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Lettere dei lettori
venerdì 20 ottobre 2017.
Roveredo/GR Repubblica delle Banane?
di Giovanni Gobbi

Lo scorso 19 ottobre, il Municipio ha inviato a tutti i fuochi un comunicato in merito al sollecito di risposta alla petizione “Un Cher per Roré”.
Premetto, come già comunicato più volte, che non faccio parte del movimento di opposizione “Un Cher per Rorè”, pur condividendone forma e contenuto.
Aggiungo che non è mia intenzione assumere la difesa dei Petizionisti, in quanto, come bene hanno dimostrato fino ad ora, questo esercizio lo sanno fare da soli. Intervengo perché sono esasperato dagli atteggiamenti dell’esecutivo e del legislativo e pure per un motivo di giustizia. Tengo, però, a rendere pubbliche alcune mie personali considerazioni nel merito del sopra citato comunicato, in quanto, sono certo, di fare un buon servizio alla popolazione di Roveredo che si merita, di fronte all’importanza storica dell’oggetto in discussione, la massima trasparenza e la migliore informazione possibile. Con questo comunicato l’esecutivo dimostra per l’ennesima volta: poca chiarezza, fa dichiarazioni ambigue, non veritiere e sperpera del denaro pubblico. Tentando maldestramente di alterare i fatti reali, manifesta anche un importante e preoccupante stato confusionale. Cerca, infatti, di motivare il "ritardo" della presa di posizione del Consiglio comunale, facendo ricorso a frottole che hanno dell’incredibile pur sapendo, di fatto, che il regolamento comunale prevede soltanto dieci giorni per convocare una seduta del legislativo. Denota anche una grave mancanza di conoscenze politiche: prima di un qualsiasi incontro tra le parti (di qualsiasi natura esso sia), è sempre necessario che il consesso chiamato a rispondere abbia, al suo interno prima e pubblicamente poi, raggiunto una decisione politica.
In questo caso specifico i Petizionisti hanno inoltrato ai due gremii (Municipio e Consiglio comunale) delle richieste puntuali, senza finora aver ricevuto alcuna risposta. Ecco perché hanno voluto rinviare l’incontro programmato dal Municipio e non annullarlo come invece si è voluto lasciare intendere. In questo preciso frangente l’esecutivo dimostra anche di non comprendere la differenza tra una decisione politica e una tecnica, oppure finge solamente di non saperlo. Senza queste due decisioni politiche (esecutivo e legislativo) non ha nessun senso organizzare un incontro tra le parti, poiché sarebbe prematuro entrare in eventuali dettagli tecnici prima di conoscere se è condivisa l’idea di sospendere le trattative e aprire un conseguente e necessario dibattito pubblico. Soltanto dopo le imprescindibili decisioni del Municipio e del Consiglio comunale e conseguentemente a quest’ultime, i Petizionisti potrebbero, attraverso loro rappresentanti scelti autonomamente, partecipare a una tavola rotonda, supportati magari anche da consulenti esterni con competenze tecniche specifiche. So anche con certezza che la Commissione di gestione non è mai stata interpellata riguardo alla petizione, quindi non ha neppure potuto raggiungere alcuna decisione nel merito o esprimere pareri, contrariamente a quanto citato nel comunicato. I tre primi firmatari della petizione, invitati all’incontro con il Municipio e due rappresentanti tecnici (legale e pianificatore), non hanno assolutamente rifiutato la “cortesia” di un incontro, come si vuole fare intendere, ma hanno chiesto di rimandarlo a dopo una chiara e pubblica presa di posizione del legislativo e dell’esecutivo sulle domande formulate dalla petizione, in data che sarà da convenire. Il Municipio ben sapendo di aver già deciso di non entrare nel merito della petizione come anche di non aver intenzione di diramare un comunicato di risposta e, non da ultimo, dopo essersi rifiutato di fornire spiegazioni riguardo al previsto incontro al portavoce della petizione popolare (telefonata di richiesta di spiegazioni da Gionata Pieracci alla Segretaria comunale) si affanna ora a spiegare, ma con grave ritardo, lo scopo dell’incontro, tentando come già detto, ancora una volta maldestramente, di fare intendere che sia il comportamento dei Petizionisti a compromettere una possibilità di dialogo. Il Municipio prima di impartire lezioni morali e di comportamento ai Petizionisti, dovrebbe compiere un esame di coscienza e rispolverare le innumerevoli contestazioni riguardanti il suo modo di gestire l’informazione, il dialogo e altro con i suoi cittadini.
In conclusione l’esecutivo arriva addirittura a minacciare i Petizionisti, promettendo di compiere un botta e risposta mediatico e prevedendo già un fallimento di eventuali soluzioni di compromesso. A mio avviso questa del Municipio, non è informazione, bensì disinformazione che ha come unico scopo di mascherare le pecche e le debolezze di un’Istituzione che si trova ormai a pochi passi “dalla canna del gas”.
Dopo queste mie considerazioni cedo la parola a Woody Allen che in puri termini canzonatori, simile ai toni conclusivi del comunicato dell’esecutivo, attribuirebbe molto probabilmente al comune di Roveredo il poco ambito titolo di “Repubblica delle Banane”.

Gobbi Giova

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