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Lettere dei lettori
domenica 25 marzo 2018.
Tunnel con la Val Chiavenna o collegamento con Coira?
di Andrea Pellandini

La Val Mesolcina e la Val Calanca necessitano di un rafforzamento dei rapporti con Coira su vari fronti.

Regolarmente, nel Moesano, si ritorna a parlare di un ipotetico tunnel con la vicina Val Chiavenna: un collegamento interessante per la provincia di Sondrio ma che certamente lenirebbe il Moesano e il Sopraceneri.
Quest’allacciamento, infatti, spalancherebbe la porta sul Moesano a decine di migliaia di persone con costi della vita inferiori ai nostri, poiché la Val Chiavenna e la Valtellina, come le altre province limitrofe, sono colpite dall’incessante recessione economica e dalle elevate tasse.

L’inevitabile aumento della manodopera a basso costo proveniente da questa provincia inasprirebbe la problematica del dumping salariale: un grattacapo ormai conosciuto nella Svizzera italiana, che creerebbe un devastante peggioramento della situazione viaria bassomesolcinese. Per chi ancora non fosse persuaso da tale previsione, una prova lampante la forniscono i nostri vicini Ticinesi con il loro mercato del lavoro saturo e malsano, il problema del traffico che attanaglia quotidianamente residenti e pendolari, ed infine la media dei salari, ormai la più bassa di tutta la Svizzera.

Molte tematiche ci avvicinano alla politica ticinese, dalla quale veniamo inevitabilmente toccati. Il Moesano è, a tutti gli effetti, un crocevia tra Coira e Bellinzona e questo ci conferisce, quantomeno, una posizione privilegiata che ci dà la possibilità di confrontare queste due realtà, di comprendere quali obiettivi dobbiamo prefiggerci e quali rigettare.

L’obiettivo principale che dobbiamo porci nei prossimi decenni non è la ricerca di un collegamento con gli altri Stati, Regioni o Provincie straniere, dalle quali potremmo trarre scarsi benefici, ma bisogna mirare ad un potenziamento dei legami con Coira: migliorando il collegamento stradale, ottimizzando le competenze linguistiche negli istituti scolastici e, chiaramente, favorendo ed intensificando i rapporti intercomunali ed interregionali a livello istituzionale.

L’autostrada A13 necessita urgentemente di una revisione, in particolare la tratta stradale tra Mesocco e Andeer, che risulta penosa, presentando vari disagi al traffico specialmente in presenza di veicoli pesanti sulla carreggiata.

La mancanza di unità riguardo allo sviluppo di progetti intercomunali è uno dei fattori determinanti per l’indebolimento dello sviluppo socioeconomico del Moesano e mina la nostra credibilità a livello istituzionale, specialmente nel parlamento retico. Il futuro non ci aspetta; se non vogliamo ritrovarci soli ed inascoltati dobbiamo restare uniti e compatti.

Inoltre, per quanto concerne la sfera scolastica, è necessario valorizzare ulteriormente le opportunità al di là del San Bernardino a tutti i livelli scolastici, poiché i tempi sono cambiati. Non è difficile constatare che tra i giovani prevale un senso di incertezza e di insicurezza nei confronti del loro futuro e se una volta i giovani mesolcinesi e calanchini si recavano per la maggior parte in Ticino per svolgere la propria formazione e per cercare un lavoro, ora più che mai devono volgere lo sguardo al Nord delle Alpi.

In breve la mia mia visione è la seguente: sono concreto e determinato verso una politica regionale comune, da San Vittore a San Bernardino, contro un malsano immobilismo politico.

Andrea Pellandini
Candidato UDC circolo di Roveredo
Al Gran Consiglio retico

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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