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Cultura
martedì 9 gennaio 2018.
2018 - PROGRESSI? ZERO
di Teresio Bianchessi
2018 - PROGRESSI? ZERO

di
Teresio Bianchessi
www.teresiobianchessi.it
blog: teresiobianchessi.wordpress.com



Vien voglia, ad ogni inizio d’anno, di fare un consuntivo e raffrontarlo con l’anno che lo ha preceduto.
Si prova allora a riepilogare e analizzare gli eventi positivi e negativi della propria vita, ma anche a valutare ciò che ci è accaduto intorno e, in questi tempi di globalizzazione, “l’intorno” non può che essere il mondo intero.
Nell’elenco ecco allora attentati, Isis, migrazioni, conflitti, politiche aggressive, che poco si differenziano se l’analisi è troppo vicina, se si restringe il tempo ad un solo anno solare.
Così procedendo, infatti, sembra che poco accada e soprattutto che nulla cambi.
Questa considerazione mi ha spinto ad allungare il tempo dell’analisi, prendendo a riferimento non “l’uno”, bensì il tempo di una vita (la mia va oltre i settanta), ma ognuno, se persuaso, può confrontare il proprio personale arco del tempo.
Quando è iniziato il mio tempo, era appena terminata la seconda guerra mondiale, ora non ci sono più guerre, almeno qui da noi - c’era la fame, oggi lo spreco alimentare – la mortalità infantile e quella delle puerpere era elevata, ora quasi del tutto scomparsa - l’analfabetismo era ancora dilagante, oggi i figli frequentano l’università – le famiglie erano numerose, oggi gli sposi faticano ad avere un figlio – i matrimoni duravano tutti una vita, oggi no - c’erano i cavalli, oggi le stazioni spaziali – si moriva di polmonite, oggi si trapiantano organi - c’era la penna e l’inchiostro nel calamaio, oggi le mail – c’erano le prime radio, oggi internet - c’erano le cascine, oggi gli skyline – ancora, c’erano le botteghe, oggi i centri commerciali e potrei continuare a lungo con questi raffronti dai quali emerge chiaramente che, comparando tempi distanti, le differenze emergono, eccome.
Dalla nostra breve analisi si può quindi dedurre che i tempi moderni sono di certo migliori di quelli d’allora e che, in questo intervallo relativamente breve, sono stati fatti, in tutti i campi del sapere e della scienza, passi in avanti giganteschi.
Possiamo così anche affermare che il corpo, di certo, sta decisamente meglio.
L’anima?
Poverella!
Continua ad arrovellarsi su “Alfa” ed “Omega”.
E’ in ansia, perché se ripetiamo il giochino dell’andare a ritroso come abbiamo fatto prima, non trova risposte né esaustive, né almeno parziali; nessuno si è occupato di lei e la situazione appare nella sua drammatica chiarezza proprio se esasperiamo la dilatazione del tempo e andiamo indietro non settanta ma settemila anni.
Ora come allora solo le religioni, monoteiste o politeiste che siano, continuano ad offrire interpretazioni fideiste.
Quanto sarebbe radicale trovare una ragionevole risposta per l’anima!
Le esplorazioni nello spazio, intanto, confermano la nostra precaria fragilità mostrandoci la nostra minuscola casa sospesa nell’infinito che, proprio per sua natura, non ha né definizione né confini.
La filosofia specula, la religione gratifica ma concretamente, su questo tema, “progressi zero”.

Nonostante l’impasse, devo però dare testimonianza di quanta solidità e speranza siamo ancora capaci noi, passeggeri terreni che, con stoicismo, non rifiutiamo questo nostro sconfinato peregrinare.
Tanti buoni anni a tutti.

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“Non inorgoglitevi per i pochi grandi uomini che nel corso dei secoli sono nati nella vostra terra; il merito non è vostro.
Pensate piuttosto al modo in cui li avete trattati durante la loro vita e come avete seguito i loro insegnamenti.”

Albert Einstein

 
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