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giovedì 3 agosto 2017.
Presunti membri della ’Ndrangheta estradati in Italia

In data odierna, la Svizzera ha estradato in Italia due presunti membri della cellula ’ndranghetista di Frauenfeld. Da venerdì scorso dieci altri membri della cellula sono di nuovo incarcerati in vista dell’estradizione. La rinnovata adozione della misura si è resa necessaria per il rischio di fuga nettamente aggravato dopo che il Tribunale penale federale ha confermato l’estradizione in Italia.

Il 21 luglio 2017 il Tribunale penale federale ha respinto i 12 ricorsi pendenti dei presunti membri della cellula ’ndranghetista di Frauenfeld contro le estradizioni disposte dall’UFG. Due degli interessati hanno rinunciato a ricorrere dinanzi al Tribunale federale e oggi hanno dunque potuto essere consegnati alle autorità italiane a Chiasso. Gli altri dieci hanno invece annunciato di volere impugnare la decisione del Tribunale penale federale dinanzi al Tribunale federale. Su ordine dell’UFG l’8 marzo 2016 i corpi di polizia cantonali di Turgovia e Zurigo avevano arrestato in vista di estradizione 13 cittadini italiani accusati dalle autorità italiane di far parte del crimine organizzato. Poiché i sospettati vivevano in Svizzera da anni ed erano a conoscenza delle indagini italiane prima ancora del loro arresto, all’epoca l’UFG aveva considerato esiguo il rischio di fuga e di collusione (distruzione di prove, condizionamento di coimputati o testimoni). Lo stesso mese aveva pertanto disposto la loro scarcerazione ponendo precise condizioni (cauzione, consegna dei documenti, obbligo di presentarsi alla polizia). Tra agosto e dicembre del 2016, l’UFG ha autorizzato l’estradizione dei 13 sospettati, che hanno quindi impugnato tali decisioni dinanzi al Tribunale penale federale. Con decisione del 25 gennaio 2017, il Tribunale penale federale non è entrato nel merito di uno dei ricorsi in quanto non era stata presentata alcuna motivazione entro il termine legale. Il ricorrente in questione ha poi rinunciato a ricorrere al Tribunale federale ed è quindi stato estradato in Italia il 10 febbraio 2017.

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“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

ORIANA FALLACI

 
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