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Lettere dei lettori
lunedì 6 novembre 2017.
Questo essere umano ...
di Nicoletta Noi-Togni

Questo essere umano, “gettato nel mondo” (Martin Heidegger 1889-1976), non sa chi è, non sa dove va. Gli è stata data la ratio, che non usa sempre, gli è stato dato il sentimento che di solito reprime. Le cellule del suo corpo, concordate, sono un capolavoro della natura; un miracolo che rispetta oppure no. Questo essere umano tende al buono, vuole il bello, non sempre segue il buono e raggiunge il bello. Sembra poter decidere della sua vita, ma in fondo non lo può. Crede di essere libero, ma non lo sarà mai del tutto. Va nel mondo sospinto dall’onda del suo destino. Vive, ama, gioisce, lotta, soffre, è felice, si dispera. Oppure è indifferente e si rassegna. Finché non resta che un pugno di cenere. Tutta la bellezza, la meraviglia, la passione, tutto il vivere, in un pugno, in una mano.
A questo essere umano è stato dato molto o poco, ha potuto decidere cose importanti per se e per gli altri oppure non le ha potute decidere; gli è stata data la possibilità di scegliere tra il bene e il male della quale non sempre ha fatto uso. Il suo potere sulla terra è sempre stato soggetto al limite. Ma c’è un potere che gli è stato dato, che ha dovuto guadagnarsi attraversando la vita: quello di farsi amare, di farsi ricordare. È questo il vero, forse l’unico potere dell’essere umano.
Questo essere umano che amiamo e ricordiamo in un pugno di cenere.

NNT

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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