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Regionale
domenica 4 marzo 2018.
No a «No Billag»: La Pro Grigioni Italiano non abbassa la guardia sui media

La Pro Grigioni Italiano (Pgi) è senz’altro soddisfatta del risultato della votazione sull’iniziativa «No Billag», respinta in maniera molto chiara, confermando così il grande valore che la popolazione svizzera attribuisce al servizio pubblico radiotelevisivo.

Anche per quanto riguarda i comuni grigionitaliani c’è una complessiva soddisfazione per la percentuale dei contrari, anche se è visibile la differenza tra i risultati ottenuti in Bregaglia e in Valposchiavo, che si pongono in linea con quelli della Romancia, e quelli più “tiepidi” raccolti invece nel Moesano, tradizionalmente più esposto a quanto avviene nel vicino Canton Ticino, dove il dibattito sull’argomento è stato molto acceso.
Chiusa felicemente questa campagna, a cui anche la Pgi ha dato, nel suo piccolo, il proprio contributo, bisogna guardare avanti, perché le sfide nell’ambito dei media per la minoranza grigionitaliana non sono senz’altro finite. Già all’inizio di aprile, per esempio, scadrà il termine per prendere posizione sulla nuova concessione federale della SRG SSR e la Pgi si curerà di sottolineare l’importanza di un maggiore scambio d’informazioni tra le diverse regioni linguistiche del Paese e il dovere di prestare una speciale attenzione ai cantoni plurilingui. Più in generale bisogna tenere conto che il dibattito sulla SRG SSR non è concluso con la votazione sull’iniziativa «No Billag» e che bisognerà continuare ancora a difendere i valori che il servizio pubblico radiotelevisivo rappresenta in particolare per le minoranze. Non è tutto: anche i media privati, che pure beneficiano del canone, devono fare la loro parte e in questo senso la Pgi riavvierà il confronto con il gruppo Somedia perché s’impegni maggiormente per l’informazione in italiano e sul Grigionitaliano.
C’è poi la questione, non da ultimo, della carta stampata e dell’informazione online. Le difficoltà con cui sono confrontati i media, in particolare quelli che si rivolgono a un pubblico di ridotte dimensioni come quello grigionitaliano, sono note e sempre più frequenti. Anche a livello nazionale le notizie più recenti – i tagli dell’Agenzia Telegrafica Svizzera e la chiusura o il ridimensionamento di testate giornalistiche con una lunga tradizione alle spalle – sono tutt’altro che rassicuranti. Il Cantone dei Grigioni e il Grigionitaliano non fanno eccezione a queste difficoltà, come mostrano i casi di «La Quotidiana», del «Bündner Tagblatt» o della «Voce del San Bernardino». Per questa ragione la Pgi sostiene con forza l’incarico sul futuro dell’informazione nei Grigioni presentato in Gran Consiglio dall’on. Manuel Atanes e già sottoscritto dalla maggioranza dei parlamentari retici: il Cantone ha bisogno di una strategia a lungo termine per promuovere un panorama mediatico forte, al passo con i tempi e che ci permetta di continuare a tenere vivo il dibattito democratico a tutti i livelli.

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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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