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Politica
giovedì 15 marzo 2018.
Un tetto sicuro sopra la testa

I danni ai tetti e agli impianti solari sono frequenti dopo gli inverni ricchi di neve. Questi possono essere evitati costruendo in modo professionale e attuando una manutenzione regolare. I tetti in pietra richiedono una particolare e intensa manutenzione.



I danni ai tetti sono molto frequenti L’espressione "un tetto sicuro sopra la testa" indica l’elevato significato che ha il tetto del fabbricato. Esso garantisce un’abitazione sicura. È estremamente spiacevole, per gli abitanti e per gli utenti, se un tetto non è stagno o addirittura collassa. Se poi vengono coinvolte terze persone negli slittamenti di neve dal tetto oppure vengono colpite dalle parti del fabbricato che precipitano, come singole tegole, pannelli solari ecc., i proprietari dei fabbricati hanno per questo l’obbligo di responsabilità civile. La manutenzione lacunosa porta per forza anche a delle riduzioni sulle prestazioni assicurative. "Danni ai tetti" è il tipo di danno elementare annunciato più frequentemente presso l’Assicurazione fabbricati del Grigioni, il secondo più elevato in termini di entità del danno. La pressione della neve e, un po’ meno, la tempesta di vento sono le cause più diffuse.

Evitare i danni dovuti alla pressione della neve La migliore protezione per una casa è un tetto costruito secondo le regole della tecnologia edile e mantenuto regolarmente. La norma SIA 261 definisce i requisiti di carico di un tetto. I valori valgono anche per gli impianti solari. Ad esempio, un tetto a due falde nella valle del Reno vicino a Coira, deve poter sopportare 200 kg/m2. Lo stesso tetto a Klosters 550 kg/m2, a St. Moritz 700 kg/m2 oppure un fabbricato alpestre a 2’000 m di altitudine ca. 1’100 kg/m2. I valori esatti per un’ubicazione definita possono essere valutati dall’ingegnere civile. A Klosters un tetto a due falde realizzato professionalmente regge 5 m di neve nuova e ca. 1.5 m di neve vecchia o bagnata. In inverno i proprietari dei fabbricati chiedono spesso alla GVG, se e come essi devono alleggerire il tetto, spalando via la neve. Fondamentalmente la GVG gradisce questa misura, ma solamente quando essa viene eseguita da uno specialista, per es. il copritetto. Il lavoro su un tetto coperto di neve mette in pericolo di vita le persone non specializzate e inoltre con la rimozione errata della neve possono manifestarsi ulteriori danni. I costi sono a carico del proprietario. Gli assicurati possono e dovrebbero contribuire alla riduzione dei danni, in cui essi controllano lo stato del tetto dopo ogni inverno pesante oppure periodicamente ogni 3 anni, facendo eseguire le riparazioni necessarie. Il sistema di solidarietà non dovrebbe essere compromesso, significa che non dovrebbero essere pagati dei danni che comportano un aumento dei premi anche per i solerti e diligenti proprietari dei fabbricati. Le tegole allentate o difettose devono essere fissate o sostituite, così anche i paraneve. Gli impianti solari devono essere fissati in modo professionale ed essere adeguati per i carichi soprammenzionati.

I tetti in pietra sono belli, ma devono essere mantenuti In particolare nelle Valli meridionali, nella valle del Reno Posteriore, oppure in quella di Avers o di Vals si vedono molti meravigliosi tetti in pietra. Le lastre in pietra sui tetti sono estetiche e durature. Richiedono però una manutenzione intensiva perché esse si spostano soprattutto negli inverni con elevate quantità di neve. Quello che per i proprietari dei secoli trascorsi era chiarissimo, appunto un controllo del tetto annuale e il ripristino delle lastre spostate, oggi purtroppo viene spesso trascurato. Dopo un inverno, marcato dalla pressione della neve, ci sono quindi clienti delusi dall’Assicurazione fabbricati perché i danni causati dalle infiltrazioni d’acqua non sono coperti dalla GVG. Anche per questo controllo è consigliabile coinvolgere lo specialista ed effettuare una verifica dopo ogni inverno con forti nevicate, altrimenti almeno ogni 3 anni e, per i tetti costruiti negli ultimi 20 anni, al minimo ogni 5 anni.
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Bisogna essere pronti a contraddire gli altri senza ostinazione e a lasciare, senza adirarsi, che gli altri ci contraddicano.

Cicerone

 
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