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Politica
martedì 25 luglio 2017.
La consigliera federale Sommaruga a Tunisi per un incontro ministeriale sul Mediterraneo centrale

I Paesi sulla rotta migratoria che collega l’Africa all’Europa attraverso il Mediterraneo centrale portano avanti gli sforzi intrapresi per affrontare insieme le sfide comuni. La consigliera federale Simonetta Sommaruga e i suoi omologhi di dodici Stati europei e africani si sono riuniti il 23 e il 24 luglio a Tunisi per un secondo incontro dopo quello di Roma dello scorso marzo. Riflettori accesi sui mezzi per salvare vite umane, la protezione dei migranti bloccati nell’Africa settentrionale e la lotta alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti. La Svizzera si è detta disposta a organizzare il terzo incontro del gruppo di contatto Mediterraneo centrale.

All’incontro sono intervenuti l’Algeria, l’Austria, il Ciad, la Francia, la Germania, l’Italia, la Libia, il Mali, Malta, il Niger, la Slovenia, la Svizzera e la Tunisia. Hanno preso parte ai colloqui anche il Commissario europeo per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, e il Ministro degli interni estone in veste di presidente del Consiglio dell’Unione europea. I partecipanti hanno deplorato l’aggravarsi della situazione sulla rotta migratoria del Mediterraneo centrale. L’Italia ha registrato un forte aumento del numero di sbarchi quest’anno, con oltre 90 000 persone giunte nel primo semestre. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni stima a oltre 2000 i morti nel Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno.

Insieme contro i passatori

In una dichiarazione congiunta i ministri si sono impegnati a meglio coordinare la gestione della migrazione nel Mediterraneo centrale adottando un approccio coerente e concreto. Si sono poi detti intenzionati a combattere le cause profonde della migrazione irregolare nei Paesi di origine e di transito. I Paesi africani s’impegnano a consolidare la gestione delle proprie frontiere e i Paesi europei, dal canto loro, a meglio rispondere alle sfide migratorie nelle loro politiche di aiuto allo sviluppo. Del resto la migrazione è uno dei tre ambiti della strategia di cooperazione svizzera per l’Africa settentrionale, nel cui quadro si prevede di investire, nel periodo 2017-2020, circa 54 milioni di franchi in progetti legati alla problematica migratoria.
I Paesi sulla rotta mediterranea centrale hanno perseguito il dialogo iniziato a Roma sugli strumenti da adottare per rafforzare la protezione dei migranti e combattere la tratta di esseri umani e il traffico di migranti. L’obiettivo comune consiste nel salvare vite umane, riducendo il numero di pericolose traversate del deserto e del mare. Intendono inoltre intensificare la loro cooperazione nella gestione delle frontiere e nell’aiuto al ritorno verso i Paesi di origine.

Perorato il rispetto dei diritti umani

Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, ha insistito sulla necessità di assicurare il rispetto dei diritti umani dei migranti. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni devono poter accedere ai centri in cui sono trattenuti migliaia di migranti in Libia. La Consigliera federale ha inoltre caldeggiato una protezione particolare per i bambini e i giovani, come pure il sostegno necessario ai migranti che, di loro spontanea volontà, desiderano tornare nel loro Paese di origine.
La consigliera federale Sommaruga si è rallegrata del fatto che i contatti periodici tra i ministri dei Paesi toccati dalla rotta mediterranea contribuiscano a rinsaldare il rapporto di fiducia tra gli Stati europei e quelli nordafricani. Questi Paesi si trovano ad affrontare le stesse sfide sebbene i loro interessi talvolta divergano. Il Piano d’azione presentato il 4 luglio dalla Commissione europea per sostenere l’Italia, ridurre la pressione migratoria e rafforzare la solidarietà va nella stessa direzione degli sforzi profusi in seno al gruppo di contatto Mediterraneo centrale.
I ministri hanno convenuto di portare avanti gli scambi nel quadro del gruppo di contatto. Il Capo del DFGP ha proposto di organizzare il terzo incontro del gruppo in Svizzera.
A margine dell’incontro la consigliera federale Sommaruga si è intrattenuta con il suo omologo francese Gérard Collomb, entrato in funzione in maggio. I due ministri hanno parlato della politica migratoria europea, della cooperazione bilaterale in materia e della velocizzazione delle procedure d’asilo in corso di attuazione in Svizzera.

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