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giovedì 16 novembre 2017.
Nessun rischio per la salute dovuto a batteri resistenti agli antibiotici beta-lattamici nei cibi precotti (provenienti da stabilimenti di ristorazione)

L’Associazione dei chimici cantonali svizzeri ha analizzato più di 800 cibi precotti provenienti da stabilimenti di ristorazione ubicati in 12 cantoni tedeschi e in Ticino, ricercando la presenza di batteri resistenti agli antibiotici beta-lattamici (p.es. aminopenicillina, cefalosporina e carbapeneme), in particolare batteri della famiglia delle Enterobatteriacee produttori di beta-lattamasi ad ampio spettro (ESBL). Batteri ESBL (peraltro di specie non patogena per l’uomo) non hanno potuto essere rilevati che in due soli campioni. Il contributo dei cibi precotti alla diffusione di batteri ESBL è quindi molto basso.

La qualità microbiologica dei campioni testati è risultata essere in linea con quanto trovato abitualmente da parte del controllo alimentare svizzero. Un campione su 5 (=20%) ha mostrato cariche batteriche superiori ai valori di legge per gli organismi mesofili aerobici e 1 campione su 4 (=25%) mostrato cariche batteriche superiori ai valori indicativi per le Enterobacteriaceae. Nel 2,4% e nel 1,3% dei campioni è stato superato il valore indicativo per Bacillus cereus rispettivamente per gli stafilococchi a coagulasi positiva. I campioni sono stati contestati e delle misure sono state adottate nei confronti dei responsabili dello stabilimento.

Lo studio dei chimici cantonali non ha mostrato alcuna correlazione tra un superamento del valore di legge e la presenza di una resistenza agli antibiotici. Infatti, solo lo 0,2% degli alimenti precotti provenienti da stabilimenti di ristorazione svizzeri conteneva enterobatteri produttori di beta-lattamasi ad ampio spettro (ESBL), ciò che rappresenta un’esposizione fortunatamente debole. In particolare, non è stato trovato alcun enterobatterio produttore di beta-lattamasi ad ampio spettro (ESBL) patogeno per l’uomo.

Gli enzimi batterici β-lactamasi a spettro esteso (ESBL) e le carbapenemasi rendono inefficace un ampio spettro di antibiotici β-lattamici. I batteri capaci di produrre questi enzimi sono quindi resistenti agli antibiotici del gruppo delle aminopenicilline, cefalosporine o carbapenemi. I produttori di ESBL e carbapenemasi sono anche spesso resistenti ad antibiotici appartenenti ad altre classi.

In Ticino, in totale sono stati analizzati 41 campioni di derrate alimentari trattate termicamente (pronte al consumo o da riscaldare), provenienti dal settore della ristorazione collettiva. In nessun campione sono state trovate Enterobatteriacee produttrici di beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL) o di carbapenemasi. Dodici campioni (29%) sono tuttavia risultati non conformi all’ORI (12 per Enterobatteriacee, 7 per Germi aerobi mesofili, 2 per Bacillus cereus e 1 per Stafilococchi a coagulasi positiva. I risultati indicano pratiche igieniche non sempre ottimali, in particolare nell’ambito della conservazione (troppo lunga e a temperature non corrette), del raffreddamento (a temperatura ambiente o/e non abbastanza rapida) così come delle operazioni di sanificazione.

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“Io dico che bisogna stare attenti a non confondere la politica con la giustizia penale. In questo modo, l’Italia, pretesa culla del diritto, rischia di diventarne la tomba.”
GIOVANNI FALCONE

 
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