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domenica 14 gennaio 2018.
Rete ferroviaria 2030/35, Svizzera romanda si ritiene svantaggiata

(ats) Il programma di sviluppo ferroviario 2030/35 non prende sufficientemente in considerazione la Svizzera romanda e non include il raddoppio del tunnel del Lötschberg. Sono queste le principali reazioni al progetto governativo posto in consultazione fino al 15 gennaio.

Il Consiglio federale vuole investire 11,5 miliardi di franchi nell’infrastruttura ferroviaria entro il 2035, principalmente nella regione zurighese e nell’Arco lemanico. Il governo ha pure posto in consultazione una seconda variante "meno ambiziosa" che prevede investimenti per "soli" 7 miliardi di franchi, da realizzare entro il 2030.

L’esecutivo federale e la stragrande maggioranza delle associazioni consultate caldeggiano però l’opzione più costosa poiché solo quella permette di eliminare i problemi di capacità attuali e futuri.

Per la Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP) la soluzione più onerosa è "assolutamente necessaria".

Sia Pro Rail, l’organizzazione a tutela degli utenti, che la Conferenza dei trasporti della Svizzera occidentale (CTSO) hanno chiesto persino di aumentare il credito a 13 miliardi di franchi. Per quest’ultima, i progetti chiave della Svizzera romanda potrebbero così essere integrati nel pacchetto.

Svizzera romanda scontenta

La CTSO ritiene che la ripartizione degli investimenti tra le regioni non sia equa. Mentre la Svizzera occidentale rappresenta il 40% degli abitanti, degli impieghi, della superficie geografica e della rete ferroviaria, soltanto il 21% degli 11,5 miliardi previsti dal Consiglio federale le sono attribuiti.

"Ciò non è accettabile", sottolinea sia la CTSO che Ouestrail, l’associazione che difende gli interessi ferroviari della Svizzera occidentale. Entrambe ricordano come la Svizzera occidentale stia sempre cercando di recuperare il suo ritardo nello sviluppo dell’offerta e dell’infrastruttura ferroviarie. Anche Pro Rail ritiene che la ripartizione regionale dei progetti non sia sufficientemente equilibrata. Si focalizza troppo sull’agglomerato zurighese.

Ampio sostegno per il Lötschberg

La rinuncia al completamento del tunnel di base del Lötschberg è stata oggetto di accese critiche. Numerose organizzazioni, quali l’impresa di trasporti BLS, l’Unione dei trasporti pubblici (UTP), Pro Rail, i principali cantoni interessati, nonché i partiti politici UDC, PPD, il PS, Verdi e Verdi liberali chiedono che il progetto venga incluso nel pacchetto di misure.

L’ampliamento della galleria di base - attualmente a doppio binario solo per un terzo della lunghezza - non deve essere rinviato alla prossima fase, che verrà presentata tra otto anni circa. Secondo il Comitato del Lötschberg un "rinvio è insensato".

Quale alternativa al San Gottardo, il Lötschberg consente di evitare la paralisi in caso di incidente, come è avvenuto lo scorso anno con l’interruzione di diverse settimane della linea ferroviaria tra Basilea e Karlsruhe (D).

Questo argomento è stato avanzato anche da UDC, PS e Verdi. Questi ultimi due partiti sottolineano pure che il completamento del tunnel del Lötschberg e l’aumento delle capacità che ne risulterà, è indispensabile per rispettare l’obiettivo di limitare a 650’000 il numero di camion che attraversano le Alpi.

Sostegno delle FFS al Consiglio federale

Dal canto loro, le FFS sostengono la decisione del Consiglio federale di rinviare il completamento del Lötschberg. Questo dovrebbe essere realizzato quando vi saranno i mezzi a disposizione.

Per le FFS, le spese per un tale progetto sarebbero di quattro milioni all’anno per un investimento globale di 100 milioni. Anche il PLR e i Verdi liberali sono preoccupati dalla questione delle spese.

Per il PLR è primordiale che siano prese in considerazione nel pacchetto di misure. I Verdi liberali ritengono che, in generale, nuove infrastrutture debbano essere costruite soltanto quando a beneficiarne siano il maggior numero di utenti o quando non esistano soluzioni a più buon mercato.

Incompatibile con la mobilità del futuro

L’UDC respinge invece in blocco le due varianti proposte dal Consiglio federale. A suo avviso, conviene investire progressivamente nelle linee a lunga distanza, che sono redditizie. Secondo i democentristi, la maggior parte dell’infrastruttura ferroviaria costa troppo cara alle FFS e di conseguenza alla Confederazione.

Per l’UDC, la mobilità, in particolare quella regionale e urbana si sviluppa in un’altra direzione: auto e bus autonomi, condivisione delle vetture, ecc. Queste evoluzioni necessitano di maggiori strade e posteggi e non di più ferrovia, sottolinea il principale partito svizzero. Da parte loro, il PS e il PPD chiedono di evitare il più possibile gli aumenti al fine di mantenere un trasporto ferroviario attrattivo.

Via libera al tram-treno di Lugano

Nel progetto di Sviluppo 2030/35, a sud delle Alpi sono previsti investimenti di 238 milioni per la rete tram-treno del Luganese, in particolare per la costruzione della galleria tra Bioggio e Lugano Centro (per la tratta Manno-Bioggio il finanziamento federale è già stato deciso con il Programma d’agglomerato del Luganese di seconda generazione, ndr.). In questo modo sarà possibile avere treni ogni 10 minuti sulla linea per Ponte Tresa.

Anche le regioni turistiche avranno la loro fetta della torta, in particolare le linee per Zermatt (VS) e per Engelberg (OW). Nei Grigioni, sulla rete della Ferrovia retica (FR) saranno investiti 17 milioni per la creazione di un punto di incrocio tra Cadera e Cavaglia, in val Poschiavo, e 124 milioni in Prettigovia per la rettifica del tracciato nei pressi di Fideris.

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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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