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Comunicati
giovedì 19 ottobre 2017.
Moesano: questione "società bucalettere" in Parlamento

(ats) La discussione sulla crescita delle cosiddette "società bucalettere" nel Moesano (GR) è approdata ieri al Parlamento retico, dove in chiusura della sessione di ottobre si è discussa l’interpellanza di Hans Peter Wellig (PLD) sull’argomento. Il Governo ha ribadito che prende sul serio la situazione e ne segue l’evoluzione. Procura e polizia sono già attive sul fronte dei controlli.

I vari rappresentanti delle Valli in Parlamento, però, si sono detti insoddisfatti dell’attenzione data dalle autorità alla situazione e hanno ribadito la richiesta di maggiori e più severi controlli contro questo fenomeno in espansione, manifestando i loro timori di possibili legami con la malavita che si potrebbero nascondere dietro tali società. A queste, tra le altre cose, è collegata la richiesta e l’ottenimento, tramite allestimento di contratti di lavoro "artificiosi", di permessi di residenza di tipo B.

Tutto questo influisce negativamente sull’economia regionale e sull’immagine della regione stessa. Su questa base il granconsigliere supplente Hans Peter Wellig (PLD, circolo Mesocco) aveva presentato a giugno l’interpellanza, co-firmata da altri 39 parlamentari di vari partiti, chiedendo, in sostanza, controlli più severi.

Nella discussione di ieri, Cristiano Pedrini (PBD, Roveredo) ha fatto notare come da quando il Canton Ticino ha inasprito la normativa in materia, le società abbiano cominciato a spostarsi nel Moesano. Il granconsigliere, che chiede misure più rigide, ha sottolineato lo scarso interesse delle autorità per la sua regione e ribadito che non mollerà la presa su questo fronte. Rodolfo Fasani (PPD, circolo Mesocco) ha detto che naturalmente ci sono anche aziende che operano nella legalità, ma ha chiesto urgentemente l’aiuto del Cantone per arginare le altre.

La problematica non è nuova: già nel 2003 la granconsigliera Nicoletta Noi-Togni (senza partito), attualmente anche sindaco di San Vittore, aveva presentato un’interpellanza in cui chiedeva di ripristinare una base giuridica per il controllo sugli istituti fiduciari nel cantone. Ancora oggi la sindaca rimarca la mancanza di una tale legge che, sottolinea l’interpellanza di Wellig, provoca una crescita selvaggia di società nei più svariati settori che sovente operano in ambiti non del tutto chiari, allettate dal fatto che nei Grigioni non vigono normative rigide in merito come nel vicino Ticino.

La risposta del Governo

Jon Domenic Parolini (PBD), direttore del Dipartimento cantonale dell’economia pubblica e socialità ha ribadito quanto già formulato nella risposta scritta: il Governo prende sul serio la situazione riguardo alle società "bucalettere" e ai permessi B nella regione Moesa e segue con attenzione la sua evoluzione. Delle 160 aziende contattate per controlli, 45 sono state già verificate e a 19 di esse, risultate non impiegare alcun dipendente, è stata disconosciuta la qualità di datore di lavoro. I controlli proseguiranno, ha concluso Parolini. Il capo del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità del Cantone, Christian Rathgeb, ha aggiunto che, in caso di situazioni sospette, "polizia e procura si sono già attivate".

Riguardo alla richiesta dell’introduzione di una legge sui fiduciari, come quella che già esisteva fino al 1985, in considerazione delle numerose leggi in materia a livello federale e del fatto che una legge cantonale sarebbe valida per l’intero territorio cantonale (non solo per il Moesano), il Governo scriveva nella risposta che "una legge cantonale appare sproporzionata e inopportuna" e che "non ravvisa la necessità di creare una disciplina cantonale corrispondente". Attualmente, precisava la risposta, il Parlamento federale sta discutendo delle nuove leggi sui servizi finanziari e sugli istituti finanziari. La seconda, in particolare, uniforma le regole di autorizzazione per fornitori di servizi finanziari.

Riguardo alla possibilità di introdurre la richiesta dell’estratto dal casellario giudiziale per richiedenti di permessi B, come fa il Cantone Ticino, il governo ha replicato che, conformemente alla legislazione in vigore e all’accordo sulla libera circolazione delle persone, sotto il profilo giuridico ciò non è ammissibile.

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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