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Lettere dei lettori
giovedì 11 gennaio 2018.
Mesocco in tracce d’inchiostro
di Rodolfo Fasani

Mesocco in tracce d’inchiostro

La felicità è luce e crea gioia.
La gioia di leggere la ricerca di Giorgio,
ci trasmette amore per le nostre terre,
un amore cantato da tanti scrittori,
un mistero in tracce d’inchiostro,
al quale ci inchiniamo.

"Prima la cascata d’acqua tra Cabbiolo e Soazza,
in forma di vapore densissimo-nebuloso.
A ripetuti sbalzi precipita con goccioline d’acqua,
portate da vento fino alla strada.

Mesocco, paese primo di Mesolcina e Calanca,
con gli avanzi del Castello e della Chiesa,
messi lì a sfidare le ingiurie dei secoli.
Il Castello il miglior pezzo decorativo
di tutta la Svizzera, in quanto a rovine.

A Mesocco, case pulite, quadrate, basse, robuste.
Mesocco è imponente,
può vedere passare sulla sua strada le capre e le pecore
e lasciare sentire l’odore della stalla in mezzo alla via.
Conserva però qualcosa di grande, urbano, aristocratico.

Paese di contrabbando, attraverso il Balniscio,
tra i due confini perché regnava la fame.

Con il detto sulla bocca di indipendenza:
che di ricco signor viver soggetti>.

La salita erta e serpeggiante su fino a San Bernardino,
con le alte cime delle alpi coperte da ghiacciai.
Le case del paese sono raccolte nel covo della vallata,
presso la Moesa, come un branco riunito di pecore.
L’acqua è la vita e chiama sempre gli uomini a sé …
Il vento sa qui le sue mille voci, dal mormorio al muggito …

Qui ritrovi tre buonissimi alberghi: Brocco, Ravizza e Motto.
Ti ricevono con la più cordiale ospitalità,
alloggiato con decenza e nutrito a sana e scelta mensa.
Molti viandanti nell’aria fresca e pura,
fra le delizie di questi monti cercano dalle acque salutari
un sollievo e conforto alle infermità e alle pene.

Qui chi ama la solitudine e il paesaggio,
trova dei luoghi ameni e magnifici.
Chi ama la caccia, può inseguire negli alti dirupi
Il camoscio, la lepre bianca, il fagiano e la pernice.
Qui tutto è quiete, nell’apprendere il bello della natura.

L’acqua forte manda continue bollicine di gas carbonico,
con sapore acidulo ferruginoso piuttosto piccante,
che bevendola non risulta spiacevole.

Salire verso l’Ospizio nella maestosa via,
con una lunga galleria e dei ponti e dei ponti
costruiti con ardita maestria ad un’unica arcata
di ottanta e più metri.

Sulla cima del monte dove cessa la bella lingua del sì,
trovi l’ospizio, innalzato dal re di Sardegna nel 1823.
D’inverno i contadini precedevano le slitte con le pale
Per liberare la pista dalla neve nel mezzo della bufera.

Il valico separa il sud dal nord è spartiacque, lingua e fede.
I libri dei forestieri stanno lì a dimostrarlo.
Gli uccelli migratori sono stati i primi ad utilizzare il valico,
seguirono poi gli eserciti e i commerci.

Oh quanto incantevole mi sembri e quanto sei nel mio cuore.
Giammai nessun paese mi parlò tanto all’anima,
giammai con tanto fuoco l’anima rispose.

Della mia vita cade una foglia ancor vegeta e verde.
Un sassolino vi raccolsi a memoria.
Addio montagne …>".

Dicembre 2017, Rodolfo Fasani

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Marco Porcio Catone 
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