google a livello mondiale.

Il divieto verrà abolito nella prossima assemblea comunale, ma il sindaco ha annunciato un permesso speciale per tornare a fotografare sul territorio comunale da subito. Tuttavia, ha aggiunto scherzosamente, "preghiamo di postare foto di Bergün con moderazione, per non rendere infelice nessuno".

Iniziativa "bizzarra", ecco perché

L’associazione Grigioni Turismo ha lanciato questa iniziativa in collaborazione con il Comune e con l’associazione Bergün/Filisur Turismo, spiega la nota odierna. Il motivo alla base della contestata iniziativa era stato spiegato così nella nota di martedì: chi non vive o non può recarsi in paesi di montagna altrettanto belli potrebbe sentirsi "infelice" guardando le foto. L’obiettivo reale: guadagnare turisti.

Nella nota odierna il Comune spiega meglio: "Per far sì che un piccolo paese di montagna dei Grigioni come Bergün sia conosciuto al di fuori dei confini nazionali, occorre percorrere strade nuove e sorprendenti".

Il direttore del locale ente turistico, Marc-Andrea Barandun, raggiunto stamattina dall’ats, ha commentato: "Da due giorni i miei tre telefoni squillano contemporaneamente", soddisfatto dell’eco che l’iniziativa ha suscitato nei media anche a livello internazionale. Tuttavia, se l’effetto sortito sia quello voluto è ancora da chiarire. Le reazioni da parte degli utenti dei social media sono infatti contrastanti.

I commenti sui social media

"Buona strategia pubblicitaria: finora non sapevo che esistesse questo paese, e vorrei andare a vederlo!", commenta un utente sulla pagina Facebook RSI al post relativo all’articolo. "Un’altra volta! In Grigioni hanno sempre le migliori idee pubblicitarie! Bergün è ora sulla bocca di tutti", commenta qualcun altro sulla pagina Facebook dell’associazione Bergün-Filisur Turismo, dove peraltro la foto del cartello con il divieto è tuttora immagine di copertina.

Tuttavia, il rischio che l’iniziativa abbia prodotto anche effetti negativi è concreto. C’è, infatti, chi mette chiaramente in dubbio la validità della trovata. All’articolo sul sito Ticinonews.ch qualcuno commenta: "Tempo un anno e toglieranno il divieto. Chi ci va a Bergün senza vedere una foto in Internet?".

Allo stesso modo c’è chi, nel ruolo di turista, sembra piuttosto irritato: "Basta semplicemente non andare a Bergün", scrive un utente sempre su Ticinonews.ch, e ancora: "Sono stato spesso ospite a Bergün ma in futuro farò una grande deviazione intorno a voi".

E infine ci sono i "dispettosi" e vendicativi: così qualcuno pubblica una foto del paese tra i commenti sulla pagina dell’associazione, scrivendo: "Vediamo se adesso prendo una multa", mentre qualcun altro posta una foto di Lucerna e commenta: "Un saluto da Lucerna, dove si possono ancora fare foto".

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Buddha Siddhārtha Gautama

 
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