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Fuori regione
lunedì 11 dicembre 2017.
Redazione ats lotta contro imminenti tagli al personale

Alla fine ottobre è stato reso noto il progetto di fusione tra l’Agenzia Telegrafica svizzera (ats) e Keystone. Ora stanno prendendo forma i piani del consiglio di amministrazione e della direzione. È previsto che l’agenzia di stampa nazionale, in larga misura indipendente e non soggetta alle pressioni del profitto, venga trasformata in una gallina dalle uova d’oro che dovrà generare rendimenti annuali. Riuniti, giornaliste e giornalisti ats si difendono energicamente contro questo progetto e a questo fine hanno anche approvato una risoluzione comune.

La Commissione della concorrenza (COMCO) darà probabilmente il suo benestare alla fusione tra ats e Keystone durante la primavera 2018. Con ciò verrà dato il via ad un processo che indicherà la strada alla qualità dell’informazione in Svizzera. I segnali che arrivano dal consiglio di amministrazione designato e dalla direzione sono allarmanti e dovrebbero destare preoccupazione a livello politico e nella popolazione.

Rendimento anziché servizio La nuova azienda Keystone-ats perseguirà obiettivi di profitto e a medio termine distribuirà dei dividendi agli azionisti. Questo è un cambio di paradigma. Finora infatti l’ats prestava un servizio per i suoi proprietari, ovvero per le case mediatiche svizzere. Non doveva generare un profitto, ma fornire informazioni qualitativamente alte da tutte le regioni del paese al prezzo di costo. Tutto questo adesso è minacciato.

Pressione sui prezzi da parte dei clienti
Ma non finisce qui: infatti l’ats da sempre si trova nella difficile situazione dove i suoi più grandi clienti sono al contempo i maggiori azionisti. Ora però questi clienti, che già approfittano della fusione in quanto azionisti, premono anche sui prezzi per le prestazioni dell’agenzia di stampa. E siccome le trattative si sono prolungate, il consiglio di amministrazione della ats potrà approvare il bilancio per l’anno 2018 soltanto questo mercoledì. La redazione teme che le entrate caleranno ancora.

PR invece che giornalismo
L’associazione professionale impressum e il sindacato dei media syndicom temono che, a causa di quest’aspettativa di guadagno e pressione sui prezzi nella nuova entità aziendale, si confonderanno public relations e giornalismo. Sia la ats (news aktuell) che Keystone (PPR Media) già oggi producono contenuti commerciali. La redazione ats teme per l’indipendenza giornalistica dopo la fusione e chiede che nella futura azienda il giornalismo e le PR vengano chiaramente separati, anche proprio a livello di personale. Perché davanti a queste aspettative di rendimento e contemporaneo dumping incombe uno smantellamento degli impieghi. Sembrano essere a rischio sia singoli reparti dell’ats che la formazione dei giovani giornalisti e delle giovani giornaliste.

Approvata risoluzione a grande maggioranza
In occasione di diverse riunioni aziendali i giornalisti ats sono arrivati ad approvare una risoluzione con un unico voto contrario. In essa i giornalisti avanzano chiare richieste alla direzione e al consiglio d‘amministrazione.

Nessuna confusione tra PR e giornalismo
Niente offerte gratuite come video o sconti nascosti
Struttura trasparente dei costi
Rappresentanza redazionale all’interno del comitato direttore
Posti di formazione per stagisti anche in futuro

Il personale si aspetta dalla direzione una discussione trasparente che dovrà avvenire prima di approvare una nuova strategia. syndicom e impressum sostengono queste rivendicazioni dell’organico.

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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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