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Regionale
giovedì 19 ottobre 2017.
Grono e Cultura – Un binomio vincente
Sala multiuso al completo per la conferenza di Dacia Maraini

Circa quattrocento persone hanno potuto assistere alla conferenza di Dacia Maraini, famosa scrittrice italiana, venuta appositamente da Roma su invito della Biblioteca Comunale. La professoressa Tania Giudicetti Lovaldi che, tra l’altro, aveva avuto già modo di conoscere la famosa autrice ha condotto la serata!




Samuele Censi sindaco di Grono

Il sindaco di Grono, Samuele Censi, nel suo messaggio di benvenuto, ha sottolineato con giusto orgoglio il ruolo del suo comune nell’ambito culturale del Moesano e della Svizzera Italiana in generale ed ha lodato l’impegno e la professionalità degli organizzatori: Biblioteca Comunale e Libreria Russomanno che, in tutti questi anni, hanno fatto di Grono un centro culturale conosciuto ed apprezzato!





La bibliotecaria Bea Giudicetti Tognola

L’impegno condiviso, a partire dalla squadra comunale fino ad arrivare alle autorità comunali, ha reso possibile l’organizzazione di una serata indimenticabile che resterà a lungo nella memoria di chi ha avuto la possibilità di partecipare.



Tania Giudicetti Lovaldi con Dacia Maraini

La serata, moderata dalla signora Tania Giudicetti Lovaldi, è stata seguita con attenzione dal folto pubblico presente in sala e che l’autrice ha saputo coinvolgere e trasportare quasi fisicamente nelle sue narrazioni.
Complimenti agli organizzatori per l’impegno e la passione con cui portano avanti i loro progetti culturali e alle autorità comunali che hanno capito e appoggiato con convinzione tali progetti.



La libraia Francesca Russomanno

La cultura è la linfa vitale delle società e da sempre è il volano dell’economia ma nei momenti bui è anche l’approdo sicuro per gli animi eletti.

Alcuni momenti:



Dacia Maraini in libreria



... e nelle scuole



Il gruppo degli organizzatori con il sindaco e la scrittrice
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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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