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Politica
sabato 2 settembre 2017.
syndicom on tour: a fianco dei lavoratori per sensibilizzare la popolazione

Nel mese di settembre, syndicom, il sindacato dei media e della comunicazione, visita i 48 uffici postali del Ticino che chiuderanno entro il 2020. syndicom incontra i lavoratori minacciati dalle chiusure e sensibilizza popolazione e autorità comunali.
Come molti sanno, nel giugno scorso la Posta ha annunciato la chiusura di 48 uffici postali in Ticino entro il 2020. Si tratta di una vera e propria “ondata” di chiusure che si abbatterà sul nostro Cantone nel giro di pochi anni.

L’11 settembre si apre la sessione autunnale del Consiglio degli Stati durante la quale si dibatterà l’unica mozione riguardante la Posta (17.3356 “pianificazione strategica della rete di uffici postali”). Le discussioni sulle altre mozioni e iniziative, compresa quella del Canton Ticino, volte a frenare la chiusura degli uffici postali, sono state invece inaspettatamente posticipate. Il Consiglio Federale ha infatti furbamente creato un gruppo di lavoro, senza includere i rappresentanti dei lavoratori e il personale, allo scopo di esaminare come ristrutturare la rete postale. Il dibattito sul futuro della rete postale riprenderà a metà 2018, quando saranno disponibili i risultati del gruppo di lavoro. Nel frattempo però le chiusure degli uffici postali potranno continuare indisturbate. E’ evidente che si tratta di una strategia del Consiglio Federale per permettere alla Posta di rendere irreversibile il processo in atto di chiusura degli uffici postali senza vincoli da parte della politica.

syndicom chiede a tutte le associazioni che fanno parte del gruppo di lavoro, tra cui Unione delle città svizzere, Associazione dei Comuni, Gruppo svizzero delle montagne, di non avviare alcuna discussione con il Consiglio Federale fino a quando il progetto di chiusura degli uffici postali non sia sospeso. Solo a questa condizione le discussioni del gruppo di lavoro potranno essere utili, in caso contrario serviranno solo a facilitare il processo di smantellamento messo in atto dalla Posta.

Nel caso in cui l’unica mozione in discussione al Consiglio degli Stati dovesse essere approvata, la Posta dovrà comunque fare un passo indietro.

In attesa il Consiglio degli Stati si pronunci, syndicom Ticino visita i 48 uffici postali che la Posta intende chiudere entro il 2020 per stare a fianco dei lavoratori della Posta e per sensibilizzare la popolazione e le autorità comunali.

A partire dal primo settembre, syndicom sarà presente davanti agli uffici postali del Cantone (vedi lista allegata) per incontrare i lavoratori, la popolazione e i rappresentanti politici locali. Molti Municipi ticinesi hanno infatti risposto alla lettera inviata da syndicom che chiedeva di incontrare un rappresentante del comune durante queste visite. Un segnale positivo che dimostra l’attaccamento nei confronti dell’ufficio postale. Durante le visite verrà distribuito materiale informativo per sensibilizzare i cittadini su quanto possono ancora fare per opporsi alla chiusura dell’ufficio postale. Il sindacato ricorda che la politica nasce dal basso, dai cittadini: la loro opinione conta, il servizio pubblico ha bisogno del loro aiuto, della pressione che la gente e i politici locali possono esercitare sulle camere federali. Per questo, syndicom invita la popolazione a solidarizzare con i lavoratori degli uffici postali minacciati dalle chiusure e chiama i rappresentanti politici locali a presenziare per usare la loro credibilità e la loro forza di persuasione e far sentire così la loro voce fino a Berna.

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Pazienta per un poco: le calunnie non vivono a lungo.
La verità è figlia del tempo: tra non molto essa apparirà per vendicare i tuoi torti.

Immanuel Kant

 
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