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Politica
lunedì 3 luglio 2017.
Governo retico, "no" a riduzione parlamentari

(ats) Il Governo retico respinge l’incarico del partito socialista che chiedeva la riduzione dei membri del Gran Consiglio da 120 a 90. Secondo l’esecutivo "una riduzione potrebbe mettere in discussione la sufficiente rappresentanza delle aree periferiche e delle lingue cantonali".

"Tutte le istituzioni fondamentali del Cantone sono state oggetto di riforma, fatta eccezione per il legislativo", argomenta il PS nel testo della richiesta. Si citano, tra le altre, la riduzione dei Comuni, la riforma giudiziaria e la sostituzione di distretti, circoli e corporazioni con le regioni.

In diversi altri Cantoni, aggiunge il PS, i parlamenti sono stati resi più piccoli già da anni (ad es. Berna, Argovia, San Gallo, Sciaffusa, Soletta, Basilea Città, Glarona, Friburgo, Lucerna, Vaud). Con una riduzione dei deputati il popolo disporrebbe di un Parlamento efficiente e prossimo al cittadino.

Le motivazioni del Governo

Il Governo, tuttavia, la vede diversamente. Un territorio multiforme come il cantone dei Grigioni ha bisogno di una grande Parlamento, argomenta l’esecutivo retico nella risposta pubblicata oggi.

Il Governo cita "l’estensione geografica, la molteplicità culturale e linguistica, la suddivisione in aree urbane e rurali e le differenze regionali in termini economici e demografici" come motivi alla base della necessità di un Parlamento con un gran numero di deputati, "che sappia rappresentare in modo ottimale le differenti condizioni e i differenti bisogni".

"L’onere supplementare per i membri rimanenti potrebbe mettere in discussione la forma di Parlamento di milizia - si legge ancora nella nota - e portare alla mancanza di conoscenze specialistiche importanti per la qualità dell’attività parlamentare".

E dal punto di vista finanziario: "i possibili risparmi ottenuti con una riduzione potrebbero venire annullati dalle indennità superiori versate ai deputati rimanenti a seguito del maggiore onere e della professionalizzazione".

L’attuale grandezza del Parlamento appare opportuna anche nel confronto intercantonale: "nel confronto con Cantoni di dimensioni simili per quanto riguarda la popolazione ma strutturalmente meno complessi, il Cantone si situa tuttora nella parte centrale della graduatoria". La richiesta di una riduzione del Gran Consiglio, conclude il Governo, deve perciò essere respinta.

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“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

ORIANA FALLACI

 
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