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Politica
lunedì 29 gennaio 2018.
In nome di un interesse superiore
di Nicoletta Noi-Togni

Perché l’Iniziativa “No Billag” va respinta in votazione popolare il prossimo 4 marzo? La risposta a questa domanda per noi, minoranza linguistica e culturale all’interno di un cantone a maggioranza tedescofona, è - e resta - la necessità di un’informazione fatta su misura per la nostra regione come quella attuale. Che non va quindi messa a repentaglio, ciò che indubbiamente farebbe l’approvazione di questa Iniziativa. Questo anche se può apparire allettante non dover più pagare il canone Billag. Apparire, solo apparire, perché ad oggi non sappiamo quanto dovremmo pagare per la sostituzione di questo servizio, premesso una sostituzione ci sia senza ricorrere esclusivamente ai canali esteri.
Ma perché mai, a parte la questione canone, ci si accanisce in particolare contro RSI e consorelle, al punto di metterne in forse totalmente l’esistenza? Malcontento per le trasmissioni, rendimento di conti per qualche trascuranza personale o partitica? Non mi sembrano motivi sufficienti per penalizzare tutta una regione. Credo che tutti coloro che fanno politica, io compresa, si siano arrabbiati in qualche circostanza per essere stata qualche nostra idea, progetto, giudizio, ignorato dai media in generale (giornali compresi). Non però abbastanza per volerli annullare su tutta la linea. Immaginiamoci se – azzardo un paragone anche se so che non è mai giusto paragonare ciò che è differente – l’ospedale che ha contaminato per errore almeno 3 pazienti e non ha saputo, o voluto, rintracciare il colpevole (cosa per me inaccettabile) dovesse per questo venir chiuso, oppure se l’istituto scolastico dove si sono riscontrati episodi inadeguati dovesse venir messo al bando in seguito a questi atteggiamenti, indipendentemente da tutte le persone che in queste istituzioni lavorano egregiamente. Questo per dire che gli errori ci possono essere, richiedono punizioni e correttivi ma non annientamento; per questo è necessario che lo sguardo sia posto sull’insieme, sul tutto, sull’interesse superiore che sta a monte di una diatriba e che è più importante delle dispute personali o di parte.
La politica che pone la democrazia all’apice dei propri obiettivi sa che l’informazione è determinante per raggiungerli. Senza informazione infatti non è possibile giungere alle persone, alle loro case, alle loro menti, non è possibile spiegare, portare all’esterno il dibattito, la conoscenza stessa. Non solo: anche i pericoli, la comunicazione su quanto è d’importanza vitale per una regione oltre che sugli avvenimenti contingenti, passa dai media della comunicazione visiva e delle parola. Che deve, per essere efficace, adeguata alla lingua del posto. Tutto ciò oggi fa parte della nostra realtà, del nostro quotidiano. Rinunciarvi non sarebbe né giusto, né possibile.
Quindi, in nome di un interesse superiore, votiamo No il prossimo 4 marzo all’Iniziativa che vuole annullare la Billag ed insieme ad essa, il nostro diritto all’informazione.
Nicoletta Noi-Togni

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C’è più imbecilli tra i dotti che tra gli ignoranti: più villanie si commettono in città che in campagna: più barbarismi diconsi nelle accademie che nel mercato: più atti di barbarie si fanno in gente incivilita che in barbara.

Niccolò Tommaseo, Pensieri morali, 1845

 
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