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Cultura
mercoledì 16 agosto 2017.
Locarno 70, la vittoria di Marco Solari

La giuria del Concorso internazionale ha dimenticato le due o tre opere rimarcabili, per esprimersi a favore di film molto discutibili, ma generosamente sostenuti – quattro su cinque tra i premiati – dal canale televisivo ARTE.

Eppure questo Festival, il glorioso 70°, è stato un trionfo, un vero successo e un vincitore assoluto c’è, si chiama Marco Solari. Ha indubbiamente vinto lui. Il pubblico pagante è aumentato in tutte le sale e in Piazza Grande, le proposte collaterali non cinematografiche son state anch’esse seguite e partecipate.

La qualità dei film interessa poco, interessa molto di più che i film selezionati rispondano a una strepitosa e attentissima scelta volta ad accontentare produttori e distributori un po’ di tutto l’Occidente, i quali alla vetrina locarnese tengono molto.

Il bilancio del critico cinematografico Davide Rossi, corrispondente di Sinistra.ch: LEGGI …perché a vent’anni si può (e si deve) scegliere da che parte stare!

“CHoisir à vingt ans” di Villi Herman ha il pregio di mostrare la bestialità dell’imperialismo francese in Algeria da un punto di vista che raramente viene tenuto in considerazione: quello di chi coraggiosamente, a quell’epoca, coi suoi 18/20 anni, decise di sottrarsi alla leva militare e di non rendersi complice della macchina bellica del governo di Parigi.

Le donne non devono votare: è l’ordine divino!

Il film si apre con le immagini della rivoluzione sessantottina in varie parti del mondo che raccontano la mobilitazione delle donne per la libertà sessuale e la parità di genere. Ma nel piccolo villaggio della svizzera tedesca dove vive Nora, interpretata da una bravissima Marie Leuenberger, una giovane casalinga sposata con due figli, la rivoluzione di quegli anni non sembra essere arrivata. In seguito a una discussione con il marito circa la possibilità di riprendere a lavorare per un’agenzia di viaggi, cosa che le viene negata dal consorte, Nora entra in contatto con il mondo militante delle attiviste per il diritto di voto e di eleggibilità delle donne previsto per il 7 febbraio 1971.

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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