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Regionale
giovedì 9 novembre 2017.
Risposta del Municipio e del Consiglio comunale del Comune di Roveredo all’invito alla serata pubblica del 17 novembre prossimo, organizzata dal Movimento “Un cher per Rorè”, sul tema della ricucitura del paese

Gentile Signora, Egregi Signori
Negli scorsi giorni avete invitato le autorità comunali e i consulenti esterni per il progetto di ricucitura, a partecipare attivamente, prima come relatori, poi come ospiti, ad un dibattito pubblico voluto e organizzato dal vostro movimento, il prossimo 17 novembre.
Con la presente il Municipio e il Consiglio comunale di Roveredo, unanimi, comunicano che nessun loro rappresentante parteciperà in forma ufficiale a questa serata pubblica, organizzata come detto dal movimento “Un Cher per Rorè”. Allo stesso modo i consulenti esterni per il progetto di ricucitura.
Come già affermato nella sua risposta alla petizione, pubblicata lo scorso 3 novembre, e consapevole della portata epocale della ricucitura per la nostra comunità, il Municipio, con il pieno sostegno del Consiglio comunale, intende portare avanti con serietà e trasparenza il progetto Roveredo VIVA, secondo il processo condiviso e approvato dalla popolazione negli scorsi mesi, che prevede quale prossimo passo la firma dell’accordo di collaborazione e cooperazione con Alfred Müller SA.
Frutto di quasi 20 anni di discussioni e accordi tra gli enti federali, cantonali e comunali competenti che si sono succeduti nel tempo, tale progetto rappresenta infatti una strada concreta, realistica ed equilibrata, per dare a Roveredo il centro vivo e vivibile che attende da 50 anni.
Le tappe successive prevedranno a più riprese momenti informativi in cui tutti i cittadini potranno conoscere ancor meglio il progetto e avanzare le proprie osservazioni, secondo le modalità prescritte dalla legge, prima che lo stesso assuma la propria forma definitiva.
Per tale ragione non riteniamo sia responsabile da parte del Municipio e del Consiglio comunale, alimentare un dibattito parallelo e non istituzionale che, tralasciando le decisioni prese dai cittadini e dai loro rappresentanti in questi due decenni, rischia di lasciare la nostra cittadina divisa dal “vuoto” attuale, senza prospettive realistiche per i prossimi 20-30 anni.

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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