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Regionale
venerdì 15 dicembre 2017.
Toponomastica di San Vittore e Monticello
di Lino Succetti


Da sin. : l’autore del libro Luciano Biondini, Marco Marcacci , autore della prefazione e Nicoletta Noi-Togni, sindaca di San Vittore, che assieme alla municipale e operatrice culturale PGI Aixa Andreetta ha fatto gli onori di casa.

Note di vita locale riferite alle istituzioni politiche a partire dal Comun Grande, religiose e alla popolazione (demografia, famiglie, personalità, usi, costumi, tradizioni, alimentazione, salute, modi di dire) e toponimi di San Vittore e Monticello. E sono tanti, circa 1100 i toponimi (nomi propri di luogo) contenuti nell’impegnativo lavoro di ricerca curato da Luciano Biondini. Il volume, di oltre 370 pagine, è stato presentato mercoledì scorso in una serata pubblica che ha richiamato molta gente nella palestra di San Vittore. Un lavoro molto importante quello di Biondini, anche perché nel corso degli ultimi decenni la memoria storica dei luoghi si è affievolita in gran parte a causa della cessata fruizione dei luoghi stessi, che erano legati essenzialmente all’agricoltura. Il volume approfondisce le motivazioni alla base dell’attribuzione dei toponimi ai luoghi, toponimi ricavati da notizie sul campo, dallo studio di fonti scritte e cartografiche e dall’aiuto di alcuni preziosi collaboratori e informatori nel ricordare le peculiarità del territorio. Il libro è corredato da numerose notizie trascritte da documenti vari e da cartine e fotografie d’epoca e attuali che consentono di visualizzare i diversi luoghi. Toponimi riferiti ad aspetti caratteristici della morfologia del fondovalle e montana del vasto territorio sanvittorese, che ci ricordano come chi ci ha preceduto nei decenni e nei secoli passati vedeva e descriveva l’ambiente che lo circondava. Sostantivi, spesso affiancati da aggettivi, che appaiono perfettamente appropriati e certamente frutto di un’attenta e intelligente osservazione.



"La Cuna" luogo che assume la forma di una culla, percorsa dal sentiero che da Montoi porta in Laura. (Foto Lino Succetti, 2017)

Ecco alcuni esempi, lasciando poi al lettore la possibilità di scoprire tutti gli altri sfogliando il volume: "La Cuna" luogo che assume la forma di una culla lungo il sentiero che da Montoi porta in Laura, "El Sass (la roccia) di cherp (dalle larghe fenditure longitudinali) sono alcuni esempi d’interpretazione della morfologia ambientale, come "Arboi" (piante di castagno da frutta), "Al Cornaa" sito con piante di corniolo, "Ai Alnisc" (Agli ontani verdi) lo sono per quanto riguarda le caratteristiche vegetazionali. Anche la fauna selvatica, contribuì ad ispirare l’uomo nella continuazione del suo grande album toponomastico: "El Speluch del luf" e "Val de l’ors"Val furmighera". Troviamo anche toponimi come "Mont di Stevenon", "Tècc di Marca", "Cà/Vigna di Stivinin", "Mulin di Frizz", rievocano antiche famiglie sanvittoresi immortalate da quelle località che, pur cambiando proprietario, ne hanno conservato il nome.



Sguardo su San Vittore da “El sentée de la Cumuna”, territorio di Roveredo, poco prima dell’attraversamento della “Val de Trii”. Sentiero che, come annota Biondini nel volume appena pubblicato, partendo dalla Cumuna (terzo tornante della carrozzabile di Roveredo), raggiunge Nadro. Il sentiero venne realizzato nella seconda metà del secolo scorso dai boscaioli impegnati nel taglio dei boschi cedui nella zona ed è stato ristrutturato negli scorsi anni proprio da Luciano Biondini. (Foto Lino Succetti, 2016)

Dall’ insieme di toponimi, affiorano l’aspetto fisico del territorio e di chi lo vive e lo percorre, tutto ciò che si collega alla sua esistenza, dalla lavorazione delle terre, nel fondovalle, sui monti e sugli alpeggi e sfiorando un po’ tutti le componenti della vita comunitaria. Si potrebbero citare altri esempi ancora, ma ve li lasciamo scoprire sfogliando il libro di Biondini, per vedere l’importanza che viene ad assumere la toponomastica per ripercorrere la storia della nostra terra.
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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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