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Regionale
domenica 18 marzo 2018.
Progetto "Creanza": importante, ammirevole, necessario
di Nicoletta Noi-Togni

Concetto e progetto allo stesso tempo, quello portato avanti da Elio Felice, direttore della Scuola di Musica del Moesano, è degno della nostra attenzione e ammirazione. In un tempo, quello in cui viviamo, che sembra aver dimenticato l’antica parola "creanza", vuoi perché disattento alla forma, vuoi perché occhio e orecchio si sono abituati alla scurrilità, un progetto incentrato sulla creanza e cioè un richiamo all’attenzione, alla cura di ciò che ci circonda, può solo far bene a mente e anima. Attenzione che dobbiamo rivolgere in primo luogo agli altri esseri umani ma anche a tutte le creature e cose della terra, cura da riservare anche a quanto diciamo e facciamo. Questo al di là di convenzioni e formalità che certo hanno fatto il loro tempo. La creanza, intesa nella sua valenza di educazione, di riguardo verso l’altro ci porta lontano dall’indifferenza e dalla stessa violenza.
Siamo quindi grati che qualcuno la tematizzi e addirittura costruisca attorno a questo concetto, un progetto da portare verso il grande pubblico per sensibilzzarlo. Lo sta facendo Elio Felice con il suo laboratorio e portando, con il sostegno di altre istituzioni la parola creanza attraverso il Moesano con l’ausilio della musica. Iniziato a Landarenca lo scorso 25 febbraio, cosi per dire il viaggio della "creanza" e’ poi continuato a Roveredo con "Cantiamo sottovoce" e con la Filarmonica e proseguirà domenica prossima, 25 marzo a San Vittore, nella Palestra comunale con l’orchestra di Wiesbaden (40 elementi). Buon viaggio quindi a "Creanza" che, con la musica, si tramuta anche in incanto.

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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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