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Regionale
martedì 3 aprile 2018.
Iniziativa “Per una sola lingua straniera”: una beffa ai danni della nostra minoranza
di Manuel Atanes

A marzo il Governo ha pubblicato il messaggio relativo all’iniziativa “Per una sola lingua straniera” che vuole abolire l’insegnamento dell’italiano nelle scuole elementari tedescofone. Il documento dell’Esecutivo arriverà sui banchi del Gran Consiglio nella sessione di giugno prima che l’iniziativa vada in votazione popolare, verosimilmente a settembre. Con dovizia di particolari il Governo argomenta la sua netta contrarietà a questa iniziativa che se accettata non solo sarebbe un vero e proprio esperimento sulle spalle dei nostri allievi, ma metterebbe anche a dura prova la coesione cantonale.

Le occasioni nelle quali da italofono ci si sente una minoranza, purtroppo non sempre rispettata, non sono mancate in questa legislatura del Parlamento cantonale. La questione dell’abolizione dell’insegnamento della nostra lingua nelle scuole elementari tedescofone è quella però che mi tocca più da vicino. Da cittadino grigionese infatti mi riesce difficile accettare che si possano raccogliere firme per un’iniziativa che prevede un diverso trattamento per gli allievi solo perché di un’altra lingua madre (cantonale!). Mentre gli allievi tedescofoni potrebbero già incominciare a imparare l’inglese nelle scuole elementari, gli italofoni dovrebbero impare dapprima il tedesco. Mi si potrà ribattere che il tedesco è importante per i nostri giovani. Agli iniziativisti non sta però a cuore il futuro professionale degli allievi grigionitaliani, i loro motivi non sono altruistici. Il loro vero motivo è che gli italofoni devono imparare prima bene il tedesco affinché il Cantone possa continuare a funzionare prevalentemente in questa lingua. Chi inoltre mi conosce nella mia funzione di direttore scolastico sa che di regola consiglio “Coira” per il prosieguo della formazione proprio perché sono cosciente dell’importanza delle conoscenze linguistiche.
Un altro motivo della mia contrarietà sono i costi aggiuntivi che il Governo ha quantificato per i comuni con più di 4 milioni di franchi all’anno, dovuti principalmente all’organizzazione di lezioni facoltative di lingua nelle elementari che un’applicazione dell’iniziativa conforme alla costituzione comporta. Pensiamo un momento a cosa si potrebbe realizzare con queste risorse per migliorare il servizio pubblico in favore delle minoranze linguistiche e pensiamo ad esempio a quanto ha dovuto lavorare la Pro Grigioni Italiano per creare un posto di lavoro Ats a Coira per i nostri media.
Pensiamo anche ai mezzi didattici per le scuole in lingua italiana di cui mancano ancora le traduzioni, che si potrebbero realizzare in vista dell’introduzione del Piano di studi 21. Alla nostra minoranza non viene regalato nulla, per permettere agli allievi tedescofoni di imparare solo l’inglese alle elementari, in Gran Consiglio invece vi sarà chi giustificherà queste spese milionarie.
Da insegnante sono contrario all’iniziativa perché le motivazioni di carattere didattico degli iniziativisti sono pretestuose. Come si può ben evincere dal messaggio del Governo, la formula delle due lingue straniere alle elementari (dalla 3. una lingua nazionale, dalla 5. l’inglese) è applicata in ben 23 Cantoni nei quali vive il 92% della popolazione svizzera. Che proprio nell’unico Cantone trilingue, due lingue straniere comportino un sovraccarico per gli allievi è difficile crederlo. Se di sovraccarico bisogna parlare, allora nel caso di accettazione dell’iniziativa, quando gli allievi di lingua italiana dovranno recuperare in tre anni di Scuola secondaria o di Scuola d’Avviamento Pratico, per mettersi in pari con i tedescofoni, l’inglese che non hanno studiato alle elementari, sicuramente a scapito delle materie matematiche e scientifiche che molti iniziativisti vorrebbero rafforzare.

Fatte queste constatazioni, da politico mi impegnerò quindi in Gran Consiglio affinché questa iniziativa sia respinta in modo netto, perché la considero una beffa alla nostra minoranza e un esperimento molto pericoloso sulle spalle dei nostri allievi.

Manuel Atanes, Granconsigliere

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“La presunzione è la nostra più grande nemica. Pensaci - ciò che ci indebolisce è il sentirci offesi dalle azioni o dalle malefatte dei nostri simili. Essere presuntuosi significa spendere gran parte della propria vita offesi da qualcosa o qualcuno.”

CARLOS CASTAÑEDA

 
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