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Politica
sabato 14 ottobre 2017.
Revisione legge polizia in consultazione

(ats) Un rafforzamento della sorveglianza degli spazi pubblici e l’introduzione di una procedura d’autorizzazione per l’avvio di procedimenti penali contro agenti di polizia. Sono due le misure più significative previste nell’ambito della revisione parziale della legge sulla polizia del Cantone dei Grigioni, in consultazione da oggi.

L’entrata in vigore della nuova legge, la cui procedura di consultazione durerà fino al 5 gennaio, è prevista dal 2019. Tra i punti chiave figurano due incarichi parlamentari che il governo si era già dimostrato pronto ad accogliere e a cui ora si dà attuazione nella revisione.

Sorveglianza spazi pubblici

Il primo incarico prevede la creazione di una base legale riguardo la sorveglianza degli spazi pubblici, che dovrebbe essere ottimizzata in caso di necessità e consentire la conservazione dei dati registrati per un determinato periodo, affinché siano disponibili allo scopo di chiarire reati o di identificarne gli autori. Tuttavia, "secondo il parere giuridico unanime, la videosorveglianza rappresenta una grave ingerenza nella sfera privata", spiega la nota del governo, e la legge cantonale sulla polizia ammette le riprese video nella misura in cui sussista il pericolo concreto che vengano commessi reati.

Con la revisione viene ora creata o riformulata la base legale necessaria affinché il Cantone e i Comuni, ove lo ritengano necessario, possano procedere alla sorveglianza degli spazi pubblici in maniera differenziata e adeguata alla situazione. Fondamentale è specificare i limiti e fornire una definizione chiara a livello legislativo riguardo a chi, dove, come e a quali condizioni può sorvegliare lo spazio pubblico.

Procedimenti penali contro agenti polizia

Altro punto chiave della revisione della legge è l’introduzione di una procedura d’autorizzazione per l’avvio di procedimenti penali contro agenti di polizia imputati per crimini o delitti commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Tale procedura per le autorità amministrative e giudiziarie è consentita dal diritto processuale penale svizzero, spiega la nota, al fine di tutelare autorità amministrative e giudiziarie dal perseguimento penale ingiustificato o inopportuno, garantendo lo svolgimento delle attività e il funzionamento dello Stato. L’autorizzazione viene decisa da un organo apposito.

Secondo il governo, però, la procedura va configurata piuttosto in modo tale che possano essere tutelati non solo gli agenti di polizia, ma "tutti gli impiegati statali del Cantone, in particolare coloro che nel quadro della loro attività di servizio devono imporre in particolare misure coercitive".

Le varianti prese in considerazione nella revisione sono tre: quella che non prevede alcuna procedura d’autorizzazione è la preferita dall’esecutivo grigionese, che considera il sistema attuale sufficiente a tutelare le autorità esecutive e giudiziarie e che ritiene che "una procedura d’autorizzazione tendenzialmente allunga e non accorcia i procedimenti". La seconda variante prevede la procedura per agenti della polizia cantonale e comunale e la terza per tutti gli impiegati statali del Cantone.

Altri punti della revisione delle legge cantonale sulla polizia riguardano il settore della protezione dei dati, le misure preventive di polizia sotto copertura e l’obbligo di notifica nel caso di allontanamenti quali conseguenza di violenze domestiche nonché di chiarimenti nel quadro della procedura cantonale di multa disciplinare.

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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