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Regionale
giovedì 15 marzo 2018.
Ricucitura di Roveredo: avanti con chiarezza
Comunicato stampa di RoveredoViva

Pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci da RoveredoViva con un preambolo tratto dalla Voce del San Bernardino e gentilmente messoci a disposizione dall’autore signor Brenno Martignoni.

PAN E NOS

(di Brenno Martignoni Polti pubblicato giovedì 24 gennaio 2013 su La Voce del San Bernardino).

L’inizio anno è sempre particolare. Le incognite e le sibille si attivano con positive visioni. Sogni nel cassetto che si vorrebbe realizzati e che, proprio in questo clima di pulizie generali, sembrano più a portata di mano. Attraversando il ponte sulla Moesa, a Roveredo verso Piazzetta, alla stregua dello storico passaggio del Rubicone, in un’alea di colossal d’altri tempi, mi salta un guizzo. Sarebbe bello vedere riaprire la sala cinematografica. Immagino già l’insegna luminosa del Nuovo Cinema Diana. Come scrive Carlo Verdone ne’ "La casa sopra i portici" un cinema che chiude è "una biblioteca dell’immagine" che non viene più consultata. Significa perdere un pezzo di memoria storica. Il mondo multimediale in dirompente evoluzione non ha sostituito il piacere di seguire un film in sala pubblica. Quel condividere emozioni che solo l’ambiente comune sa evocare. Quante coppie, nel dopoguerra, si sono felicemente formate, all’ombra del grande schermo. I romantici scorci hanno fatto il resto. È un po’ il ricuperare la piazza. Il luogo di incontro. Di condivisione. Che per Roveredo è stato poco saggiamente sottratto con l’attraversamento dell’A13. Un inaudito sfregio dei luoghi subito dal cambio di destinazione d’uso, che ora, a distanza di decenni sarà riabilitato dal tunnel. E, allora, la nuova agorà potrebbe diventare il ritrovato cuore di un Paese pulsante, dove la qualità di vita ha ripreso il posto che le spetta. Una vera e propria ricucitura. Il finale naturale da Visconte dimezzato di Italo Calvino. Mi viene di pensare al grande progetto di Valencia che, dopo il 1957, spostando il fiume Turia dal centro, ne ha ricavato un polmone verde. Una riconversione emblematica a misura d’uomo. Una riqualifica di un comparto urbano destinato a lasciare il segno. Un lavoro ben fatto. Senza che più nessuno possa vedere che li c’era una ferita. Un Rorè guarito. Di nuovo unito. Più forte. Una sana dieta da Pan e nos.


Sindaco e promotori del progetto RoveredoViva delineano i prossimi passi della ricucitura di Roveredo: Dall’autorizzazione alla cessione dei terreni liberati dall’autostrada sino alla domanda di costruzione, spiegando tempistiche e opportunità di coinvolgimento della popolazione. Obiettivo dichiarato: consegnare alla popolazione di Rorè il nuovo centro entro il 2024. Nell’attesa, su www.roveredoviva.ch è possibile farsi un’idea più precisa dei nuovi spazi e seguire l’avanzamento di un processo iniziato vent’anni orsono.

Avanti con chiarezza. Se si dovesse riassumere con tre parole il senso dell’incontro svoltosi nella mattinata del 15 marzo a Roveredo tra i rappresentanti del progetto di ricucitura RoveredoViva, il Comune di Roveredo e i media, l’attenzione sarebbe posta sulla volontà di spiegare alla popolazione che il progetto sta andando avanti secondo programma e che, dopo la firma dell’accordo di collaborazione con Alfred Müller dello scorso novembre, è possibile avviare una fase di comunicazione più attiva sui contenuti e i tempi del progetto.

Ad aprire l’incontro il Sindaco di Roveredo, Alessandro Manzoni, che, dopo aver ripercorso le tappe principali della “storia” della ricucitura dal 1998 ad oggi, si è concentrato sui prossimi passi che porteranno alla creazione sui terreni liberati dall’A13 di un nuovo nucleo per Rorè. In particolare, l’attenzione è ora rivolta verso l’autorizzazione alla vendita dei terreni interessati ai vincitori del bando di concorso del 2016. Il Consiglio Comunale di Roveredo dovrebbe dare luce verde al passaggio di proprietà alla fine dell’estate, dopodiché, superato lo scoglio di un’eventuale referendum contro tale decisione, potrà concretizzarsi la progettazione architettonica definitiva e la successiva domanda di costruzione, attesa per il 2020.

Durante la sua esposizione il Sindaco si è voluto soffermare in particolare su due punti. Il primo è il coinvolgimento diretto della popolazione nella definizione di alcuni aspetti inerenti il progetto, dall’utilizzo degli spazi pubblici alla scelta di elementi di arredo urbano. In tal senso, durante la fase di esposizione del piano d’area, chiunque potrà esprimere le proprie osservazioni sui contenuti del progetto. Prima di questo passo, previsto dalla legge e atteso per il 2019, i promotori di RoveredoViva hanno intenzione di coinvolgere tutta la popolazione roveredana in un progetto del quale saranno svelati ulteriori dettagli a breve. Il secondo punto centrale dell’intervento del Sindaco ha assunto quasi i toni di un invito al senso di responsabilità da parte di tutti, al di là di interessi o rancori personali, per non rischiare di perdere “un treno che passa una volta nella vita per Roveredo, un’occasione epocale per dare alla cittadina il centro che non ha mai avuto”.

L’altra grande novità annunciata nel corso dell’incontro è stata la creazione di un sito Internet, www.roveredoviva.ch, dove cittadini e curiosi possono farsi un’idea dell’aspetto che potranno avere le due nuove piazze, gli spazi pubblici, le residenze, i commerci e il futuro parco Mondan. Inoltre, come spiegato da Massimiliano Paganini, Responsabile della filiale della Svizzera italiana di Alfred Müller, sul sito è possibile ripercorrere le tappe di un processo che dura da vent’anni, ricostruendo attraverso tutta la documentazione le scelte, le motivazioni, gli accordi e le persone che hanno condotto il progetto di ricucitura sino ai giorni nostri.

A completare la squadra di RoveredoViva, oltre Paganini e agli architetti Gazzaniga e Nunes, era presente all’incontro anche il CEO di Alfred Müller David Hossli che, nel suo intervento, ha voluto sottolineare l’importanza del progetto di Roveredo e del relativo investimento pari a 60 milioni per un’azienda solida ma a carattere tuttora famigliare come Alfred Müller.

A conclusione dell’incontro il quesito che forse interessa di più la popolazione della bassa Mesolcina, ovvero quanto verrà pronta la ricucitura: l’obiettivo espresso da tutti è quello di consegnare agli abitanti vecchi e nuovi di Rorè il loro nuovo centro entro il 2024.

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“La presunzione è la nostra più grande nemica. Pensaci - ciò che ci indebolisce è il sentirci offesi dalle azioni o dalle malefatte dei nostri simili. Essere presuntuosi significa spendere gran parte della propria vita offesi da qualcosa o qualcuno.”

CARLOS CASTAÑEDA

 
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