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Regionale
lunedì 5 marzo 2018.
"NA A SONÀ MARZ"
di Ramona Plozza

Si sono svegliati accolti da un nuovo, lieve manto di neve davanti agli occhi gli alunni delle scuole di Mesocco e Soazza la mattina del 1. marzo, il giorno preposto per salutare l’inverno, scacciarlo a suon di campanacci, rumori e risa, per dare il benvenuto ai prati verdi ed ai primi coraggiosi fiorellini.

Le temperature rigide, la neve ed il gelo, non hanno smorzato minimamente il loro entusiasmo e l’allegria.

La mattina alcuni bambini accompagnati dai loro docenti hanno animato la bancarella del dolce in centro paese, organizzata grazie al contributo dei genitori con i loro dolci e prelibati manicaretti.

La gente è accorsa numerosa per sostenere il progetto CIRCO, che la scuola tratterà a fine aprile. Ringraziamo tutti di vero cuore per il grande supporto. Speriamo verrete a vedere il nostro spettacolo circense a fine settimana-progetto!

Nel pomeriggio poi, tutti gli alunni hanno camminato per le vie del paese, par La Sctrecen, vestiti come i nostri avi, portando in spalla il pupazzo, o meglio la Pupazza, e facendosi sentire col suono dei campanacci!

In riva alla Moesa i ragazzi hanno continuato con energia, hanno cantato e poi pure gridato “Marz, Marz, pulverent, semina seghel e fa furment”.

I nostri alunni sono stati formidabili, perché ci hanno saputo trasmettere la loro gioia in un’occasione speciale come questa: una tradizione ancora viva che anche quest’anno ha regalato davvero dei bei momenti.

Ma la Pupazza che cosa prevede?

Essendo bruciata in maniera abbastanza rapida, dovrebbe significare che l’inverno terminerà presto! Vedremo se la Pupazza ha ragione...
R.P.




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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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