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giovedì 4 gennaio 2018.
L’animale dell’anno 2018 è l’ermellino

L’ermellino (Mustela erminea) è uno dei predatori più piccoli della Svizzera che diventa una facile preda se nel suo territorio non trova un numero sufficiente di rifugi. Eleggendo questo mustelide animale dell’anno 2018, Pro Natura lancia un appello a favore di paesaggi rurali ben diversificati, meno ordinati e ricchi di piccole strutture. Cataste di legna, mucchi di pietre, piccoli ruscelli o siepi sono infatti imprescindibili per l’esistenza dell’ermellino e di numerose specie animali indigene.

L’ermellino è un mustelide indigeno della Svizzera (cfr. riquadro) che per sopravvivere ha bisogno di paesaggi variegati. Per i suoi spostamenti, questo agile predatore necessita infatti di corridoi costellati di strutture in cui nascondersi dai nemici, come la volpe, i rapaci, la cicogna o l’airone cenerino. L’ermellino si trova pertanto solo dove siepi, ruscelli, cataste di legna e mucchi di pietre possono offrirgli un riparo. Eleggendolo animale dell’anno 2018, Pro Natura mette in guardia dall’imporre un ordine eccessivo ai paesaggi e lancia un appello a favore di corridoi faunistici indisturbati, indispensabili per la sopravvivenza di tutti gli animali selvatici, anche di quelli di taglia minuta. Per numerose specie animali, le piccole strutture disseminate nel territorio sono preziosi rifugi in cui trovare riparo, mangiare e costruire un nido.

Esile e scattante
Slanciato, dal peso di circa 300 grammi e lungo una trentina di centimetri, l’ermellino si intrufola agilmente nelle gallerie scavate dai piccoli roditori e nei mucchi di legna o sterpaglie. Essere snelli, agili e scattanti ha il suo prezzo. Per disporre dell’energia necessaria a mantenersi caldo e in forma, l’ermellino deve mangiare ogni giorno l’equivalente della metà del suo peso.

Un valido aiuto
In Svizzera, la preda preferita dell’ermellino è l’arvicola terrestre, un paffuto topolino che vive e scava cunicoli sotto i prati costellandoli di mucchietti di terra. Per gli agricoltori l’ermellino, che si nutre in media di un roditore al giorno, è un prezioso alleato. Se il suo cibo preferito scarseggia, l’animale dell’anno 2018 non disdegna altre specie di roditori, uccelli e insetti o persino qualche spuntino vegetariano.

L’importanza di un territorio ben connesso
L’esistenza di corridoi ricchi di rifugi non è importante soltanto per le sue battute di caccia. Il numero di ermellini fluttua molto in funzione dell’offerta di cibo. Quando i roditori scarseggiano, l’ermellino può persino estinguersi localmente. Soltanto se esistono vie di collegamento con siepi, muri in pietra, torrenti o fasce inerbite gli individui delle popolazioni sopravvissute riescono a tornare nei luoghi in cui erano presenti in precedenza.

L’ermellino

L’ermellino fa parte della famiglia dei mustelidi ed è una specie indigena della Svizzera, proprio come i suoi parenti donnola, martora, faina e puzzola. Lungo tra i 20 e i 30 centimetri e con una coda che raggiunge i 10-13 centimetri, l’ermellino è uno dei predatori più piccoli del mondo. Il maschio arriva a pesare al massimo 350 grammi, la femmina non supera i 235 grammi.

In Svizzera, fuori dagli insediamenti e dai boschi l’animale dell’anno 2018 è presente quasi ovunque dai fondovalle fino ai 3000 metri di quota. In Ticino, attualmente lo si trova solo in altitudine. L’ermellino è un animale solitario, soltanto le famiglie matriarcali restano insieme per un periodo prolungato. Nel nostro Paese, il territorio di un individuo può raggiungere i 40 ettari e viene strenuamente difeso dagli invasori dello stesso sesso.

In estate, la livrea dell’ermellino è marrone sul dorso e bianca sul ventre, con zampe anteriori bianche e l’estremità della coda nera. In autunno avviene una muta e l’intera pelliccia diventa candida, eccezion fatta per la coda, la cui punta resta sempre nera. Osservare questo dettaglio è un sistema infallibile per distinguere l’ermellino dalla donnola, la cui coda è interamente marrone.

In Svizzera l’ermellino non è considerato minacciato, ma gli esperti stimano che il suo numero sia considerevolmente regredito, soprattutto nelle regioni di pianura. Il suo habitat tipico, il paesaggio rurale aperto, si è fatto sempre più monotono e ordinato negli ultimi decenni, e sono aumentati gli ostacoli come le strade, le linee ferroviarie e gli insediamenti, tutti fattori che localmente possono provocare la scomparsa di questo abile cacciatore di topi.

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“Non inorgoglitevi per i pochi grandi uomini che nel corso dei secoli sono nati nella vostra terra; il merito non è vostro.
Pensate piuttosto al modo in cui li avete trattati durante la loro vita e come avete seguito i loro insegnamenti.”

Albert Einstein

 
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