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Ricordiamoli - i nostri cari
domenica 11 febbraio 2018.
Questi erano amici miei; sempre pronti a dar la mano

Nel rispetto delle regole dettate dalla natura e dell’iter della vita due persone a me care hanno preso congedo, lasciando in me la luce accesa dell’amicizia e della simpatia.
Lui di Roveredo, Piero Stanga lei di Mesocco Liliana Passardi-Fasani. Di ambedue ho avuto la fortuna di essere loro amico. Questo malgrado gli anni che ci separavano e le esperienze della vita, alle volte pure uguali, ma spesso diverse, che con entusiasmo amavate raccontarmi. Questa la dimostrazione che eravate estimatori dei giovani e volevate che loro avessero preso in mano, dandogli piena fiducia, il decorso della vita.

Tu, Liliana, sei stata solida e forte e con grande diligenza, encomiabile sapere e soprattutto amore hai saputo tenere assieme la famiglia, alla scomparsa prematura del maestro Luigi, di grata memoria. Era bello vederti nella casa anziani di Mesocco ad aspettare in silenzio che mi fossi avvicinato per dirmi parole dolci e alle volte sentire dei racconti e battute e tutto appariva palpabile, luminoso e penetrante, che tutto attorno a me sorrideva. Cullata dal vento dello morte te ne sei andata serena e appagata, preparandoti a vivere nuove emozioni tra le vie del Paradiso.

Tu, Piero, sei stato grande ricercatore e anche letterato, trasmettendo ai giovani scolari tutto il tuo sapere. Eri, senza essere smentito, come un’enciclopedia ambulante. Tutto sapevi della tua terra, dei tuoi avi, delle tue radici e della storia del tuo paese. Era bello centellinare da te consigli, mosse politiche e ogni sorta di aiuto che noi ti chiedevamo. Hai studiato la letteratura italiana, ti piacevano “I Promessi sposi”, amavi raccontare il Canto 1 dell’Inferno della Divina Commedia: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi trovai per selva oscura, ché la dritta via era smarrita”. Nella selva oscura ti auguro di trovare chi ti guiderà alla beatificazione del Paradiso.

La famiglia, la vostra gente, l’amore il vostro credo, che solo lo si vedeva da in vostro sorriso. Vi voglio ricordare con alcuni semplici versi sparsi

"Dal centro, anello dopo anello,
è cresciuto l’albero.

Esperienze, ferite e gioie
sono disegnati nei cerchi.

Gli alberi centenari con grosse radici
sanno ascoltare la voce di un bimbo
portata dal vento al centro del mondo.

Odio violenza inondano la terra
ma il bimbo vede nel cielo sereno
i sette colori dell’arcobaleno.

Grida di gioia,
e spargi la voglia di amare
tre gli alberi antichi."

Uno che vi ha voluto bene, Rodolfo Fasani

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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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