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Politica
giovedì 22 giugno 2017.
Decisione Consiglio Federale - Canoni d’acqua, che cosa sono, quanto rendono

(ats) Le acque pubbliche (fiumi, ruscelli, laghi, canali) sono di proprietà di Comuni e Cantoni e, in linea di principio, possono essere liberamente utilizzate dalla popolazione. Comuni e Cantoni possono tuttavia rilasciare delle concessioni.

Il beneficiario gode del diritto di usufruire in esclusiva di parti delle acque durante un determinato periodo di tempo, nonché di produrre e vendere energia elettrica. Quale indennizzo per questo utilizzo esclusivo, il concessionario paga un prezzo per le materia prima: il canone per i diritti d’acqua. Quest’ultimo non è né una sovvenzione né un tipo di contributo di solidarietà.

A livello nazionale, gli introiti annuali dai canoni per i diritti d’acqua di tutti i Cantoni e Comuni ammontano in media a circa 550 milioni di franchi. Circa l’84% di questi introiti viene realizzato nei principali cantoni idroelettrici (Vallese, Grigioni, Ticino, Berna, Argovia e Uri). Gli introiti vengono distribuiti in modo differenziato tra Cantone e Comuni a seconda dei Cantoni.

Questi introiti rivestono una notevole importanza soprattutto per le regioni alpine. A Uri rappresentano circa il 24% degli introiti fiscali cantonali (26 milioni), nei Grigioni circa l’8% (124), in Vallese circa il 7% (164, per Cantoni e Comuni), mentre in Ticino i canoni fruttano 55 milioni, a Berna 45 e in Argovia 49. In determinate regioni, la percentuale degli introiti rispetto agli introiti fiscali comunali è tuttavia molto più elevata.

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“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.”

Lorenzo Milani

 
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