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Editoriale
venerdì 16 febbraio 2018.
MOLESTIE SESSUALI
di Teresio Bianchessi


Dello scandalo delle molestie sessuali ne parlano tutti, se ne parla da molto, se ne parlerà a lungo. Scoppia quando moltissime star hollywoodiane puntano il dito (da capire perché a distanza di decenni) contro il potente produttore Harvey Weinstein, reo di averle pesantemente molestate. Da subito sorprende che le accuse non siano partite da misconosciute reginette, bensì da veri miti dei palcoscenici internazionali; forse però, loro stesse, ai tempi dei fatti, non erano ancora così famose.
La loro denuncia ha scoperchiato una pentola che ha svelato che, oltre a loro, in quel maleodorante recipiente, erano finite anche donne di tutti i ceti e per tutte era comune il terreno delle molestie: quello del lavoro, della professione, della carriera.
Dalla loro sacrosanta protesta nasce il movimento “MeToo” che ha il preciso intento di denunciare, punire, ma soprattutto frenare il fenomeno.
A loro replica il “Manifesto Francese” sottoscritto da oltre cento donne, fra cui l’attrice Catherine Deneuve; il manifesto rivendica il diritto da parte degli uomini di “…importunare … indispensabile alla libertà sessuale…”.
Da ultimo arriva il “The New York Times”, svela che anche gli uomini, i modelli, denunciano di aver subito molestie dai fotografi Bruce Weber e Mario Testino e il “j’accuse” coinvolge anche stilisti, agenti e personaggi minori di quell’artificioso mondo patinato della moda.
Sfogliando quotidiani, riviste, ascoltando trasmissioni televisive e radiofoniche che si sono occupate del tema, più di tutto mi hanno colpito queste loro ammissioni:
“…ti vieni a trovare in una posizione debole…”.
“… non hai potere contrattuale…”.
“…fatichi a respingere le proposte che ti mettono a disagio…”.
E’ certamente difficile, per noi comuni mortali, penetrare il dorato mondo hollywoodiano fatto di chimere, di sogni, di soldi, tanti, tantissimi, di audience, di oscar, di red carpet, abitato da una ristrettissima e avida umanità che divora il piatto della vita senza freni, senza inibizioni, senza alcuna morale.
Forse, per noi, è più facile capire questo terremoto delle molestie sessuali lasciando quell’olimpo ed entrando nel nostro, in apparenza normale mondo quotidiano, indagando sui luoghi di lavoro, nei rapporti interpersonali, il capo ufficio, il direttore, il presidente, un team.
Ci accorgeremmo subito che anche su questa nostra terra “…ti vieni a trovare in una posizione debole…”.“… non hai potere contrattuale…” “…fatichi a respingere le proposte che ti mettono a disagio…”.
IL POTERE CONTRATTUALE!
A mio parere è la chiave di volta di tutto.
Qualunque trattativa ha una controparte, quale che sia il negoziato richiede mediazione, ogni contrapposizione pone davanti confini e limiti, sempre c’è una posta in palio e più alta è, più c’è da decidere quali compromessi accettare, con chi fare affari.
Questa è la teoria, la pratica però ci pone quotidianamente di fronte al più forte e davanti a lui tentenniamo nei pronunciamenti di sì e di no.
Quante volte il povero Fantozzi ha dovuto chinare la testa innanzi ai capricci del mega direttore galattico, trovando comunque palcoscenico e ovazione nel demolire, da par suo, la Corazzata Potionchi.
Che cosa sopportare allora, quanto permettere.
Entrano inevitabilmente in gioco i paletti, i limiti invalicabili e certamente le molestie sessuali venute alla luce li hanno brutalmente travalicati.
Oltrepassata la morale, venuto meno il rispetto, l’amor proprio, invasa la sfera sessuale, fra tutte la più sacra perché è quella che ci avvicina a Dio, è da lì che nasce la vita.
Quando qualcuno tenta di prevaricare questi limiti, non ci dovrebbero essere tentennamenti e se di fronte al rifiuto, il molestatore usa violenza va subito denunciato e sbattuto in galera.
E il manifesto sottoscritto da Catherine Deneuve e altre cento donne francesi che recita:
“…importunare … indispensabile alla libertà sessuale…?”.
Mi piacerebbe pensare a un errore di traduzione, là dove “importunare” sta per “corteggiare”, comportamento lecito da sempre, arte del sedurre, sforzi a volte maldestri o goffi, tesi a catturare l’attenzione della donna che ci piace.
Corteggiare richiede garbo, delicatezza e il sesso, se e quando arriva, è arricchito dal miele irrinunciabile e incomparabile dell’amore.
Per finire: il “coming out” delle vittime delle molestie sessuali è apparso dolorosissimo a riprova che la pena portata dentro così a lungo è stata superiore al successo ottenuto.
Ne consegue che la loro espiazione ci suggerisce di mettere bene in ordine i valori della nostra vita.
I predatori?
Maiali prepotenti, egocentrici e spero infelici!
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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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