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Lettere dei lettori
sabato 10 febbraio 2018.
No Billag: isolamento totale e impoverimento sociale
di Natalia Gliott, Laax

L’iniziativa «No Billag» è molto pericolosa. Se venisse accettata il 4 marzo prossimo, comporterebbe l’isolamento totale di grandi parti della nostra popolazione e delle nostre regioni periferiche. Penso in particolare alle persone anziane. Per donne e uomini di età più avanzata, che non sono più tanto mobili e flessibili, che forse non sono più in grado di uscire di casa, la radio e la televisione rappresentano una finestra verso il mondo esterno. Già la mattina presto, con musica, informazioni e intrattenimento, la radio tiene loro compagnia durante la mattinata. A mezzogiorno seguono «Las gratulaziuns» di Radio Rumantsch, il pomeriggio la musica a richiesta su «Musikwelle», o un bel concerto di musica classica su Radio Svizzera Classica, la sera «Telesguard», «Schweiz aktuell», più tardi in serata la trasmissione dedicata alla cucina contadina «Landfrauenküche» o il programma dedicato al gioco a carte «Jass». Tutto ciò scomparirebbe se l’iniziativa No Billag venisse accolta.

Rappresenterebbe un totale impoverimento dal punto di vista sociale. Sarebbe inimmaginabile che «qualcuno» (ma chi?) producesse programmi radiotelevisivi per le persone anziane: non sarebbe redditizio. Gli iniziativisti sostengono che è necessario regolare il «mercato». Un’idea miserabile e totalmente sbagliata. Il «mercato» produce ciò che paga. Trasmissioni per un pubblico minoritario sono poco interessanti per un «mercato» e un’industria pubblicitaria. E ciò che non è redditizio non viene prodotto. È la logica neoliberale, che non conosce solidarietà tra regioni, generazioni e culture diverse.

E chi produrrebbe programmi ben fatti in lingua romancia? Il «mercato» a Zurigo? Certamente no. Noi retoromanci scompariremmo completamente dallo schermo e non avremmo né visibilità né ascolto nel resto della Svizzera. Non ci sarebbe uno scambio di informazioni tra le regioni e le culture della Svizzera. E che cosa ne sarebbe della cultura? Proprio Radio Rumantsch sostiene e rafforza la cultura del canto e coristica, così importante per l’identità romancia. Ma vogliamo che anche questo scompaia?

Dal 2019 pagheremo ancora 365 franchi (o forse anche meno) all’anno per un variato programma radiotelevisivo SRG SSR e per programmi delle stazioni radiofoniche e televisive locali, come Radio e TV Südostschweiz. Forse questo importo risulta essere elevato per determinate economie domestiche. Garantisce però programmi radiotelevisivi per tutta la Svizzera, proprio anche per le regioni periferiche e le persone di età più avanzata. Un numero sufficiente di motivi per dire con convinzione NO a questa iniziativa pericolosa, distruttiva e anti-svizzera.

Natalia Gliott, Laax

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“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.”

Lorenzo Milani

 
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