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Lettere dei lettori
venerdì 2 marzo 2018.
Cosa succede nelle case anziani ticinesi?
di Stefano Testa

Negli ultimi mesi sono apparsi vari articoli inerenti a case anziani, che hanno denunciato situazioni gestionali problematiche, le quali gettano ombre sull’intero settore. È fondamentale dare una svolta alla situazione. Alla Casa anziani San Donato di Intragna la direttrice è stata sospesa dopo infinite discussioni interne, mediazioni, polemiche sui media, intervento del medico cantonale. Alla Casa anziani di Stabio è intervenuto il medico cantonale per analizzare i problemi. Sono emerse clamorose accuse di furto e conseguenti arresti del direttore e della vice direttrice alla Casa anziani Tusculum di Arogno. Alla Casa anziani San Carlo di Locarno il direttore se ne andrà a pochi mesi dal suo insediamento, scalfendo profondamente la ricostruzione del clima di fiducia interno, con conseguente putiferio di prese di posizioni partitiche. A questo si aggiungono i maltrattamenti che vedono coinvolti alcuni operatori sociosanitari in altre strutture, ampiamente denunciati dai media, maltrattamenti che si ripercuotono negativamente sull’immagine di tutto il personale che lavora in modo professionale e con abnegazione.

Sono queste le difficili situazioni che il personale sta vivendo nelle case anziani ticinesi. Il Sindacato VPOD è a fianco dei dipendenti per sostenerli in queste gravi situazioni, che gettano nello sconforto tra i parenti, tra gli ospiti e anche tra gli operatori sociosanitari. Operatori che devono gestire un carico di lavoro sempre più pesante e stressante. Le crescenti richieste degli enti finanziatori e degli assicuratori aumentano la parte burocratica da svolgere in professioni, che erano state scelte dagli operatori in funzione della centralità del paziente, con spirito umanitario e d’aiuto. Oggi questa burocrazia ruba tempo ai curanti. Per questo la centralità del paziente rischia di essere sacrificata sull’altare della centralità di bilancio.

Come Sindacato dobbiamo agire per migliorare le condizioni di lavoro del personale sociosanitario e per migliorare le condizioni degli ospiti. Occorre migliorare la dotazione di personale e investire maggiormente nella relazione tra personale e pazienti. Dobbiamo prevenire le malattie professionali e accrescere il sostegno al personale sociosanitario in difficoltà. Dobbiamo favorire la conciliazione lavoro-famiglia, in modo da consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di adattare i loro tempi di lavoro all’evoluzione famigliare. Dobbiamo migliorare la trasparenza sulla gestione delle strutture sussidiate dal Cantone e dai Comuni. Dobbiamo rafforzare il dialogo tra personale, famigliari, pazienti, direzioni, gestori delle strutture sociosanitarie, autorità cantonale e comunale per trovare soluzioni nell’interesse di tutti. Il lavoro da fare è tanto, ma assieme possiamo fare passi avanti.

In conclusione va riconosciuto che buona parte delle istituzioni e delle direzioni operano nel solco del rispetto dei dipendenti e mantengono il focus sugli ospiti anziani. Con il personale delle case anziani dobbiamo intervenire sulle situazioni problematiche, senza il bisogno di inutile sensazionalismo, che getta ingiustificato discredito sull’intero settore professionale.

Stefano Testa, sindacalista VPOD Ticino

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“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

ORIANA FALLACI

 
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