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Politica
lunedì 4 settembre 2017.
NO ALLA SVENDITA DELL’AGRICOLTURA SVIZZERA AL MERCATO ATLANTICO
Comunicato stampa - Partito Comunista

Il controprogetto all’iniziativa dell’Unione Svizzera dei Contadini (USC) ha disatteso le iniziali interessanti proposte. Come l’USC anche il Partito Comunista ritiene che l’agricoltore abbia un ruolo fondamentale per la nostra società: prima di tutto per la produzione di cibo e poi per la gestione del territorio.

Se l’USC voleva ribadire la sicurezza dell’approvvigionamento di derrate alimentari e l’importanza dell’agricoltura svizzera, non c’è riuscito questo controprogetto, che, sì difende le terre coltive, ma rincara la pressione sull’agricoltore che deve essere sempre più imprenditore ed aprirsi ad un mercato europeo che non vuole la qualità svizzera ma chiede solo un ribasso dei prezzi.

Altre due iniziative sono ben più rassicuranti: l’iniziativa "Per alimenti equi" prevede di importare nel nostro Paese solo i prodotti alimentari che soddisfino gli standard della produzione indigena. L’iniziativa "Per la sovranità alimentare" comprende le esigenze dei consumatori ad un’alimentazione sana e accessibile e il diritto dei produttori ad essere pagati onestamente per il proprio lavoro.

Per questi motivi, il prossimo 24 settembre, il Partito comunista invita a votare NO al Decreto federale sulla sicurezza alimentare (controprogetto dell’iniziativa "Per la sicurezza alimentare"), il quale non rappresenta alcun passo avanti rispetto alla situazione odierna, ma al contrario risulta almeno parzialmente in contraddizione con le future inziative "Per alimenti equi" e "Per la sovranità alimentare”, che il Partito Comunista sosterrà invece con convinzione!

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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