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Editoriale
domenica 4 febbraio 2018.
Il velo, lo scialle e … noi!
di Giuseppe Russomanno

“Di’ ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti…
Questo l’ordine trasmesso agli uomini musulmani che non devono rivolgere sguardi lussuriosi alle donne (che non siano le loro mogli); e per prevenire ogni possibilità di tentazione, ad essi è chiesto anche di abbassare i loro sguardi. Questo atto è conosciuto come “l’hijab degli occhi”.
Lo stesso ordine viene trasmesso alle donne:
“E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste…”
Questo “hijab degli occhi” è simile all’insegnamento di Gesù, dove dice: “Avete inteso che fu detto: "Non commettere adulterio"; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”.
Sono trascorsi diversi secoli da allora ma quelli che hanno superato i settanta ricorderanno ancora come vestivano le nostre donne e quale doveva essere il loro abbigliamento quando si recavano alle funzioni religiose!
Ai giovani, quelli che non erano ancora nati, basta una breve ricerca in internet per scoprire che anche le loro nonne erano costrette a vestirsi in un certo modo se non volevano essere criticate ed esposte al pubblico ludibrio! Tempi che furono e che, verrebbe da dire, non trovano quasi più riscontro nella nostra civiltà o, meglio, nella nostra società!
Purtroppo invece la storia si ripete e proprio nell’era del politically correct capita che proprio alcune rappresentanti della lotta per la parità dei diritti tra uomini e donne e magari con incarichi istituzionali, per un falso rispetto dell’altrui fede, dimentiche del loro ruolo e di ciò che dovrebbero comunicare anche con il loro abbigliamento e comportamento, in certe occasioni, proprio quelle in cui dovrebbero far pesare la loro funzione per mandare un chiaro messaggio di civiltà e soprattutto di libertà, proprio in quei momenti appunto, queste donne si coprono la testa con un velo o con uno scialle a dimostrazione della loro sottomissione alle leggi e ai costumi dell’interlocutore mandando così a rotoli decenni di lotte per l’uguaglianza e la parità dei sessi!
Chi non ricorda il velo indossato dalla nostra ex ministra Micheline Calmy-Rey o quello della presidente della Camera dei Deputati italiani Laura Boldrini, quello di Emma Bonino e, purtroppo, di tante altre donne cosiddette moderne e affrancate!
Certamente, per queste donne, è facile essere femministe in un ambiente dove il concetto è già acquisito e anzi sta per diventare obsoleto, altra cosa invece è avere il coraggio e la determinazione necessaria per affermare il proprio stato di individuo libero e uguale davanti a persone poco propense ad accordar loro tale diritto!
Spesso e volentieri critichiamo i comportamenti di ragazze che usano i propri corpi come moneta di scambio per raggiungere i loro obiettivi! Come possiamo sperare che una povera ragazza spesso senza istruzione e senza mezzi difenda la sua dignità di donna e di persona quando donne molto più attrezzate di loro assumono atteggiamenti al limite tra la soggezione e la sottomissione?
Un pensiero per quella ragazza che, in Iran, ha osato togliersi il velo e sventolarlo come una bandiera e l’augurio che possa tornare presto in libertà!
Non dimentichiamola!


Giuseppe Russomanno
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Bisogna essere pronti a contraddire gli altri senza ostinazione e a lasciare, senza adirarsi, che gli altri ci contraddicano.

Cicerone

 
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