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Regionale
sabato 27 gennaio 2018.
Cristina Milani: la gentilezza come stile di vita e di pensiero!
di Lino Succetti


Fare ciò che ci fa star bene coltivando la gentilezza con l’empatia e il sorriso. Ognuno di noi può dare inizio a qualcosa di straordinario, contagiando con piccole gentilezze quotidiane diverse persone che, a loro volta, potrebbero fare lo stesso con altri, anche perché quando riceviamo un gesto gentile è naturale sentire la necessità di ricambiare, anche senza esserne del tutto consapevoli.

È questo quello che ci vuol consigliare Cristina Milani, originaria di Roveredo, psicologa che vanta un’esperienza consolidata, con il suo libro «La forza nascosta della gentilezza» (edito lo scorso ottobre da Sperling & Kupfer, pagine 215), presentato nella Biblioteca comunale di Roveredo, in collaborazione con la Libreria Russomanno di Grono. Durante l’incontro Milani ha voluto trasmettere l’idea di positività con sempre più persone che credono alla pratica quotidiana della gentilezza, della pazienza, dell’ascolto e del rispetto. «Essere gentili - ha fatto notare l’autrice - è avere cura di ciò che ci circonda, persone e ambiente. Verso quest’ultimo, il nostro atteggiamento dovrebbe rispettare la formula delle “tre R”: Riciclare, Riparare, Riutilizzare, evitando inutili sprechi di materie prime». Presentando il libro Cristina Milani ha spiegato la sua scelta di vita adottata da alcuni anni improntando anche il suo lavoro, le abitudini e le sue relazioni, verso la pratica della gentilezza. Ciò, ha spiegato Milani, dopo che vedeva sempre più amici che finivano col lamentarsi della stessa cosa: il menefreghismo generale, la freddezza dei rapporti. «Essere gentili - scrive - significa essere attenti agli altri, e questo è possibile solo se si è in contatto con se stessi. Tutti noi abbiamo un fardello che ci portiamo dietro ed è quello che ci può rendere scortesi con gli altri» aggiunge. 
Non a caso il primo principio del manifesto della gentilezza è «vivere bene insieme: ascoltare ed essere pazienti». Subito dopo c’è l’abc della cortesia «essere aperti verso tutti: salutare, ringraziare e sorridere» e poi «lasciare scivolare via le sgarberie e abbandonare l’aggressività». Oggi, convinta che in un mondo spesso aggressivo, arrogante e competitivo, la gentilezza si rivela sempre più una risorsa vincente, una forza rivoluzionaria che ci insegna a capire le emozioni e anche la prospettiva degli altri, sul lavoro, verso di noi e l’ambiente, Cristina è al vertice di una organizzazione non lucrativa(ONLUS) elvetica chiamata Gentletude, che ha come obiettivo la diffusione della gentilezza, ed è pure dal mese di settembre 2017 presidente del Movimento Mondiale della Gentilezza, nato in Giappone nel 1997 e sempre più conosciuto in tutto il mondo. Lasciamoci insomma contagiare tutti dal “cor gentil”, questo il messaggio di Cristina Milani in “dolce stil nuovo” con la sua «La forza nascosta della gentilezza». Ascoltando l’autrice e leggendo il suo saggio si capisce che ad arrivare a questa conclusione non è il solito e zuccheroso buon proposito della retorica dei buoni sentimenti, ma il voler comunicare come la gentilezza abbia un suo valore fondamentale nel contesto dei rapporti umani. Una “scienza contagiosa” insomma, ci sembra di aver capito ascoltando Cristina e leggendo già alcune pagine del libro (si può in pratica iniziare da qualsiasi capitolo, ricco di contenuti ma di scorrevole lettura e concluso da consigli pratici e semplici). Un «Un invito a riscoprire la forza più rivoluzionaria di tutte: la gentilezza» come annota Cristina Milani sulla retrocopertina del libro, un comportamento da mettere in pratica giorno dopo giorno, calmando l’aggressività, placando la rabbia e creando così un clima positivo e sereno per aiutarci a star bene con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.



Cristina Milani durante la presentazione del suo libro «La forza nascosta della gentilezza»nella Biblioteca di Roveredo
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“Una piccola insurrezione, di tanto in tanto, è una cosa buona e così necessaria nel mondo politico come i temporali in quello fisico. Previene la degenerazione del governo e alimenta una generale attenzione per la cosa pubblica.”

THOMAS JEFFERSON

 
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