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Politica
lunedì 28 agosto 2017.
Elezioni federali - Cassis a Coira: "oggi sono pronto per questa carica"

(ats) "In nome di un’equa rappresentanza di tutte le componenti linguistiche del Paese", la pro Grigioni Italiano sostiene la candidatura al Consiglio federale di Ignazio Cassis che oggi, a Coira, ha partecipato a un incontro organizzato dall’associazione.



Coira come seconda capitale della Svizzera italiana. Con questa osservazione Manuel Atanes (PS), presidente della Deputazione grigionitaliana nel Gran Consiglio retico, ha introdotto l’incontro con l’onorevole Cassis, unico candidato del PLR ticinese alla successione del dimissionario Didier Burkhalter nell’elezione del 20 settembre.

Il 56enne, medico, capogruppo liberale radicale in parlamento, è approdato alla camera del popolo nel 2007, dopo un primo tentativo non riuscito nel 2003.

Da un decennio Cassis rappresenta dunque il Ticino in Consiglio nazionale e dallo scorso anno presiede il gruppo liberale radicale alle camere federali. Qualora fosse eletto diventerebbe l’ottavo consigliere federale ticinese della storia dopo 18 anni di assenza della rappresentanza italofona.



Cassis ha aperto il suo intervento rivolgendo come prima cosa un pensiero di solidarietà al villaggio di Bondo e alla Bregaglia per la tragedia della frana del 23 agosto: "Solo l’unità umana dà la forza psicologica per affrontare calamità come questa, in cui tutto ciò che si è costruito in una vita viene distrutto in un attimo".

L’attenzione è tornata poi sul focus dell’incontro-dibattito: l’italianità in Svizzera. "Con la consapevolezza che è necessario un lavoro di preparazione a lungo termine negli anni, e che non si può improvvisare un candidato al Consiglio federale, nel 2011 nella deputazione ticinese alle Camere, insieme all’italofona della deputazione grigionese Silva Semadeni, ci siamo chiesti cosa fare per essere più forti".

"Tra le attività c’è stata la creazione di un intergruppo parlamentare di persone vicine all’italianità intesa come cultura, umore, mentalità e lingua - ha proseguito Cassis - con la scelta di co-presidenza Ticino-Grigioni, proprio per superare la trappola dell’equazione tra Ticino e Svizzera italiana, radicata nell’immaginario degli svizzeri tedeschi e a volte tra i ticinesi stessi. Dopo questo lavoro, oggi sono pronto per assumere questa carica", ha concluso.

A rompere il ghiaccio aprendo la discussione con il pubblico una domanda del granconsigliere retico Luca Tenchio (PPDC): "quale obiettivo perseguirebbe qualora fosse eletto ministro degli Esteri, nell’ambito del trattato-quadro con l’Europa?".

"Quando mi si chiede che posizione ho sull’accordo quadro istituzionale con l’UE, rispondo quale? Non c’è un accordo quadro, nemmeno una bozza, ma solo elementi sciolti, un pacchetto di 120 accordi bilaterali, di cui 20 fondamentali, che creano un’insalata russa", ha risposto Cassis.

"L’obiettivo? è creare regole comuni, armonizzare questi accordi. Burkhalter ha fatto dei passi in questa direzione, ma è rimasto incagliato su due questioni: giudici stranieri e ripresa automatica del diritto europeo. La Svizzera è nata in contrasto con le forze estere, è quindi impossibile riprendere automaticamente il diritto europeo, così come controversa è la questione giudici stranieri".

"Se io diventassi capo del Dipartimento degli esteri, innanzitutto ristabilirei le competenze di questi temi in Consiglio federale e poi chiederei di indicare un obiettivo chiaro da andare a negoziare a Bruxelles. Il problema sui rapporti con l’Europa? ha aggiunto è che questa al momento ha problemi importanti, dall’uscita del Regno Unito, alla Polonia e ai rapporti con la Francia, e non ha voglia di prendere decisioni con la Svizzera che compromettano il resto. Bisogna armarsi di pazienza, perché non c’è un’urgenza che debba farci fare mosse affrettate".

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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