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Lettere dei lettori
domenica 2 luglio 2017.
Reno a marcia indietro
di Pier-Francesco Ferrari

Qualche anno fà il più grande produttore di energia elettrica della Svizzera, aveva elaborato un progetto idroelettrico per lo sfruttamento notturno del salto del fiume Reno nei pressi delle omonime cascate. L’audace progetto si è arenato per vari motivi ma la voglia di rinnovabile non ferma gli idealisti sostenitori di questo vettore energetico che da tempo combattono contro le lobby petrolifere da un lato e gli pseudoecologisti dall’altra.

Come sempre le migliori idee nascono nei garage di casa trasformati in laboratori dove a volte si eseguono test di vario genere. Questa volta nulla di pericoloso ma dopo una telefonata fatta con un collega di lavoro, nasce l’idea di ripompare durante la notte il fiume Reno da Basilea fino al lago Bodanico. Le varie centrali elettriche poste sul fiume, aggiunte al progetto iniziale indicato inizialmente, prenderebbero l’energia atomica a basso costo dalla Francia per ripompare l’acqua a monte. I vantaggi di tale operazione sono lungimiranti; guadagno economico in primis, innalzamento del lago di Costanza ai massimi livelli, riserva di acqua su suolo svizzero per lo sfruttamento dell’agricoltura lungo l’asse fluviale, attrattiva turistica maggiorata per il settore alberghiero della regione, bonus sulle concessioni ai Comuni toccati a scapito di quelli di montagna. Ovviamente per avviare il tutto entro il 2020, ideato dal consorzio Svizzero-tedesco, si necessita del benestare del Consiglio Federale che dovrebbe giungere durante la prossima sessione delle Camere Federali. Buona la prima ma pure la seconda.

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